Vitalizi, Pitaro “la modifica della norma è indebita, inopportuna e anche incostituzionale”

Al consigliere regionale del gruppo Misto Francesco Pitaro non piace la modifica alla alla legge sui vitalizi approvata con voto bipartisan ” è mia intenzione impegnarmi anche depositando una specifica proposta di legge e coinvolgendo l’intera opposizione, per fare in modo che il Consiglio regionale cancelli quella modifica”

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COSENZA – La modifica alla legge sui vitalizi proposta da Giuseppe Graziano (Udc) e approvata con voto bipartisan, prevede che anche i consiglieri che dovessero terminare anticipatamente l’incarico, possano continuare comunque a versare i contributi per ricevere l’assegno vitalizio al compimento dei 65 anni e a prescindere da quanto tempo siano rimasti in carica. Ma c’è qualcuno a cui questa modifica alla legge proprio non piace e fa mea culpa.  È il consigliere regionale Francesco Pitaro del gruppo Misto che con un post su Facebook ha evidenziato che sull’indennità si è votato con leggerezza anche se in buona fede

“Nell’ultima seduta del Consiglio regionale – scrive Pitaro – è stata approvata una modifica legislativa che prevede la possibilità per un consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata, previo pagamento dei contributi, di ottenere la cosiddetta indennità differita che dal 2012 ha sostituito i vitalizi. Noi dell’opposizione abbiamo votato con leggerezza ed in buona fede tale modifica legislativa inserita nell’ordine del giorno, dopo il corposo dibattito sul programma di governo illustrato dalla presidente Santelli, su richiesta del consigliere regionale Graziano. Una modifica – prosegue Pitaro – che disallinea la Calabria dalle altre Regioni italiane e che io credo sia indebita, inopportuna e finanche incostituzionale. Non vi è dubbio che se un Tribunale annulla l’elezione di un consigliere regionale quest’ultimo perde il relativo status giuridico e tutto ciò che da esso discende. Detto ciò, comunico che è mia intenzione impegnarmi, sin da subito, anche depositando una specifica proposta di legge e coinvolgendo l’intera opposizione, per fare in modo che il Consiglio regionale cancelli quella modifica. Il fatto che le Commissioni siano ancora congelate – sostiene ancora il consigliere regionale – rende possibile in Consiglio regionale l’inserimento di proposte equivoche che, soprattutto in frangenti di grande criticità come quello che viviamo, rischiano di mettere in cattiva luce anche la buona politica e la stessa Istituzione-Regione”.