Sanità, welfare, turismo, giovani… Il programma della Santelli per rilanciare la Calabria

La governatrice ha illustrato al Consiglio Regionale le linee d’azione della sua Giunta per i prossimi 5 anni. Un programma articolato e necessariamente corretto a causa dell’emergenza coronavirus. Tanti i punti nel programma di governo 2020-2025 che si occuperà di lavoro e giovani, turismo e agricoltura, rifiuti e sanità ma anche trasporti imprese e cultura

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COSENZA – “Il programma di governo non ha nulla a che fare con il programma elettorale“. Così la presidente della Regione Jole Santelli nel corso del suo intervento in Consiglio regionale dove ha illustrato i punti salienti del programma di governo che dovrà guidare l’esecutivo dell’XI legislatura regionale. Un revisione che si è resa necessaria dopo l’emergenza covid-19 e i conseguenti effetti economici e sociali. “E’ una momento particolare quello che stiamo vivendo – ha esordito la Santelli – e quindi anche un programma elettorale scritto pochi mesi addietro, che non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto, non può non tenere conto di questa pandemia e dei risultati che questa ha prodotto sull’economia regionale e che ci ha fatto conoscere la precarietà del sistema sanitario calabrese. I prossimi cinque anni saranno fondamentali per ricollocare la nostra regione nel posto in cui merita e in cui può stare: la Calabria protagonista”.

Utilizzando il termine “salute”, più che sanità, la Presidente ha affermato che è necessario mettere mano al Piano sanitario regionale. “Credo – ha detto – che bisogna discutere seriamente dell’attuale struttura organizzativa”. Come  sotto-tema la Santelli ha utilizzato il termine di “edilizia sanitaria”, in riferimento ai nuovi ospedali. “Penso sia necessario un dibattito serio” ha detto riferendosi all’inerzia dei lavori di realizzazione dei nuovi ospedali “dove è tutto a posto, ma i lavori non riescono a partire”.

Sui fondi europei, la Santelli ha usato il termine “sfidarci”. “Siamo davanti ad una sfida – ha detto -. Serve una nuova governance perché l’Europa in futuro non valuterà più progetti in base alla spesa, ma sul raggiungimento degli obiettivi. E’ una grande partita che va giocata sul partenariato istituzionale, sociale ed economico”. Welfare e politiche sociali: “Ancora non abbiamo visto, in termini sociali ed economici, le conseguenze della pandemia. Probabilmente le vedremo in autunno. Però alcuni provvedimenti abbiamo iniziato a farli in questo periodo con 50 milioni di erogazioni e aiuti”. La Santelli ha poi ricordato i diversi provvedimenti approvati in pochi mesi: dai contributi per le spese sostenute dagli universitari fuori sede ai 25 milioni destinati ai Comuni per far fronte alle esigenze farmaceutiche e alimentari dei cittadini, dai 5 milioni per i tirocinanti (“di cui il governo si è dimenticato”) fino agli stanziamenti per il Banco alimentare. “Un’azione di governo – ha spiegato ancora la governatrice – non può non misurarsi sulla qualità della vita. La nuova sfida, nel prossimo autunno, sarà capire davanti a cosa ci troveremo in termini sociali. Dovremo cioè capire le conseguenze della pandemia sulla vita reale. Ci sono dei punti fermi che dovremo tenere: uno è l’attenzione massima alla persona, anche intesa come famiglia“.

Al capitolo “trasporti e infrastrutture“, la Presidente della Giunta si è soffermata sull’intermodalità tra infrastrutture, come il collegamento tra l’aeroporto di Lamezia Terme e la rete ferroviaria. La Santelli ha sottolineato “l’intenzione di puntare sul rilancio delle Ferrovie della Calabria e la necessità di ripensare il trasporto pubblico locale”. Su Reggio Calabria ha definito “inaccettabile” la mancanza, al momento, di prenotare un solo volo. “Faremo la nostra parte” ha promesso, ricordando lo sblocco del gateway  ferroviario a Gioia Tauro “infrastruttura strategica per la Calabria, nella quale è necessario attuare un vero e proprio  salto di qualità per renderlo veramente un porto appetibile”.

Sul fronte ambientale ha parlato di una nuova politica nel segno della sostenibilità “Abbiamo in Calabria oltre 255 mila ettari di aree protette, ma quanto questo si traduca in ricchezza è un punto interrogativo” ha affermato la Santelli che punta all’opportunità del capitale umano, presente sul territorio e alle professionalità da recuperare. “Mi dispiace – ha poi detto parlando di rifiuti – per le difficoltà che stanno vivendo molti sindaci ma era necessario invertire la rotta. Bisogno dar vita ad un ciclo vero, un piano rifiuti che ci porti in Europa ad economia sostenibile e soprattutto a discariche zero. La Calabria è la regione che smaltisce più rifiuti in discarica rispetto al resto d’Italia. Dobbiamo uscire da questa logica e per questo è necessario intervenire con un Piano attraverso il quale vengano adottate e gestite in trasparenza  sicurezza tutte le soluzioni e le tecnologie oggi disponibili”.

Sull’agricoltura l’idea è quella di valorizzare e tutelare i marchi conosciuti e le produzioni tradizionali. “Ma c’è un problema – ha evidenziato-: non facciamo promozione. Nel vecchio PSR c’è solo l’1% di risorse destinate a questi fine. Si spiega così il fatto che all’estero della Calabria conoscano solo la
patata della Sila e la cipolla di Tropea”.

Sul turismo, “c’è già il dato negativo di 50 mln di perdite subite dalle strutture ricettive della Regione. Noi – ha detto la Santelli – abbiamo già fatto qualcosa con iniziative a favore dei giovani calabresi dai 15 ai 25 anni, con 200 euro da spendere in turismo e culture e 25 mln destinati agli alberghi che riaprono, con erogazioni rapportate alle presenze del 2018″. In tema di lavoro “un grande rapporto sinergico con le università, con le quali scrivere insieme le professionalità per la Calabria e riassettare tutti gli asset del lavoro e della  formazione”. Sul fronte beni e attività culturali, la Santelli ha parlato di offerta esperienziale basata sulla valorizzazione di borghi e
cultura. Infine, la sfida, madre di tutte le sfide, quella digitale. “Si sono spesi fondi impossibili – ha detto -.
Dovremmo essere la Regione più digitale d’Italia; non abbiamo niente, a cominciare dalla macchina regionale”.
Digitalizzazione. ha sottolineato, che è anche trasparenza, elemento di una sfida vera contro ogni forma di corruzione. Ed in chiusura, la ‘ndrangheta, “che non si combatte con i programmi elettorali – ha concluso Jole Santelli – ma con altro, a cominciare dalla trasparenza”.