Reddito di cittadinanza alla criminalità, Gratteri “l’ingordigia dei boss è senza limiti”

Il duro commento del procuratore di Catanzaro al termine dell’ennesima operazione contro boss mafiosi e criminali che percepiscono il reddito di cittadinanza “non hanno limiti all’ingordigia e si presentano come nullafacenti e nullatenenti”. Poi il monito “con il reddito di emergenza e gli aiuti Covid si rischia lo stesso fenomeno”

.

COSENZA – Oltre 101 tra boss e gregari delle principali cosche di ‘ndrangheta scoperti la scorsa settimana. Oggi altre 18 persone denunciate dai carabinieri, al termine dell’operazione “Spike“, per aver dichiarato il falso al fine di ottenere il beneficio del reddito di cittadinanza. E tra questi la moglie del boss al 41bis ma anche chi risiedeva in un rudere abbandonato. “Non hanno limiti all’ingordigia e si presentano come nullafacenti e nullatenenti”. Questo il laconico commento del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri che ha analizzato con l’AGI il fenomeno dei boss della ‘ndrangheta che percepiscono il reddito di cittadinanza. “Appena venne approvato il gratuito patrocinio per gli avvocati, tutti i boss di dichiaravano nullafacenti e nullatenenti e in questo modo potevano usufruire della difesa gratuita” ha sottolineato Gratteri che ha poi evidenziato come “con il reddito di emergenza e con gli aiuti Covid si rischia lo stesso fenomeno del reddito di cittadinanza, perché la ‘ndrangheta si farà avanti per ottenere questi benefici. Per questo – ha concluso il procuratore di Catanzaro – ho chiesto ai sindaci di inviare alle Prefetture gli elenchi delle persone che hanno chiesto il sostegno economico per l’emergenza causata dalla pandemia. In questo modo, le forze dell’ordine avrebbero potuto effettuare un controllo in un paio di giorni e stabilire se c’erano amici o amici degli amici”.