Operazione “Mala Civitas”: boss e criminali con il reddito di cittadinanza, 116 denunce

L’operazione della Guardia di Finanza ribattezzata Mala Civitas ha portato alla denuncia di oltre 100 persone tra boss e affiliati alle cosche della ‘ndrangheta. Tra i beneficiati ci sono anche i figli del ‘Pablo Escobar’ italiano

 

REGGIO CALABRIA – “Mala Civitas” è il nome che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno dato all’operazione che ha individuato oltre 100 soggetti organici alle maggiori cosche della Locride, che percepivano senza averne diritto, il beneficio del reddito di cittadinanza. I soggetti, con ruoli gerarchici diversificati al loro interno, avrebbero indebitamente richiesto ed ottenuto l’assegno dall’Inps. In totale le persone denunciate sono 116 tra cui esponenti anche di spicco delle più note famiglie di ‘ndrangheta operanti nella piana di Gioia Tauro o delle potenti cosche dei Tegano e dei Serraino. Altri invece, sono capibastone delle maggiori cosche della Locride, tra le quali la ‘ndrina Commisso-Rumbo-Figliomeni di Siderno, i Cordì di Locri, i Manno-Maiolo di Caulonia e i D’agostino di Canolo.

Tra i soggetti denunciati e percettori del beneficio, anche i figli di Roberto Pannunzi, detto “Bebè” considerato dagli investigatori italiani e americani come uno dei più grandi broker mondiali di cocaina che si faceva vanto di pesare i soldi anziché contarli. Il figlio maggiore Alessandro, oltre ad essere sposato con la figlia di uno dei maggiori produttori mondiali colombiani di cocaina, è stato condannato in via definitiva per l’importazione di quintali di stupefacente in Italia. Le fiamme gialle reggine hanno indagato su oltre 500 soggetti gravati da pesanti condanne passate in giudicato, per reati riferibili ad associazione di stampo mafioso. Le indagini si concluse con le denunce alle procure di Reggio Calabria, Locri, Palmi, Vibo Valentia e Verbania di 101 persone richiedenti e di altri 15 sottoscrittori delle richieste irregolari. Tutti gli indagati sono stati segnalati all’Inps per l’avvio del procedimento di revoca dei benefici ottenuti, con il conseguente recupero delle somme già elargite che ammontano a circa 516 mila euro. Nel contempo, sarà conseguentemente interrotta l’erogazione del sussidio che avrebbe altrimenti comportato, fino al termine del periodo di erogazione della misura, un’ulteriore perdita di risorse pubbliche di oltre 470.000,00 di euro.

Il commento dell’ex ministro dell’Interno

‘Ndranghetisti pagati dallo Stato attraverso il reddito di cittadinanza. Dopo la scarcerazione dei boss, le rivolte nelle carceri e gli scioperi degli avvocati, emerge un’altra notizia inquietante grazie alle indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Tra i beneficiati ci sono anche i figli del ‘Pablo Escobar italiano‘. Complimenti alle forze dell’ordine e ai magistrati: tolleranza zero contro i criminali. Vogliamo un’Italia e una Calabria pulite. Governo, sveglia”. È il commento del leader della Lega Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno.