Sanità, gli idonei delle graduatorie tornano in piazza: ” basta soprusi”

«Per noi idonei delle graduatorie del comparto sanitario calabrese la situazione è tutt’altro che “rock”, anzi è “shock”». Pronti a tornare in piazza

 

CATANZARO – Da tempo combattono contro chi vuole negargli il diritto di lavorare e sono scesi in piazza, hanno scritto addirittura al prouratore Gratteri, hanno organizzato sit in, manifestato pacificamente… tutto per un diritto acquisito tramite il superamento di un concorso pubblico, sancito dalla stessa Costituzione (art. 97) ma, evidentemente, tutto questo non è bastato.

«La maggior parte dei fabbisogni delle Aziende Sanitarie sono stati approvati, i soldi per la Sanità sono stati stanziati, eppure siamo al punto di partenza – scrivono – fermi dove eravamo e in attesa del tanto amato e sospirato posto di lavoro. Ancora una volta veniamo costretti ad essere messi contro e a confronto con i cosiddetti precari. Senza retorica, siamo tutti padri e madri di famiglia, eppure, nonostante iter diversi, giochi di “poteri forti” innalzano muri invalicabili contro lo scorrimento delle graduatorie a favore esclusivo della proroga e stabilizzazione dei precari».

«Nonostante il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica a poter stabilizzare solo chi ha maturato i requisiti al 31/12/2019 senza ulteriori proroghe per i restanti precari, si è pensato bene di scavallare l’attuale normativa inserendo un articolo nel nuovo “Decreto Rilancio” solo a favore dei precari, eludendo in qualsiasi modo gli “idonei”. Ci rivolgiamo al Ministro Speranza, al Vice Ministro Sileri, al Presidente della regione Calabria Jole Santelli e a tutte le competenti autorità chiedendo che venga modificato il decreto suddetto prima dell’approvazione definitiva e che venga inserito un articolo di legge dove si garantisca lo scorrimento immediato e prioritario delle graduatorie con favor lex rispetto a tutte le altre categorie del comparto Sanità».

«Chiediamo che con l’incremento del budget destinato alla Regione, vista l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e visti i LEA al di sotto dei parametri previsti, vengano immediatamente assunti a tempo indeterminato tutte le figure professionali sanitarie senza altri ritardi».

Ed ecco alcuni esempi ‘inconcepibili’ di ciò che sta succedendo:

All’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro gli infermieri idonei della graduatoria sono stati chiamati telefonicamente nelle settimane scorse dalla responsabile dell’ufficio competente per firmare il contratto a tempo indeterminato con disponibilità immediata, ma dopo pochi giorni è stato rettificato tutto perché con un colpo di coda, è bastato qualche accordo sindacale, qualche telefonata a chi di dovere ed ecco sistemati i “favoriti” precari, affossando le speranze e il futuro degli idonei.

All’Asp di Crotone gli OSS idonei sono stati chiamati con telegramma per emergenza “Covid” dando immediata disponibilità tramite e-mail ad essere assunti, ma dopo pochi giorni hanno ricevuto la telefonata di rettifica a queste assunzioni.

L’Azienda Ospedaliera “Annunziata” di Cosenza ha richiesto immediata disponibilità di OSS richiedendo loro i documenti per l’assunzione tramite e-mail, facendo perdere qualsiasi altra possibilità lavorativa, perché lo stesso contratto doveva essere firmato nel giro di qualche giorno. Ad oggi sono passati 15 giorni e ancora nessuna convocazione, nessuna notizia. Per gli infermieri idonei della graduatoria di Cosenza non si procede ad alcuna assunzione presso l’A.O. cosentina ed in più la stessa Azienda Ospedaliera non cedendo la graduatoria a livello regionale preclude agli stessi il lavoro nelle altre strutture sanitarie calabresi. Per i biologi idonei sembra non esserci mai spazio d’inserimento nel mondo del lavoro nella Sanità Calabrese perché continuano ad essere prorogati i precari biologi nelle varie strutture (anche senza aver maturato i requisiti) e vengono banditi nuovi avvisi pubblici.

«Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza – annunciano gli idonei delle graduatorie – martedì 26 maggio alle ore 9:00 in Cittadella a Catanzaro coadiuvati dal sindacato SI Cobas. Noi non ci fermeremo, diciamo basta ai soprusi, dateci i nostri diritti, il nostro futuro, il nostro lavoro. Perché noi “non siamo figli di un Dio minore”».