Spiagge libere a numero chiuso e ombrelloni a 5 metri. Le regole per la riapertura

Due nuovi documenti con le linee guida sono stati pubblicati sul sito dell’Inail e realizzati in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss). Contengono tutte le misure di sicurezza per gli stabilimenti balneari ma anche per l’accesso alle spiagge libere a cui dovranno ispirarsi Regioni, Comuni e gestori

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COSENZA – Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere definite a livello locale le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione appena pubblicato che contiene tutte le misure di sicurezza per permettere agli italiani di andare al mare, ma solo seguendo precise regole anche nelle spiagge libere dove, ad esempio, non si potrà piantare l’ombrellone dove si vuole ma bisognerà rispettare nastri e segnali che indicheranno le distanze da mantenere. Bisognerà mantenere il distanziamento sociale anche in acqua, evitare assembramenti sulla battigia. Niente piscine aperte negli stabilimenti, ci saranno cartelli informativi e nastri che delimitano lo spazio e persino prenotazione on-line nelle spiagge libere di “grande attenzione”.

Le linee guide hanno provocato la dura reazione del presidente della Liguria Giovanni Toti che ha puntato il dito contro questi protocolli definendoli inapplicabili “Il Pd ci chiede di confrontarci con i balneari? Vergogna, vergogna, vergogna” ha scritto in una nota. È a conoscenza il principale partito di governo a Roma sa che le linee guida nazionali per le spiagge prevedono distanze tra gli ombrelloni tali da ritenere unanimemente impossibile aprire gli stabilimenti balneari?”.

Prenotazioni anche per le spiagge libere

Ma cosa prevedono nel dettaglio le prescrizioni? Nel documento viene evidenziato che “la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone, sdraio o sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. I comuni potranno stabilire dei turni di ingresso e richiedere la prenotazione via app o piattaforma online ad alcune spiagge, soprattutto quelle definite “di grande attenzione” stabilendo così quale dovrà essere il numero massimo di persone che possono entrare in una determinata spiaggia.

Niente assembramenti sulla battigia

La prenotazione favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi” essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti“. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze ed evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Le regole per gli stabilimenti

È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento. Dovranno essere previsti percorsi di entrata e di uscita differenziati e sistema di pagamento veloce, anche online o con carta prepagata. I lettini saranno sanificati a ogni cambio di utente. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

Niente buffet ai ristoranti e distanze di 4 metri

Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a 4 mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet.  Le linee guida di Inail e Iss sulla ristorazione  mettono in evidenza l’importanza della prenotazione che dovrà essere obbligatoria. ” Il layout dei locali di ristorazione andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli, anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. Vanno eliminati modalità di servizio a buffet o similari.