Venticinque anni fa moriva Mia Martini, indimenticabile artista calabrese

Mimì artista fragile e tormentata, resta ancora oggi una delle voci più belle nella storia della musica italiana. La voce di “Almeno tu nell’universo”, “Minuetto” e “Piccolo uomo” ci lasciava il 12 maggio 1995

 

COSENZA – Venticinque anni fa, all’ora di pranzo, Mia Martini veniva trovata senza vita a 47 anni, in una casa a Cardano al Campo, vicino a Busto Arsizio, dove si era trasferita da poco per stare vicina al padre Giuseppe Bertè. Il decesso era avvenuto due giorni prima, per un arresto cardiaco, ma nessuno se ne era accorto. Riversa sul letto, con le cuffie alle orecchie, il suo cuore si è fermato ascoltando “Luna rossa”: stava preparando una nuova versione per il Festival di Napoli allora presentato da Mike Bongiorno.

“Mimì” resta ancora oggi una delle più grandi interpreti della musica italiana. Mia Martini, al secolo Domenica Bertè, nasce a Bagnara Calabra il 20 settembre (lo stesso giorno della sorella Loredana più piccola di tre anni) del 1947 e con la famiglia si trasferisce prima ad Ancona e poi a Roma. Comincia a cantare giovanissima, ma il successo arriva nel ‘70 con brani storici come “Piccolo Uomo” e “Minuetto” che le fanno vincere il Festivalbar. Negli anni 80 regala canzoni indimenticabili come “E non finisce mica il cielo”, il brano scritto per lei da Ivano Fossati, unico grande amore della sua vita, che non vince Sanremo nel 1982 ma conquista il Premio della Critica nato appositamente per lei. Era un pezzo troppo bello per non ricevere una targa, così i giornalisti si riuniscono in gran segreto e decidono di premiarla. Una carriera costellata di alti e bassi, lunghe pause dalle scene e poi le maldicenze, che hanno rallentato la sua corsa artistica. Lei non si ferma mai di fare musica e nel1989 ritorna sulle scene con “Almeno tu nell’universo”. Sale sul palco di Sanremo, non vince, ma incanta il mondo.

La presidente della Regione Calabria Jole Santelli ricorda la grande Mimì

“Un’interprete straordinaria che ha fatto commuovere e sognare. La sua intensità, la sua passionale malinconia ha toccato le corde del cuore di tante generazioni lasciando una traccia indelebile”. Afferma Jole Santelli. “Ciò che sorprende a 25 anni dalla sua scomparsa – aggiunge – è la sua attualità, voce, testi e musiche che vanno oltre il tempo conquistando uno spazio di MN illimitatezza che solo i grandi miti della musica raggiungono. Pochi artisti portano profondamente come Mia Martini le caratteristiche genetiche della loro terra. E riascoltando la prima strofa di Bolero sembra poterla scorgere ancora sulla spiaggia della sua Bagnara, combattuta fra nostalgia e speranza mentre va incontro alla sua via: ‘Lungo quella costa il mare quanta forza avrà; Il sole cala piano; Tu pensavi ai sentimenti come a un porto sicuro; Io volevo conquistare il mare aperto’.