Palestre e piscine, Furgiuele (Lega) interroga il ministro dello sport su riapertura

Domenico Furgiuele deputato della Lega ha rivolto un’interrogazione al ministro per le politiche giovanili e lo sport sull’apertura di palestre e piscine

 

LAMEZIA TERME – La crisi del Covid-19 rappresenta una delle più grandi crisi sanitarie che l’Italia abbia dovuto affrontare e sta mettendo in seria difficoltà non solo il sistema sanitario, ma anche la coesione sociale e soprattutto il sistema economico. “Anche il mondo dello sport – scrive il deputato calabrese della Lega – ha avuto gravi ricadute a seguito dell’emergenza sanitaria. “Con le misure prese dal Governo sono stati sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati e sono state interrotte le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri sociali e ricreativi, azzerando in tal modo gli incassi del settore sportivo”. In particolare il mondo natatorio, è tra i più penalizzati, in quanto con la chiusura degli impianti delle piscine, in seguito al DPCM del 9 marzo 2020, sono stati penalizzati non solo i singoli atleti, ma anche i gestori delle piscine che anche chiuse generano costi”.

“Ancora, le attività motorie e sportive in tutte le sue forme sono presupposto indispensabile per la buona salute di una popolazione di qualsiasi classe sociale e per la formazione e la crescita socioculturale di bambini e ragazzi. Tale attività è praticata all’interno di impianti sportivi i quali nella maggioranza dei casi sono dotati di piscina e palestra. Quest’ultima è necessaria per l’addestramento e l’allenamento sia degli utenti che la frequentano sia per la preparazione degli atleti agonisti. Le piscine pertanto – scrive Furgiuele che ha interrogato il ministro allo Sport – non sono ‘soltanto impianti sportivi’ ma anche presìdi per la sicurezza individuale, collettiva e sociale. La riapertura degli impianti sportivi è quindi una impellente necessità, anche considerando i drammatici effetti economici che una chiusura ancora più prolungata avrebbe sulla gestione degli stessi e delle piscine in particolare, molte delle quali si avvierebbero a una chiusura definitiva, con conseguenze facilmente comprensibili sugli effetti positivi appena sottolineati in precedenza, quali iniziative il Ministro interrogato intende prendere al fine di permettere una ripresa delle attività natatorie e con quali misure di sicurezza”.