Coronavirus, Guccione: “troppa confusione nella gestione, in tilt la catena di comando”

“O si lavora insieme o non si va da nessun parte. La catena di comando è in tilt (Regione, Ufficio del commissario, Asp e Ao)”

 

REGGIO CALABRIA – “Parliamoci chiaro, c’è subito un nodo politico da sciogliere: in questa complicata fase dell’emergenza Coronavirus io sono convinto di una cosa: o se ne esce tutti insieme o da soli non si va da nessuna parte.” Così esclama Carlo Guccione, consigliere regionale Pd. “Deve esserci però – continua – un chiaro segnale politico e la volontà di condividere un percorso comune coinvolgendo l’intero consiglio regionale, maggioranza e opposizione. Anche perché ora questa seconda fase sarà più difficile da gestire. Emergeranno ancora di più i problemi dal punto di vista economico e sociale e dobbiamo pensare a come ripartire con le risorse, italiane ed europee, che abbiamo a disposizione per fronteggiare questa emergenza.

Credo sia necessario trovare un punto di incontro per avere una gestione più ampia e collettiva possibile. In questo momento siamo nella più completa anarchia e c’è molta approssimazione, poca chiarezza e trasparenza. È ovvio che c’è qualcosa che non va nella catena di comando: Regione, Ufficio del commissario, Asp e Aziende ospedaliere. Da qui dobbiamo ripartire: le competenze devono essere chiare e questa emergenza, che in realtà avrà dei tempi abbastanza lunghi, impone un’assunzione di responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte, sia a livello nazionale che regionale.

E i soggetti da coinvolgere sono soprattutto i sindaci, impegnati in prima linea e poco coinvolti nel sistema decisionale, e le forze sociali che saranno fondamentali per ripartire insieme. Sindaci lasciati soli a gestire questa prima fase dell’emergenza con il caos delle ordinanze, senza dispositivi medici e senza alcuna garanzia per poter programmare una ripresa in sicurezza. Tagliati fuori dai tavoli decisionali. Le Istituzioni locali tra l’altro sono le più esposte e vicine ai cittadini, ai bisogni della gente. Servono regole, linee guide che permettono di applicare senza confusione le decisioni. Abbiamo bisogno di scelte condivise.”