Coronavirus, in Calabria 1.096 contagi. Da ieri 7 nuovi casi e altre 3 vittime - QuiCosenza.it
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Coronavirus, in Calabria 1.096 contagi. Da ieri 7 nuovi casi e altre 3 vittime

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Rispetto al dato di ieri torna a salire il numero dei contagi con 7 nuovi casi registrati che porta a 1.096 il totale. Nelle ultime 24 ore altre 3 vittime e 19 guariti. Continua il calo degli attualmente positivi e dei ricoveri

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COSENZA – Sono 7 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Calabria che porta a 1.096 il totale dei casi comprese vittime guariti. Dal bollettino diramato dal dipartimento salute della regione, emerge che dei nuovi positivi 2 arrivano dalla provincia di Cosenza, 4 da quella di Catanzaro e 1 da quella di Vibo Valentia. Dopo 3 giorni senza nessun decessi si registrano purtroppo altri 3 morti nelle ultime 24 ore (2 a Cosenza e 1 a Catanzaro) che portano a 83 il totale dei decessi nella nostra regione. Continua a crescere il numero dei guariti saliti a 231, con un incremento da ieri di altri 19 pazienti che hanno superato la malattia. In Calabria ad oggi sono stati effettuati 29.834 tamponi, 934 in più rispetto a ieri.

Continua a scendere il numero dei pazienti ricoverati in ospedale: sono 120 (- 6 rispetto a ieri)7 di loro sono in terapia intensiva (-1 rispetto a ieri). Cala ancora anche sul numero persone  attualmente positive. Ad oggi sono 792 le persone malate in Calabria, 15 in meno rispetto a ieri. Trend in calo anche per le persone in isolamento domiciliare sono 662, con un decremento di 9 persone rispetto al dato di domenica. I soggetti in quarantena volontaria sono 6.444 così distribuiti: a Cosenza 1.223, a Crotone 1.633, a Catanzaro 1.818, a Vibo Valentia 282, infine a Reggio Calabria 1.488. Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 16.479.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti

Catanzaro
48 in reparto; 2 in rianimazione; 80 in isolamento domiciliare; 53 guariti; 30 deceduti

Cosenza
28 in reparto; 1 in rianimazione; 316 in isolamento domiciliare; 76 guariti; 27 deceduti

Reggio Calabria
24 in reparto; 3 in rianimazione; 145 in isolamento domiciliare; 63 guariti; 15 deceduti

Crotone
13 in reparto; 66 in isolamento domiciliare; 27 guariti; 6 deceduti

Vibo Valentia
1 in reparto; 55 in isolamento domiciliare; 12 guariti; 5 deceduti

 

 

I numeri dei contagi in Calabria (dati Regione)

Domenica 1 marzo
1 contagiato (1 isolamento)

Lunedì 2 marzo
1 contagiato (1 isolamento)

Martedì 3 marzo
1 contagiato (1 isolamento)

Mercoledì 4 marzo
1 contagiato (1 isolamento)

Giovedì 5 marzo (+1)
2 contagiati (1 ricoverato – 1 isolamento)

Venerdì 6 marzo (+2)
4 contagiati (2 ricoverati – 2 isolamento)

Sabato 7 marzo (+0)
4 contagiati (2 ricoverati – 2 isolamento)

Domenica 8 marzo (+5)
9 contagiati (5 ricoverati – 4 isolamento)

Lunedì 9 marzo (+0)
9 contagiati (8 ricoverati – 1 isolamento)

Martedì 10 marzo (+2)
11 contagiati (10 ricoverati – 1 isolamento)

Mercoledì 11 marzo (+6)
17 contagiati (12 ricoverati – 5 isolamento)

Giovedì 12 marzo (+15)
32 contagiati (16 ricoverati – 16 isolamento)

Venerdì 13 marzo (+5)
37 contagiati (21 ricoverati – 16 isolamento)

Sabato 14 marzo (+22)
59 contagiati(26 ricoverati – 33 isolamento – 1 vittima)

Domenica 15 marzo (+10)
68 contagiati (38 ricoverati – 28 isolamento – 1 vittima)

Lunedì 16 marzo (+21)
89 contagiati (43 ricoverati – 44 isolamento – 1 vittima)

Martedì 17 marzo (+25)
114 contagiati (55 ricoverati – 57 isolamento – 1 vittima)

Mercoledì 18 marzo (+15)
129 contagiati (56 ricoverati – 70 isolamento – 1 vittima)

Giovedì 19 marzo (+40)
169 contagiati (73 ricoverati – 91 isolamento – 3 vittime)

Venerdì 20 marzo (+38)
207 contagiati (87 ricoverati – 120 isolamento – 4 vittime)

Sabato 21 marzo (+28)
235 contagiati (89 ricoverati – 136 isolamento – 5 vittime – 5 guariti)

Domenica 22 marzo (+38)
273 contagiati (111 ricoverati – 166 isolamento – 7 vittime – 5 guariti)

Lunedì 23 marzo (+19)
292 contagiati (102 ricoverati – 178 isolamento – 7 vittime – 5 guariti)

Martedì 24 marzo (+27)
319 contagiati (108 ricoverati – 195 isolamento – 11 vittime – 5 guariti)

Mercoledì 25 marzo (+32)
351 contagiati (116 ricoverati – 217 isolamento – 11 vittime – 7 guariti)

Giovedì 26 marzo (+42)
393 contagiati (124 ricoverati – 248 isolamento – 14 vittime – 7 guariti)

Venerdì 27 marzo (+101)
494 contagiati (125 ricoverati – 344 isolamento – 18 vittime – 7 guariti)

Sabato 28 marzo (+61)
555 contagiati in Calabria (128 ricoverati – 394 isolamento – 21 vittime – 11 guariti)

Domenica 29 marzo (+59)
614 contagiati in Calabria (121 ricoverati – 434 isolamento – 24 vittime – 11 guariti)

Lunedì 30 marzo (+33)
647 contagiati in Calabria (148 ricoverati – 454 isolamento – 31 vittime – 14 guariti)

Martedì 31 marzo (+12)
659 contagiati in Calabria (149 ricoverati – 457 isolamento – 36 vittime – 17 guariti)

Mercoledì 1 aprile (+10)
669 contagiati in Calabria (160 ricoverati – 448 isolamento – 38 vittime – 21 guariti)

Giovedì 2 aprile (+22)
691 contagiati in Calabria (182 ricoverati – 445 isolamento – 41 vittime – 23 guariti)

Venerdì 3 aprile (+42)
733 contagiati in Calabria (200 ricoverati – 462 isolamento – 45 vittime – 26 guariti)

Sabato 4 aprile (+8)
741 contagiati in Calabria (193 ricoverati – 469 isolamento – 49 vittime – 30 guariti)

Domenica 5 aprile (+54)
795 contagiati in Calabria (187 ricoverati – 519 isolamento – 56 vittime – 33 guariti)

Lunedì 6 aprile (+22)
817 contagiati in Calabria (185 ricoverati – 538 isolamento – 58 vittime – 37 guariti)

Martedì 7 aprile (+16)
833 contagiati in Calabria (169 ricoverati – 550 isolamento – 60 vittime – 40 guariti)

Mercoledì 8 aprile (+26)
856 contagiati in Calabria (170 ricoverati – 570 isolamento – 60 vittime – 44 guariti)

Giovedì 9 aprile (+15)
847 contagiati in Calabria (183 ricoverati – 582 isolamento – 61 vittime – 48 guariti)

Venerdì 10 aprile (+27)
901 contagiati in Calabria (179 ricoverati – 604 isolamento – 65 vittime – 50 guariti)

Sabato 11 aprile (+14)
915 contagiati in Calabria (184 ricoverati – 608 isolamento – 66 vittime – 57 guariti)

Domenica 12 aprile (+8)
923 contagiati in Calabria (179 ricoverati – 616 isolamento – 66 vittime – 62 guariti)

Lunedì’ 13 aprile (+5)
928 contagiati in Calabria (172 ricoverati – 619 isolamento – 67 vittime – 70 guariti)

Martedì 14 aprile (+28)
956 contagiati in Calabria (163 ricoverati – 643 isolamento – 68 vittime – 72 guariti)

Mercoledì 15 aprile (+15)
971 contagiati in Calabria (167 ricoverati – 652 isolamento – 71 vittime – 81 guariti)

Giovedì 16 aprile (+46)
1.009 contagiati in Calabria (157 ricoverati – 681 isolamento – 72 vittime – 90 guariti)

Venerdì 17 aprile (+16)
991 contagiati in Calabria (161 ricoverati – 658 isolamento – 73 vittime – 99 guariti)

Sabato 18 aprile (+20)
1.011 contagiati in Calabria (159 ricoverati – 673 isolamento – 73 vittime – 106 guariti)

Domenica 19 aprile (+24)
1.035 contagiati in Calabria (148 ricoverati – 696 isolamento – 75 vittime – 116 guariti)

Lunedì 20 aprile (+3)
1.038 contagiati in Calabria (147 ricoverati – 681 isolamento – 75 vittime – 135 guariti)

Martedì 21 aprile (+9)
1.047 contagiati in Calabria (148 ricoverati – 679 isolamento – 76 vittime – 152 guariti)

Mercoledì 22 aprile (+13)
1.060 contagiati in Calabria (135 ricoverati – 686 isolamento – 76 vittime – 163 guariti)

Giovedì 23 aprile (+9)
1.069 contagiati in Calabria (136 ricoverati – 687 isolamento – 76 vittime – 170 guariti)

Venerdì 24 aprile (+10)
1.079 contagiati in Calabria (130 ricoverati – 691 isolamento – 80 vittime – 178 guariti)

Sabato 25 aprile (+9)
1.088 contagiati in Calabria (132 ricoverati – 679 isolamento – 80 vittime – 197 guariti)

Domenica 26 aprile (+1)
1.089 contagiati in Calabria (126 ricoverati – 671 isolamento – 80 vittime – 212 guariti)

Lunedì 27 aprile (+7)
1.096 contagiati in Calabria (120 ricoverati – 662 isolamento – 83 vittime – 231 guariti)

 

 

 

Calabria

Bufera in Consiglio regionale sulle nomine, battibecco a fine seduta

L’assenza otto consiglieri regionali e la sola presenza del presidente Spirlì hanno determinato il rinvio ed il ritiro di numerose interrogazioni e interpellanze che erano in attesa di essere discusse

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CATANZARO – L’assenza otto consiglieri regionali e la sola presenza del presidente ff Antonino Spirlì hanno determinato il rinvio ed il ritiro di numerose interrogazioni e interpellanze che erano in attesa di essere discusse e, per questo, è stato concordato di rinviare tutto alla prossima seduta di Consiglio regionale.  Sul terzo punto all’ordine del giorno, quello delle nomine, era stata annunciata burrasca, e la burrasca c’è stata. La seduta, infatti, si è conclusa con un vivace battibecco tra il presidente del Consiglio Giovanni Arruzzolo ed il consigliere del gruppo Misto, Francesco Pitaro, cui si è aggiunta polemicamente anche la Lega che si è opposta, assieme all’opposizione alla proposta del consigliere Vito Pitaro di attivare, per le sole nomine del Corecom e del Garante dell’infanzia i poteri sostitutivi del presidente.

Aruzzolo “polemiche inutili su nomine”

Lo stesso presidente, prima che la proposta fosse messa ai voti, si è detto dispiaciuto delle polemiche scoppiate nei giorni scorsi sui giornali e sui social. “A me dispiace che in questo momento particolare vengano veicolate delle notizie che non fanno bene al Consiglio regionale e alla Calabria. Ho letto di ‘infornata di nomine’. Per essere chiari – ha aggiunto – e mi dispiace che alle polemiche si siano aggiunti anche gli amici della Lega, ricordo che lo spirito del terzo punto di oggi si riferiva esclusivamente al Corecom ed al Garante dell’infanzia”. Il presidente Arruzzolo ha letto all’Aula le comunicazioni di messa in mora, da parte dell’Agcom, che ha minacciato la decadenza della convenzione con la Regione, e l’analoga sollecitazione venuta dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. “Nomine – ha ricordato Arruzzolo – che avremmo potuto fare prima e che non abbiamo fatto perché non avevamo necessità di fare cose che vanno al di fuori di quello che ci viene consentito. Ma di fronte a specifici richiami di organismi nazionali, non possiamo esimerci di farlo”.

La replica di Pitaro “pacco di nomine”

Francesco Pitaro (Misto) ha duramente censurato l’intervento di Arruzzolo, accusandolo di aver allegato un “pacco di nomine” e non solo quelle oggetto di richiamo. “Mi aspettavo – ha detto Pitaro – che in questo Consiglio si parlasse della stagione estiva, della situazione del mare calabrese, delle indennità sottratte ai medici e paramedici del servizio 118, o dei tirocinanti che fuori da qui rivendicano il loro diritto al lavoro, o della strada Catanzaro-Crotone. Perché non ha detto a chi le ha scritto che questo Consiglio è in regime di prorogatio. Chieda un parere se è necessario procedere oggi con queste nomine, che hanno solo una connotazione elettoralistica e clientelare. Noi – ha concluso i consigliere – non ci stiamo a stare qui a tenere il sacco alla maggioranza. E non vi lamentate, poi, se Giletti vi sbatte in prima serata in tv. Ve lo meritate. Ma non se lo merita la Calabria, non lo meritano i calabresi”.

Ha chiuso la seduta l’intervento di Tilde Minasi (Lega) che ha ricordato le nomine effettuate dall’ex Presidente della Giunta Mario Oliverio, in piena campagna elettorale, e definito non necessarie le nomine comunque decise, “che andrebbero a decadere con la fine della legislatura”.

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Calabria

Week end rovente in Calabria. Martedì e mercoledì giornate di fuoco, oltre 40 gradi

Week-end da piena estate e caldo africano in ulteriore intensificazione a metà della prossima settimana con punte di 40-42 gradi

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COSENZA – Ci apprestiamo a vivere quello che probabilmente sarà il fine settimana più bollente del mese di giugno, anche se il picco di questa prima e duratura ondata di caldo si avrà a metà della prossima settimana quando l’anticiclone africano sarà alla massima potenza e la sua lingua di fuoco avrà abbracciato buona parte delle regioni meridionali, in particolare Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata che saranno quelle maggiormente colpite. Tradotto significa giornate di sole torrido e temperature ben oltre i 40 gradi con picchi anche di 42 nelle zone interne e accentuazione di afa e umidità.

Martedì e mercoledì due giornate di fuoco

Questa prima ondata di calore è particolarmente precoce rispetto ad anni record come il 2003, il 2017 e il 2019 quando arrivarono a fine giugno. Le temperature sono salite già oggi in tutta la regione con picchi di 33 gradi tra Cosenza e Rende. Domani si replica con ulteriore lieve aumento del caldo che arriva dal cuore dell’Africa, mentre domenica le temperature saliranno in modo ancora più deciso con punte che di 36-37 gradi. Ma, come detto, è solo l’inizio del picco di caldo previsto tra martedì e mercoledì con punte di oltre 40 gradi. A risentire in particolare del clima umido e senza vento, in questi giorni, saranno le vallate e le pianure dove la percezione del caldo sarà maggiore rispetto ad aree con temperature più elevate.

Piano del Ministero “caldo e i rischi del long covid”

E quest’anno nel Piano operativo per l’estate 2021, lente sui guariti dal Covid-19. Per i pazienti long Covid si rileva “maggior rischio di subire gli effetti del caldo” e minore tolleranza alle alte temperature estive, si legge nel Piano Attività estate 2021 in relazione all’epidemia Covid19 del 17 maggio scorso messo a punto da ministero della Salute, Centro nazionale prevenzione e controllo malattie (Ccm) e Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio per pianificare la sorveglianza per le ondate di calore. Si sottolinea la particolare condizione degli “oltre 3,5 milioni di italiani guariti dal Covid-19”. Alcuni recenti casi studio, “suggeriscono, infatti, una minore tolleranza al caldo delle persone che hanno sviluppato una sindrome post Covid caratterizzata, anche a distanza di mesi dall’infezione, da sintomi quali difficoltà di respiro e tosse, o altri disturbi come palpitazioni, debolezza, febbre, disturbi del sonno, vertigini, difficoltà di concentrazione, disturbi gastrointestinali, ansia e depressione”. Da qui un piano “rimodulato” sia del rischio ondate di calore che del rischio associato al Covid-19, in virtù delle azioni da attivare sui territori. Tra i punti chiave del piano proprio quello di identificare, tra coloro che sono a maggior rischio di sviluppare effetti avversi del caldo, anche i pazienti dimessi/guariti da Covid-19 che manifestano sintomi cronici (pazienti long-term Covid-19). Il piano di prevenzione sulle ondate di calore sottolinea poi la necessità di seguire i protocolli anti-Covid in caso di assistenza domiciliare mentre ricorda che “febbre, tosse secca e debolezza possono essere sintomi del Covid-19”.

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Condannati per mafia, madre e figlio scarcerati per decorrenza di termini

Ritenuti esponenti di vertice del clan Soriano di Filandari e condannati in primo grado nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Nemea”

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VIBO VALENTIA –  Condannati nell’ambito di un processo per mafia, ma scarcerati per decorrenza termini. Questa la decisione della prima sezione penale della Corte d’appello di Catanzaro, che ha accolto le istanze presentate dagli avvocati Diego Brancia e Daniela Garisto, nei confronti di Graziella Silipigni, 50 anni, e del figlio Giuseppe Soriano (30) ritenuti esponenti di vertice del clan Soriano di Filandari e condannati in primo grado nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Nemea” e unificato con una costola di “Rinascita Scott”.

Condannati e scarcerati perché non detenuti per il reato più grave

Nello scorso mese di ottobre il Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Tiziana Macrì, aveva condannato Giuseppe Soriano a 13 anni e otto mesi di reclusione e la madre Graziella Silipigni a 12 anni. Il primo lascia la casa circondariale di Benevento dove era detenuto e va ai domiciliari ma per altra causa mentre torna completamente libera la Silipigni, moglie del defunto Roberto Soriano e cognata del boss Leone Soriano, vertice del clan di Filandari. Nei suoi confronti la Corte d’appello ha cancellato anche il divieto di dimora in Calabria con l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle ore 20 alle 7.

L’istanza degli avvocati Brancia e Garisto si fonda su una parte della sentenza emessa dal Tribunale di Vibo lo scorso 27 ottobre. Tra le pagine delle motivazioni emerge che entrambi non risultano detenuti per il reato più grave (“associazione mafiosa costituita da più di dieci persone”) e, quindi, la difesa ha chiesto e ottenuto l’applicazione dell’articolo 300 del codice di procedura penale che dispone che “la custodia cautelare perde (altresì) efficacia quando è stata pronunciata sentenza di condanna, ancorché sottoposta a impugnazione, se la durata della custodia già subita non è inferiore all’entità della pena irrogata”

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