Coronavirus: dati censurati dalla Regione, la Santelli solo in Tv e lo schiaffo all’informazione

Da Catanzaro a Reggio Calabria, da Crotone a Cosenza il dirigente del dipartimento sanità della Regione, Antonio Belcastro, ha intimato alle Asp di non fornire più informazioni agli organi di stampa. L’informazione dunque è nelle mani della Regione… e il diritto all’informazione?

 

COSENZA – Le testate giornalistiche regionali e locali, come del resto i grandi organi d’informazione nazionale, hanno continuato e continuano a lavorare, con tutte le difficoltà che la situazione ha creato, per fornire ai rispettivi lettori le notizie e ogni aggiornamento utile sull’emergenza sanitaria in corso. Si fa davvero fatica in Calabria però, a districarsi tra i dati delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria sul coronavirus. La Regione Calabria infatti, (prot. n. 128326 del 6 aprile 2020) ha deciso di accentrare a sé anche l’informazione. Ogni pomeriggio dirama un bollettino con pochi e sterili numeri del contagio ed ora, ha deciso di censurare la Asp o le Aziende ospedaliere che a loro volta comunicano i bollettini del territorio di competenza agli organi d’informazione. Questi poi, li diffondono attraverso le relative testate giornalistiche. Anche qui dunque, la Regione si prende prepotentemente questo potere e intima di non dare informazioni spiegando che i “dati sono discordanti rispetto a quelli comunicati a livello regionale”. Vogliono forse evitare figuracce visto che in alcuni casi anche loro hanno diramato dati poco precisi.

La presidente Santelli, parla ai calabresi solo dalle tv nazionali

Poi c’è la presidente della Regione, Jole Santelli che snobba radio e giornali locali e regionali per essere invece sempre presente in televisione sui canali nazionali. Le notizie passano solo dalla Regione che le filtra (e a volte viene anche corretta dagli stessi giornali) e poi li dirama con un ‘secco’ e talvolta sterile bollettino giornaliero, che in alcuni casi è risultato persino discordante con quello della ProCiv nazionale. E’ altrettanto vero che, proprio a causa di una carenza di soggetti deputati ad interloquire con la stampa, anche gli ospedali e le Asp hanno concesso informazioni confuse, talvolta approssimative delegando ai giornalisti tutto il peso di dover dare ai lettori l’informazione, la notizia, anche se questa è fornita male dalle fonti ufficiali. E così, invece di migliorare un meccanismo lo si peggiora.

Belcastro scrive alle aziende sanitarie e vieta “di fornire dati parziali o ulteriori informazioni sull’andamento dei contagi a soggetti diversi dal Dipartimento tutela della salute e politiche sanitarie attraverso il quale vengono diramate le comunicazioni utilizzate per il bollettino ufficiale regionale, per il Ministero della Salute, la protezione civile nazionale e per tutti gli altri organi istituzionali”.

Diritto dei cittadini all’informazione

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ordine regionale dei giornalisti ed il presidente Giuseppe Soluri, ha chiesto che sia un’unica fonte a comunicare agli organi di stampa tutti i dati perché i giornalisti li rendano fruibili per tutti i cittadini attraverso le diverse tipologie di testate d’informazione. Altrimenti è necessario che il bollettino quotidiano della Regione Calabria sia molto più dettagliato, completo, con i dati delle aree provinciali e per singolo comune. Intanto i cittadini, che non hanno altri mezzi per capire l’andamento del Covid 19 se non dagli organi deputati ad informare o dai rispettivi comuni, che troppo spesso delegano la comunicazione ai social, non avranno a disposizione le informazioni perchè tutto sarà accentrato alla Regione. Come in una sorta di regime.