Giovane uccisa dal compagno vibonese, disposta autopsia: lui l’accusava di contagio coronavirus

L’avrebbe strangolata e poi ha tentato il suicidio usando un coltello per tagliarsi i polsi e la gola. Il 28enne ora si trova in carcere, con l’accusa di omicidio volontario

 

MESSINA – Sarà l’autopsia a dare risposte importanti sulla morte di Lorena Quaranta, 27 anni, la giovane di Favara (Agrigento), studentessa della Facoltà di Medicina di Messina, uccisa dal compagno in una villetta di Furci Siculo, nel messinese. In carcere, con l’accusa di omicidio volontario, Antonio De Pace, di Vibo Valentia. Il 28enne ha confessato di averla uccisa. Nel lungo interrogatorio tenuto ieri pomeriggio davanti ai carabinieri della Compagnia di Taormina che indagano sulla vicenda, il giovane, in stato confusionale, avrebbe risposto agli investigatori di averla ammazzata perché l’accusava di avergli trasmesso il coronavirus.

L’avrebbe strangolata e poi ha tentato il suicidio usando un coltello per tagliarsi i polsi e la gola. Intorno alle 8 del mattino ha avvisato i carabinieri. Una versione che è al vaglio degli investigatori. Sono in corso accertamenti su cosa ha provocato la lite tra i due giovani. I carabinieri stanno sentendo diverse persone e nel frattempo la procura ha chiesto al Gip la convalida del fermo.

 

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