Fondi europei “no a rimodulazione risorse a danno del Sud, già nel baratro da anni” - QuiCosenza.it
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Fondi europei “no a rimodulazione risorse a danno del Sud, già nel baratro da anni”

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A lanciare una petizione diretta al Ministro per il Sud è il Partito del Sud per evitare che ancora una volta, quanto destinato al meridione d’Italia, vengano dirottato al Nord

 

COSENZA – I fondi UE sono quasi sempre fondi “strutturali”, cioè intendono intervenire su quelle che sono, appunto, le carenze strutturali e innovative di alcune regioni d’Europa, tra cui il Sud Italia. L’emergenza Coronavirus è invece una situazione contingente e sicuramente passeggera, ha quindi bisogno certamente di fondi, ma fondi in grado di intervenire sulle carenze determinate dal fermo dell’intero Paese in questo periodo lungo o corto che sia. Inizia così il testo di una petizione lanciata su Change.org  per chiedere che il “Governo non dirotti in alcun modo i fondi UE su altre aree del Paese se non al sud come previsto”. A spiegare ai microfoni di Rlb quale rischio corrono ancora una volta i territori dell’Italia meridionale è Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud (in foto in basso)

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“Non è una questione di solidarietà, è una questione di lungimiranza – riporta il testo della petizione – ed abbiamo una parte del Paese che, finita l’emergenza, potrà riprendere a correre, un’altra parte, il sud, che tornerà ad arrancare”.

Il Sole 24 ore ha titolato nei giorni scorsi: ‘Sui fondi Ue prove di solidarietà dalle regioni del Sud verso il Nord. La rimodulazione delle risorse’. “La solidarietà è un’ottima cosa ed infatti è da 160 anni che la pratichiamo verso il Nord, tanto che ormai non ci restano nemmeno gli occhi per piangere. Purtroppo già negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi Fas teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi Fas si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.), riducendo il Sud in povertà nera, come certificato da Eurispes, data la sottrazione di risorse spettanti, a favore del Nord, per ben 840 Mld di € negli ultimi vent’anni. Non è pensabile continuare”.

“Mentre il governo Conte si adegua ad ogni volere di Fontana e Zaia, come visto anche ieri sera, al Sud servirebbe una immediata immissione di liquidità in aiuto alle imprese, oltre che la sospensione di scadenze, tasse, mutui e ogni tipo di impegno bancario. Le attività commerciali, artigianali, produttive autonome in genere, già in ginocchio, saranno rase al suolo da questo periodo di chiusura: vanno sostenute. Senza sostegno alle imprese la disoccupazione salirà ancora dagli attuali livelli record, il che porterà a continuare in quella emigrazione epocale che già due anni fa ha indotto l’OCSE a lanciare un allarme, ovviamente ignorato, al governo italiano dell’epoca”.

“Con l’emigrazione aumenterà inevitabilmente anche la desertificazione demografica, anche questa a livelli record. Già da un decennio siamo la Macroregione più povera d’Europa, nell’indifferenza governativa che blatera ciclicamente di “Piani per il Sud” mai realizzati, ora dopo questo tsunami se non sostenuti adeguatamente, resterà in piedi ben poco dell’apparato produttivo meridionale”.

La solidarietà è un’ottima cosa, se si può fare, altrimenti diventa incoscienza, soprattutto dopo le continue spoliazioni di questi ultimi decenni, mentre già alcune regioni del Nord si apprestavano, senza alcuna vergogna, alla “Secessione dei ricchi”, a proposito di solidarietà. Il tutto in una situazione che oltretutto ha visto la Sanità nel Sud commissariata in quasi tutte le regioni per anni e che oggi si trova ad affrontare l’emergenza con pochi ospedali, causa tagli di bilancio, e pochissimi posti letto di terapia intensiva”. “Speriamo solo – conclude il testo – che, di fronte all’enormità della proposta, il ministro Provenzano si opponga con forza a questa ennesima distrazione di fondi. Il Sud era già sul baratro economico, il colpo di grazia potrebbe arrivare con questa emergenza #coronavirus”.

 

Calabria

Munizioni e marijuana, due denunce e due segnalazioni

Detenzione abusiva di munizioni e marijuana. La Polizia di Stato ha denunciato due persone e altre due sono state segnalate

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VIBO VALENTIA – Fine settimana di controlli da parte degli uomini della Polizia di Vibo Valentia, Serra San Bruno e del Posto Fisso di Tropea. Le attività si sono concentrate a Vibo Valentia Marina, dove è stata contestata la detenzione per uso personale a due uomini, segnalati alla locale Prefettura, mentre un altro soggetto è stato denunciato poichè, nella sua abitazione, sono state scoperte munizioni calibro 12 abusivamente detenute.

In località Ricadi, un ragazzo è stato invece sorpreso a transitare a bordo di una bicicletta, in possesso di sostanza stupefacente per uso personale. Ancora, in zona Bivona, a seguito di un’approfondita perquisizione domiciliare a carico di un soggetto, sono stati trovati 80 grammi di marijuana, suddivisa in svariate dosi pronte alla vendita al minuto, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. L’uomo, all’esito degli accertamenti investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, è stato denunciato.

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Calabria

Carabinieri forestale al servizio dell’ambiente: 17 arresti nel 2022 e 1.765 reati accertati

Presentato il calendario del Rag­grup­pa­men­to Ca­ra­bi­nie­ri CI­TES: dif­fon­de­re il va­lo­re con­ser­va­zio­ni­sti­co di spe­cie in via di estin­zio­ne

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Carabinieri forestale

REGGIO CALABRIA – Bilancio positivo per i Carabinieri Forestale che hanno presentato i numeri che hanno caratterizzato quelle che è la specialità dell’Arma Forestale ovvero la tutela del patrimonio ambientale sul territorio calabrese e siciliano. Il Comando Regione Carabinieri Forestale, oltre ai militari presenti in Calabria, ha infatti competenza sui Reparti di specialità presenti in Sicilia. La salvaguardia ambientale, entrata di recente nei principi fondamentali della Costituzione Italiana, è l’obiettivo dell’Arma dei Carabinieri nella sua interezza, finalizzato a perseguire attraverso la tutela ambientale l’interesse delle future generazioni.

Gli oltre 300 militari in Calabria suddivisi tra le 70 stazioni operative e gli uffici centrali e le sessanta unità suddivise nei Centri Anticrimine Natura di Agrigento, Catania e Palermo, hanno ancora una volta fatto registrare importanti risultati finalizzati al controllo del territorio, alla tutela del patrimonio boschivo, della fauna selvatica, degli animali da affezione, alla protezione delle bellezze naturali paesaggistiche, alla repressione dello smaltimento illecito dei rifiuti e dell’inquinamento delle acque, con particolare attenzione alla tutela e sicurezza agro-alimentare oltre all’attività d’indagine e la perimetrazioni degli incendi boschivi.

Controlli in aumento rispetto allo scorso anno

In particolare sono aumentati rispetto al 2021 i controlli da parte dei Reparti di Calabria e Sicilia, sono infatti 53.889 quelli effettuati, a fronte dei circa 40.000 dell’anno precedente, 15.642 le persone controllate e 3.665 i veicoli. Controlli questi che hanno generato il deferimento alle competenti Autorità Giudiziarie per varie violazioni ambientali di 1.324 soggetti (1264 nel 2021) con 1.765 reati accertati, 509 sequestri e 17 arresti.

Gli illeciti amministrativi riscontrati e sanzionati sono stati 2.387, che hanno portato a contestare sanzioni amministrative per 3.394.324 di euro (2.535.171 nel 2021), con 92 sequestri amministrativi e oltre 2.377 (2173 nel 2021) persone sanzionate. Ancora una volta particolarmente attivi sono stati i Nuclei Investigativi dell’Arma Forestale (NIPAAF), che hanno svolto importanti e complesse attività di indagine in Calabria e Sicilia. I Carabinieri Forestale, inoltre, rivolgono particolare attenzione anche alle specie di flora e fauna in via di estinzione il cui commercio internazionale è regolato dalla “Convenzione di Washington” e messa in atto dai Nuclei CITES presenti a Reggio Calabria, Palermo e Catania.

Presentato il calendario del Rag­grup­pa­men­to Ca­ra­bi­nie­ri CI­TES

Ed è stato presentato anche il calendario cu­ra­to dal Rag­grup­pa­men­to Ca­ra­bi­nie­ri CI­TES, che si pro­po­ne di dif­fon­de­re il si­gni­fi­ca­ti­vo va­lo­re con­ser­va­zio­ni­sti­co di spe­cie in via di estin­zio­ne tu­te­la­te dal­la Con­ven­zio­ne di Wa­shing­ton, al­cu­ne mai trat­ta­te pri­ma, e di al­tret­tan­te Aree na­tu­ra­li pro­tet­te del Mon­do dove que­ste spe­cie vi­vo­no e ven­go­no pro­tet­te.

Il Calendario CITES dei Carabinieri rappresenta un’opportunità significativa per la sensibilizzazione del grande pubblico e la diffusione della cultura sui temi della conservazione, anche al fine di promuovere una diffusa azione di educazione ambientale con particolare riguardo alla popolazione scolastica. Il progetto del Calendario, che rientra fra le attività realizzate nell’ambito della convenzione sull’attuazione della Convenzione di Washington in atto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e che ha visto la preziosa collaborazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la stampa e la grafica e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che lo ha inserito nell’ambito degli interventi educativi-divulgativi meritevoli di essere sostenuti

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Calabria

Sanità, deputati M5S: «un miraggio il cambio di marcia decantato da Occhiuto»

Tucci, Orrico e Scutellà chiedono al presidente “risposte concrete, non fumo negli occhi di cittadini stanchi di una sanità che non funziona e che non garantisce il loro diritto alla salute”

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COSENZA – «Il Governatore Occhiuto con slancio e determinazione aveva giurato, una volta eletto Presidente della regione Calabria, che la straziante penuria in cui versa il nostro sistema sanitario sarebbe stata superata, tuttavia, ad oggi abbiamo assistito solo a proclami e ad annunci propagandistici che di fatto non hanno portato ad alcun cambio di passo». A sostenerlo sono i deputati pentastellati Elisa Scutellá, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci che sottolineano: «la mobilità sanitaria passiva cui è costretto 1 calabrese su 5, è un handicap che va ad incidere sul diritto alla salute dei cittadini a cui il Governatore non ha ancora fornito una risposta, se non attraverso il reclutamento dei medici cubani ed il pagamento dei cosiddetti medici a gettone che costerebbero fino a 150 euro l’ora che, per una Regione “povera” – definita così dallo stesso Occhiuto – risulta essere un costo spropositato».

Le toppe non bastano

I parlamentari del Movimento 5 Stelle sottolineano che «le toppe non bastano di fronte ad un sistema sanitario regionale che fa acqua da tutte le parti, dove mancano 2500 medici e dove ogni anno più di 240 milioni di euro vengono spesi per curarsi fuori Regione. Dal Commissario ad acta della sanità pretendiamo risposte chiare. I concorsi latitano, i 370 specializzandi che hanno risposto all’avviso pubblico della Regione non sono stati ancora inseriti nei reparti, Azienda zero -annunciata come trampolino di lancio per la nostra sanità – è ferma da tempo immemore ai blocchi di partenza, la maggior parte delle strutture sanitarie sono fatiscenti. Chiediamo ad Occhiuto risposte concrete -concludono i deputati M5S – non fumo negli occhi di cittadini stanchi di una sanità che non funziona e che non garantisce il loro diritto alla salute».

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