No alla centrale idroelettrica sul torrente Frido nel Parco nazionale del Pollino

Torna alla ribalta la prospettiva di realizzare una centrale idroelettrica sul torrente Frido nel Parco nazionale del Pollino tra Basilicata e Calabria. La regione Basilicata con una serie di delibere vorrebbe rimettere in piedi il progetto dopo l’avvio dei lavori bloccato dall’ente Parco che sta portando avanti una lunga battaglia.

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POTENZA –  La prospettiva di realizzare una centrale idroelettrica sul torrente Frido, tra i maggiori corsi d’acqua del Parco Nazionale del Pollino e di grandissima importanza ambientale, fra Basilicata e Calabria, suscita “forti perplessità”. Le ha espresse Italia Nostra, manifestando “solidarietà e sostegno al consigliere del direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, Ferdinando Laghi, per la sua meritoria battaglia contro la realizzazione della Centrale idroelettrica sul torrente Frido, all’interno dell’area del Parco classificata zona 1 del Parco, ricadente nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) “Massiccio del Monte Pollino e Monte Alpi” con la presenza di un fiume caratterizzato dalla presenza di specie rare e vulnerabili come la lontra e la trota fario. Lavori partiti e fortunatamente bloccati nel 2017 dall’Ente Parco con apposita ordinanza a sospendere i lavori ed a disporre il ripristino dello stato dei luoghi anche se già gravi danni erano stati arrecati alla partenza dei lavori tra spianamenti, taglio di alberi ed alterazione dell’ecosistema fluviale chiedendo alla Regione di
rivedere l’opportunità della realizzazione della centrale.

Ma i provvedimenti con cui la Giunta della Regione Basilicata lo scorso 28 gennaio ha prorogato i termini di validità del giudizio favorevole di compatibilità ambientale e intrapreso l’iter di esproprio dei terreni coinvolti dai lavori (la prima delibera dei lavori risale al 2013) – ha aggiunto Italia Nostra – sollevano forti perplessità”. La vicepresidente e il consigliere nazionale di Italia Nostra, Teresa Liguori e Vitantonio Iacoviello, hanno sottolineato “la necessità di mobilitare l’opinione pubblica a sostegno della tutela del prezioso habitat del Parco Nazionale del Pollino, una risorsa da proteggere per le generazioni future contro coloro che beneficiano degli incentivi per le energie rinnovabile devastando beni comuni non rinnovabili”.