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Regionali, Carlo Tansi “sanità in cima alle mie priorità. Il mio modello per cambiarla”

Il candidato alla presidenza Carlo Tansi interviene su una delle emergenze della nostra regione “i tempi sono maturi per una profonda, moderna, innovativa e complessiva riforma del sistema sanitario regionale”

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COSENZA – “L’Articolo 32 della Costituzione, recita: “la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. In Calabria questo diritto è stato usato e abusato per creare assistenzialismo. In una regione con meno di 2 milioni di abitanti in 20 anni si sono creati oltre 30 ospedali, tutti fotocopia, in molti casi poco utili per la collettività. Tutto questo ha prodotto un’offerta sanitaria e servizi ospedalieri di bassissima qualità che, a loro volta, hanno prodotto una mostruosa emigrazione sanitaria. Il governo nazionale ha delegato il riordino del sistema sanitario regionale a Commissari e Tecnici tutti rigorosamente non medici ed il risultato è stato deludente. A questo si aggiunga un depauperamento di risorse sia umane che strumentali generato dal famoso tentativo, non riuscito, di risanare i conti”.

Quasi nessun ospedale è munito di reparto di osservazione breve intensiva che rappresenterebbe lo strumento principale per la riduzione dei ricoveri impropri. Il risultato, dopo anni di commissariamento e polemiche, è che non è stata riordinata la rete ospedaliera, non è stato risanato il debito sanitario, non è stata contrastata l’emigrazione sanitaria, non è stata contrastata l’emigrazione professionale, non è stata migliorata la qualità dell’assistenza sanitaria e dei servizi sociali. E’ stata tolta ai calabresi la capacita di gestire il proprio sistema sanitario. Cruciale è la selezione della classe dirigente: i ruoli di responsabilità devono essere occupati per merito conclamato, niente affiliazioni o infiltrazioni politiche. Consentire ai cittadini di curarsi a casa loro non è solo un modo per risparmiare e rendere efficiente il sistema, ma è anche e soprattutto un modo per rendere le cure più umane, più tollerate. I tempi sono maturi per una profonda, moderna, innovativa e complessiva riforma del sistema sanitario regionale. Porrò questi temi in cima a tutte le priorità”.