Regionali, nessuna lista di Rifondazione Comunista: "troppe divisioni nel centrosinistra" - QuiCosenza.it
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Calabria

Regionali, nessuna lista di Rifondazione Comunista: “troppe divisioni nel centrosinistra”

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Rifondazione comunista non parteciperà alle elezioni regionali in Calabria del 26 gennaio.

 

CATANZARO – Il Prc calabrese ha diramato una nota per motivare la scelta di non partecipare con una lista alle prossime elezioni regionali a sostegno del candidato del centrosinistra: “Abbiamo creduto – si afferma nella nota – che questa fosse finalmente la volta buona per costruire una piattaforma programmatica, da affidare a nuove generazioni e nuove culture, tale da fornire l’energia necessaria per superare la rassegnazione dei calabresi, ormai da tempo disillusi e scoraggiati dalla politica“.

“Purtroppo, la nostra apertura non è bastata, perché le difficoltà degli altri hanno di fatto impedito una interlocuzione alla pari che avrebbe potuto trasformare le debolezze individuali in quella forza collettiva capace di recuperare e coinvolgere tutti”.

Alla luce dei fatti, dobbiamo constatare che, per scelte attuate autonomamente dalle altre forze politiche, a partire da quella del candidato presidente, da noi non condivisa, l’ipotesi di un nuovo percorso plurale è venuta meno. Non viene meno, però, la nostra convinzione che il partito debba continuare a lavorare per determinare, nel tempo, nuove condizioni di unità a sinistra, per la difesa della democrazia e dei diritti di tutti. Noi ci abbiamo creduto ed abbiamo lavorato per raggiungere l’obiettivo, ma il tentativo non è andato in porto”.

“La conclusione degli eventi – dice ancora Prc Calabria – ci porta a ritenere che, al momento, non siano maturate le condizioni politiche per una nostra presenza alla tornata elettorale del 26 gennaio 2020. Questa non è una fuga: noi rimarremo in campo e continueremo, anche in campagna elettorale a far sentire la nostra presenza, con le nostre idee e le nostre proposte”.

Calabria

Fino all’11 dicembre in Calabria il Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei”

Promosso dalla Regione il Festival è stato pensato come elemento qualificante dell’offerta turistica per il lungo ponte dell’Immacolata

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ROCCELLA JONICA – Il quartetto del contrabbassista Massimiliano Rolff e del trombettista spagnolo David Pastor ha aperto ieri la rassegna invernale del Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei” a Roccella Jonica fino all’11 dicembre. “Grazie al contributo ottenuto sull’Avviso pubblico Spettacoli ed Eventi 2022 promosso dalla Regione e in linea con i suoi obiettivi, il Festival è stato pensato come elemento qualificante dell’offerta turistica di Roccella per il lungo ponte dell’Immacolata”, afferma il sindaco Vittorio Zito.

“In quest’ottica – aggiunge – stiamo promuovendo con gli hotel e i B&B specifiche offerte dedicate e abbiamo voluto inserire, nel programma, l’Aperinjazz per valorizzare alcune delle eccellenze enogastronomiche del territorio”. Dopo l’apertura nel Convento dei Minimi, la rassegna continuerà in uno spazio nuovo, pensato come un vero e proprio Jazz Club. “Dal punto di vista editoriale ‘[email protected] CHRISTMAS VILLAGE‘ sarà dominato dalla presentazione di tre prestigiosi libri recenti e di due cd legati alla musica jazz e prodotti dall’etichetta discografica Caligola Records che sarà anche partner dell’evento”, spiega il direttore artistico Vincenzo Staiano. “Gli autori delle opere – prosegue – saranno presenti fisicamente o in collegamento audiovisuale.

Tre i libri discussi: ‘Io sono un jazzista’ di Guido Michelone, Altra Musica, 2022; ‘Jazz dietro le quinte. Fotografie, ricordi e riscoperte’ di Luca Cerchiari e Roberto Polillo Mousse Publishing, 2022; ‘Impulso Jazz. Storia e capolavori della Impulse Records’, di Francesco Cataldo Verrina, Edizioni Kriterios, 2022. Due, invece, i Cd che vedono protagonisti alcuni musicisti molto legati a Rumori Mediterranei: ‘Orfani’, di Claudio Cojaniz, Alessandro Turchet, Luca Colussi e Luca Grizzo, Caligola Records, 2021, e ‘Griot Jazz’ di Baba Sissoko, Jean Philippe Rykiel, Madou Sidiki Diabate, Lansinè Kouyate, Caligola Records, 2020″. “Cinque i gruppi presenti nel programma musicale, che appartengono a generi che spaziano dal jazz classico alla musica elettronica e dalla musica pop al jazz contemporaneo e sperimentale”, annuncia Staiano.

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Calabria

In Calabria i farmacisti potranno somministrare vaccini antinfluenzali e anti-Covid

L’accordo rafforza il rapporto tra Regione e farmacie. «A differenza dello scorso anno faremo gratuitamente le vaccinazioni antinfluenzali ai cittadini calabresi over 60»

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CATANNZARO – Continua la collaborazione tra la Regione Calabria e la Consulta Regionale sindacale Titolari di Farmacia della Calabria: grazie all’accordo sottoscritto anche i farmacisti abilitati tramite adeguata formazione teorica e pratica, potranno somministrare i vaccini antinfluenzali e, contestualmente, proseguire con le vaccinazioni anti-Covid-19 e i test antigenici rapidi. I cittadini calabresi, in questa campagna vaccinale contro l’influenza, potranno ricevere il vaccino antinfluenzale anche nelle farmacie.

“La rete delle farmacie calabresi rappresenta un ulteriore riferimento del sistema sanitario sul territorio – affermano Defilippo e Misasi – grazie al quale viene garantita la prossimità e la tempestività di risposta ai cittadini, soprattutto in merito alle varie campagne vaccinali. Proseguire sulla strada tracciata dalla Farmacia dei Servizi è determinante, perché si possono offrire ulteriori prestazioni per la tutela della salute. Esprimiamo soddisfazione e ringraziamo il presidente Occhiuto, il Direttore Generale Ingegner Fantozzi e la Dirigente di Settore dott.ssa Scarpelli per aver nuovamente evidenziato come le farmacie siano dei presidi sanitari strategici per la popolazione. L’accordo rafforza molto il rapporto tra Regione e farmacie. Sarà, dunque, molto apprezzato dai cittadini che scelgono la farmacia. A differenza dello scorso anno, quindi, faremo gratuitamente le vaccinazioni antinfluenzali a tutti i cittadini calabresi over 60. Le farmacie, così, rafforzano la propria funzione primaria di presidi sanitari di prossimità, offrendo al cittadino la possibilità di vaccinarsi comodamente e in totale sicurezza nella farmacia sotto casa”.

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Calabria

Sindacati: «oggi turni scoperti al pronto soccorso, pochi medici e personale in agitazione»

Emergenza sanità allo Jazzolino, oggi turni scoperti al Pronto soccorso: «alto rischio di errori per il super lavoro»

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VIBO VALENTIA – “E’ davvero un paradosso che il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione a tutti i cittadini, venga poi negato proprio a coloro che della loro salute si occupano, e cioè i medici”. E’ questa l’osservazione che le organizzazioni sindacali hanno consegnato ieri alla valutazione della dirigenza dell’Asp, con una lettera inviata al commissario straordinario Giuliano, al direttore sanitario aziendale Galletta, al capo dipartimento emergenza urgenza Talesa, ai direttori dello stesso servizio, Natale, e di presidio, Miceli. I medici oggetto delle preoccupazioni dei sindacati di categoria: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, sono quelli in servizio al pronto soccorso dello Jazzolino, la cui cronica e grave carenza è stata denunciata numerose volte sia dai medici stessi che dagli utenti. Nella lettera viene anche annunciato lo stato di agitazione del personale fino a quando non verranno assunte misure adeguate. L’oggetto della missiva è chiaro: “Rischio clinico e criticità nell’organico dei medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza: richiesta adozione provvedimenti straordinari”.

I sindacati denunciano espressamente «la grave situazione riguardante la carenza di personale medico operante nei pronto soccorso aziendali, e in particolare in quello dell’ospedale spoke di Vibo Valentia”. Il motivo è chiaro: attualmente “sono rimasti solo otto medici, di cui due in malattia e un terzo con limitazioni (per cui si occupa soltanto dei codici bianchi). Ne restano appena cinque i quali non possono coprire i turni h 24, tant’è che giorno 8 dicembre (e cioè oggi, ndr) risulta scoperto“. Le conseguenze di una simile situazione sono facilmente intuibili, argomentano i sindacati confederali: «Il carico di lavoro che grava su di loro e l’intensità dello stesso espongono i medici ad un reale rischio di errore clinico, con conseguenti contenziosi, e i malati ad ovvi rischi per la loro salute. Ironia della sorte – rilevano, con amaro sarcasmo – se la Costituzione tutela il diritto alla salute come universale, proprio la salute è preclusa a chi la dispensa».

Cgil, Cisl e Uil riconoscono che l’azienda ha assunto di recente un’iniziativa mirata a garantire i turni ma, osservano, «evidentemente essa non è sufficiente per cui si rende necessario adottare altre misure urgenti e straordinarie in attesa di una risoluzione strutturale», è cioè i concorsi. Da qui la richiesta di «una urgentissima risoluzione delle problematiche. Inoltre, non potendo più tollerare tale precaria situazione, si annuncia lo stato di agitazione del personale».

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