NOMI – Politici, boss e massoni. C’è di tutto nel blitz di Gratteri: anche Adamo e Incarnato - QuiCosenza.it
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NOMI – Politici, boss e massoni. C’è di tutto nel blitz di Gratteri: anche Adamo e Incarnato

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Il Procuratore Nicola Gratteri: “E’ la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo”. Tra i nomi finiti nell’operazione anche Luigi Incarnato e Nicola Adamo

 

REGGIO CALABRIA – 416 indagati; 334 arresti tra i quali politici, avvocati, commercialisti e massoni; 250 pagine di capi di imputazione, 13mila pagine in tutto fatte stampare fuori dalla Calabria per evitare fughe di notizie. Questi i numeri della colossale operazione “Rinascita – Scott” della Dda di Catanzaro eseguita questa mattina. “Abbiamo disarticolato completamente le cosche della provincia di Vibo – ha dichiarato il Procuratore Gratteri – ma ha interessato tutte le regioni d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia.” Politici e boss, imprenditori e professionisti; il blitz ha interessato anche nomi di spicco come l’ex parlamentare di Forza Italia e noto penalista di Catanzaro Giancarlo Pittelli (già coinvolto nell’operazione Poseidone); Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria; l’ex consigliere regionale della Margherita e poi Pd, Pietro Giamborino.

Fra i nomi eccellenti spicca anche quello dell’ex parlamentare Nicola Adamo, marito della deputata del Partito democratico Enza Bruno Bossio, raggiunto dal divieto di dimora. Adamo, ex vice presidente della Regione Calabria è indagato per traffico di influenze. Ai domiciliari anche il segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato.

In manette sono finiti anche l’ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro Giorgio Naselli, adesso comandante provinciale a Teramo, i comandanti della Polizia municipale di Vibo e Pizzo Filippo Nesci (ai domiciliari) ed Enrico Caria; l’ex consigliere comunale di Vibo Vincenzo De Filippis (ai domiciliari), Danilo Tripodi, impiegato del Tribunale di Vibo Valentia; l’avvocato Francesco Stilo. Ma l’operazione vede coinvolti anche imprenditori molto noti tra cui Antonio Prestia, titolare di una ditta di costruzioni, Gianfranco Ferrante (ristorazione); Mario Artusa (abbigliamento); Francesco e Carmelita Isolabella di Pizzo Calabro.

C’è davvero di tutto nella maxi inchiesta che ha smantellato pezzo per pezzo i vertici della ‘ndrangheta vibonese a partire dalle principali famiglie: i Mancuso di Limbadi, i Soriano di Filandari, i Barba e i Pardea di Vibo, i Bonavota di Sant’Onofrio. Complessivamente le misure cautelari interessano 334 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio ed altri numerosi reati aggravati dalle modalità mafiose. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda 260 indagati, in 70 vanno ai domiciliari e per quattro è stato disposto il divieto di dimora.

Documentati veri e propri summit di ‘ndrangheta

Sono stati documentati veri e propri summit di ‘ndrangheta con il fine di conferire incarichi e promozioni agli affiliati di un certo livello. Rituali che vengono utilizzati dai sodali per l’assegnazione dei vari gradi all’interno dell’organizzazione criminale. Ad esempio è stato ritrovato un pizzino per il conferimento del grado di “trequartino”.

Sequestrato pizzino con la formula di affiliazione al grado di “Trequartino”, uno dei più elevati nella gerarchia ‘ndranghetista

“A nome di Gasparre-Melchiorre-Baldassarre e Carlo Magno, che con il suo cavallo bianco distrussero tutti i nemici del suo regno, con una mantella sulle spalle e a fianco uno spadino formarono il Trequartino”. Questo il testo del “pizzino”, scritto con un italiano approssimativo, sequestrato dagli inquirenti a uno dei 334 destinatari di misure cautelari. Il pizzino riporta la formula di promozione degli affiliati al grado di “Trequartino”, uno dei più elevati nella gerarchia ‘ndranghetista. Il grado, infatti, è inferiore solo a quelli di Padrino e Quartino. Gasparre, Melchiorre e baldassarre, nella mitologia mafiosa, sono i tre cavalieri che diedero vita alle tre mafie italiane, mafia, camorra e ‘ndrangheta.

VIDEO “Pizzino”

 

I NOMI ECCELLENTI

In manette il boss Luigi Mancuso, ritenuto il capo dei capi della ‘ndrangheta vibonese; una delle principali figure dell’intera ‘ndrangheta calabrese, ritenuto il leader incontrastato del “casato” di famiglia. Luigi Mancuso viene soprannominato anche come “U Signurinu”per la ricercatezza, sin dalla giovane età, nel vestire.

Il boss Antonio La Rosa, alias “Ciondolino” ritenuto il boss numero uno del clan della ‘ndrangheta di Tropea, (in stretti rapporti con l’articolazione del clan Mancuso facente capo a Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”).

Francesco La Rosa di Tropea, detto “U Bimbu”,  uno dei boss dell’omonimo clan di Tropea.

Giuseppe Accorinti, ritenuto il boss di Zungri ed esponenti delle “nuove leve” di Vibo come Mommo Macrì, Domenico e Giuseppe Camillò, Domenico e Giuseppe Tomaino, Vincenzo Mantella, Loris e Giuseppe Palmisano; esponenti di primo piano dei Barba e dei Pardea come, ad esempio, Nicola, Franco e Bruno Barba, Antonio Francesco Pardea e, ancora, Carmelo e Giovanni D’Andrea, Giovanni Giamborino di Piscopio, Antonio Vacatello di Vibo Marina, il presunto reggente del clan Bonavota Domenico Cugliari, alias “Micu i mela” con la cognata Orsola Ventrice e il figlio Giuseppe, Michele e Salvatore Bonavota, Domenico Febbraro di Sant’Onofrio, Giovanni Franzè di Stefanaconi, Michelangelo Barbieri di Pannaconi, Graziella Silipigni e Rosetta Lopreiato di Filandari (moglie del boss Leone Soriano), Antonio Prestia di San Calogero, Pasquale e Francesco Gallone di Nicotera. Con loro anche Michele Scrugli di Vibo, Luigi Vitrò e Caterina Pettinato. Tra gli imprenditori risultano coinvolti Gianfranco Ferrante, Vincenzo Renda, Antonio Lopez, Mario Artusa e Orazio Lo Bianco tutti di Vibo, Francesco e Carmelita Isolabella di Pizzo Calabro, Daniele Pulitano.

Giancarlo Pittelli

L’avvocato Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Fi, “avrebbe messo sistematicamente a disposizione dei criminali il proprio rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale, del mondo imprenditoriale e delle professioni, anche per acquisire informazioni coperte dal segreto d’ufficio e per garantirne lo sviluppo nel settore imprenditoriale”.

E’ quanto riferiscono gli investigatori dei carabinieri in relazione alla posizione del legale, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Rinascita-Scott”. Dalle indagini sarebbero emersi anche i rapporti diretti tra Pittelli, iscritto al Grande Oriente d’Italia, e Luigi Mancuso, uno dei boss dell’omonima cosca.

Pietro Giamborino

Ex consigliere regionale del Pd, ritenuto “formalmente affiliato alla locale di Piscopio”. Il politico, secondo l’accusa, avrebbe intessuto legami con alcuni dei più importanti appartenenti alla ‘ndrangheta vibonese per garantirsi voti ed appoggi necessari alla sua ascesa politica, divenendo, di fatto, “uno stabile collegamento dell’associazione con la politica calabrese, funzionale alla concessione illecita di appalti pubblici e di posti di lavoro per affiliati o soggetti comunque contigui alla consorteria”.

Gianluca Callipo

Il sindaco di Pizzo, eletto con il Pd ma poi uscito dal Pd e recentemente avvicinatosi al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, di Fi, al quale ha espresso il suo sostegno alla candidatura alle prossime regionali, secondo l’accusa, grazie al suo ruolo politico ed amministrativo, avrebbe tenuto condotte amministrative illecite e favorevoli alle cosche, garantendo ad alcuni indagati benefici nella gestione di attività imprenditoriali. Tra gli arrestati figurano anche Filippo Nesci, comandante della Polizia municipale di Vibo Valentia, ritenuto responsabile di episodi di corruzione in favore di esponenti dell’associazione, ed Enrico Caria, all’epoca dei fatti comandante della Polizia locale di Pizzo che, in concorso con Callipo, avrebbe agito nell’interesse dei Mazzotta, egemoni sul territorio, adottando condotte perlopiù omissive.

 

L’ELENCO COMPLETO DEGLI ARRESTATI

In carcere sono finiti:

Abrogio Accorinti
Angelo Accorinti
Giuseppe Antonio Accorinti
Pietro Accorinti
Rosario Domenico Aiello
Serafino Alessandria
Francesco Amabile
Francesco Angelieri
Mario Artusa
Maurizio Umberto Artusa
Michele Manuele Baldo
Bruno Barba
Francesco Barba
Nicola Barba
Giuseppe Antonio Raffaele Barba
Vincenzo Barba
Antonino Barbieri
Francesco Barbieri 19665
Francesco Barbieri 1988
Giuseppe Barbieri 1992
Giuseppe Barbieri 1973
Michelangelo Barbieri
Onofrio Barbieri
Antonio Barone
Michele Paolo Antonio Basile
Michele Battaglia
Luca Belsito 1949
Luca Belsito 1990
Rocco Belsito
Lucio Belvedere
Attilio Bianco
Francesco Bognanni
Domenico Bonavota
Michele Bonavota
Nicola Bovanota
Pasquale Bonavota
Salvatore Bonavota
Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo
Domenico Camillò 1941
Camillò Domenico 1994
Giuseppe Camillò
Michele Camillò
Francesco Cannatà
Antonio Gaetano Cannatà
Domenico Cristian Capomolla
Filippina Carà
Paolo Carchedi
Enrico Caria
Francesco Carnovale
Filippo Catania
Gianluigi Cavallaro
Fortunato Ceraso
Carmelo Chiarella
Domenico Cichello
Giacomo Cichello
Rocco Cichello
Luca Ciconte
Francesco Collotta
Salvatore Contartese
Domenico Cracolici
Francesco Cracolici
Chiarina Cristelli
Antonio Crudo
Domenico Crudo
Domenico Cugliari 1959
Domenico Cugliari 1982
Giuseppe Cugliari
Raffaele Cugliari
Emiliano Antonio Nazzareno Curello
Saverio Curello
Salvatore Carmelo D’Andrea
Claudio Giovanni D’Andrea
Giuseppe D’Andrea
Antonio Pasquale D’Andrea
Paola De Caria
Paolo De Domenico
Onofrio D’Urzo
Mario De Rito
Orazio De Stefano
Massimiliano De Vita
Cincia De Vita
Antonino Delfino
Rocco Delfino
Filippo Di Miceli
Michele Dominello
Domenico Febbraro
Luigi Federici
Giueppe Feroleto
Gianfranco Ferrante
Marco Ferraro
Michele Fiorillo
Maurizio Fiumara
Francesco Fortuna 1996
Salvatore Francesco Fortuna
Giuseppe Fortuna 1977
Giuseppe Fortuna 1963
Giovanni Franzè
Nazzareno Franzè
Domenico Franzone, detto Chianozzo
Antonio Fuoco
Salvatore Furlano
Filippo Fuscà
Nicola Fusca
Michele Galati
Cristiano Gallone
Francesco Gallone
Pasquale Gallonhe
Sandro Ganino
Maurizio Pantaleo Garisto
Luigi Garofalo
Francesco Gasparro
Gregorio Gasparro
Emilio Gentile
Sergio Gentile
Giovanni Giamborino
Gabriele Giardino
Girolamo Giardino
Michele Giardino
Gregorio Gioffrè
Leonardo Greco
Filippo Grillo
Alessandro Iannarelli
Antonio Iannello
Francesco Iannello
Antonio Ierullo
Davide Inzillo
Roberto Ionadi
Luciano Ira Ira
Francesco Isolabella
Francesco La Bella
Emanuele La Malfa
Antonio La Rosa
Francesco La Rosa
Saverio Lacquaniti
Andrea Lagrotteria
Nazzareno Daniele Lagrotteria
Giovanni Lenza
Antonino Lo Bianco
Antonio Lo Bianco
Carmelo Lo Bianco
Domenico Lo Bianco
Giuseppe Lo Bianco
Leoluca Lo Bianco
Michele Lo Bianco 1999
Michele Lo Bianco 1975
Michele Lo Bianco 1967
Michele Lo Bianco 1948
Nicola Lo Bianco
Orazio Lo Bianco
Paolino Lo Bianco
Salvatore Lo Bianco
Elisabetta Lo Iacono
Vincenzo Lo Gatto
Mario Lo Riggio
Antonio Lopez y Royo
Giuseppe Lopreiato
Rosetta Lopreiato
Gaetano Lo Schiavo
Antonio Macrì
Domenico Macrì
Luciano Macrì
Michele Pio Maximiliano Macrì
Michele Manco
Giuseppe Mancuso
Luigi Mancuso
Giuseppe Mangone
Vincenzo Mantella
Pantaleone Nicolino Mazzeo
Salvatore Francesco Mazzotta
Giuseppe Mercatante
Giuseppe Moisè
Gaetano Molino
Salvatore Morelli
Salvatore Morgese
Antonio Moscato
Domenico bruno Moscato
Nicola Murmora
Giorgio Naselli
Valerio Navarra
Gregorio Niglia
Domenico Paglianiti
Emiliano Palamara
Giuseppe Palmisano
Loris Palmisano
Costantino Panetta
Agostino Papaianni
Giuseppe Pardea
Francesco Antonio Pardea
Rosario Pardea
Francesco Parrotta
Alessio Patania
Antonio Patania
Michelino Francesoc Patania
Salvatore Patania
Francesco Paternò
Paolo Petrolo
Giancarlo Pittelli
Lorenzo Polimeno
Salvatore Domenico Polito
Fortunato Pontoriero
Domenico Preiti
Alex Prestanicola
Andrea Prestanicola
Antonio Prestia
Domenico Prestia
Antonio Profeta
Michele Carchedi Pugliese
Francesco Pugliese
Michael Joseph Pugliese
Antonino Nazzareno Pugliese
Rosario Pugliese
Daniele Pulitano
Vincenzo Punturiero
Saverio Razionale
Agostino Redi
Vincenzo Renda
Giovanni Rizzo, classe 72
Giovanni Rizzo, classe 82
Giuseppe Rizzo
Salvatore Rizzo
Francesco Romano
Giuseppe Romano
Paolo Romano
Antonio Rosario Romano
Antonio Ruggiero
Saverio Sacchinelli
Michelino Scordamaglia
Giuseppe Scriva
Antonio Scrugli
Alessandro Sicari Giovanni Sicari
Graziella Silipigni
Domenico Simonetti
Caterina Soriano
Giuseppe Soriano
Leone Soriano
Vincenzo Spasari
Marco Spartani
Francesco Stilo
Giuseppe Suriano
Francesco Tarzia
Vincenzo Tassone
Pasquale Tavella
Rocco Tavella
Domenico Tomaino
Giuseppe Alessandro Tomaino
Antonio Giuseppe Tomeo
Danilo Josè Tripodi
Salvatore Tulosai
Antonio Vacatello
Salvatore Valanzise
Paolo Vanacore
Francesco Vardè
Giovanni Vecchio
Antonio Ventura
Luigi Leonardo Vitrò
Francesco Bonazzo
Luigi Francesco Zuliani

Agli arresti domiciliari

Domenico Anello di Curinga,
Vittoria Artusa, detta Mirella
Francesco Bonavena
Giulio Calabretta,
Giuseppe Calabretta,
Francesco Cirianni,
Maria Teresa Cugliari,
Giuseppe Cuomo,
Vincenzo De Filippis
Salvatore Delfino,
Fabio De Gaetano,
Nicola De Gaetano,
Giuseppina De Luca,
Daniela De Marco,
Taneva Dimitrova,
Matteo Famà,
Rosa Figliano,
Luigi Fortuna
Antonio Fuoco,
Ornella Galeano,
Benedetta Giamborino
Rosa Giamborino
Pietro Giamborino
Salvatore Giamborino
Emanuela Gradia
Luigi Incarnato
Carmelita Isolabella
Giuseppe La Piana
Antonio La Tassa
Nazzareno La Tassa
Mirko Lagrotteria
Maria Carmelina Lo Bianco
Alfredo Lo Bianco
Orazio Lo Bianco
Salvatore Malara
Giuseppe Mandaradoni
Salvatore Mandaradoni
Vincenzo Mazzitelli
Francesca Mazzotta
Mariangela Mazzotta
Vincenzo Menniti
Vincenzo Millitari
Francesco Murmora
Antonella Naso
Domenico Ubaldo Naso
Gregorio Naso
Maria Teresa Naso
Francesco Naso
Filippo Nesci
Francesco Giuseppe
Caterina Pettinato
Filippo Polistena
Giovanna Profiti
Vincenzo Pugliese
Diana Pugliese
Tommaso Pugliese
Paola Rella
Angelo Restuccia
Pasqualina Rito
Francesco Ruffa
Giuseppe Salamò
Giuseppe Serratore
Rosa Serratore
Gaetano Staropoli
Michele Staropoli
Cristian Surace
Ilenia Tripolino
Francesco Valenti
Orsola Ventrice
Cristian Vallone
Olga Vallone
Concetta Vozza
Daniel Zinnà

Divieto di dimora
Nicola Adamo,
Giuseppe Capizzi
Pino Cuomo,
Maria Olga Montemagno
Filippo Valia

 VIDEO – Blitz “Rinascita – Scott”: 334 arresti
In manette anche Gianluca Callipo e Giancarlo Pittelli

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Cgil Calabria contro l’Autonomia differenziata «pronti a una grande mobilitazione»

Lo dichiara il segretario generale Angelo Sposato: «serve unità e un grande piano di rilancio per il lavoro»

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CATANZARO – “Contro il progetto dell’Autonomia differenziata siamo pronti come Cgil ad una grande mobilitazione in tutto il Paese ed in Calabria”. Lo dice all’ANSA il segretario generale della Cgil della Calabria, Angelo Sposato, componente del Direttivo nazionale del sindacato. “Il congresso della Cgil della Calabria in programma il 2 e 3 febbraio a Reggio – aggiunge Sposato – entrerà nel merito di questioni fondamentali come il lavoro, la sanità, l’istruzione e il sud. Temi che caratterizzano l’impegno del nostro sindacato per contrastare proprio il progetto di Autonomia differenziata e porre al centro del dibattito politico le questioni dello sviluppo, della legalità e dell’unità nazionale.

Serve un Paese unito per affrontare le emergenze internazionali, nazionali e locali e per recuperare i divari socioeconomici che si sono accumulati nel tempo tra le diverse aree del territorio nazionale. E serve, al contempo, un grande piano di rilancio per il Mezzogiorno, e per la Calabria in particolare, che preveda investimenti pubblici e privati ed un grande progetto straordinario per il lavoro. E anche sulla ‘vertenza Calabria’ ci aspettiamo concretezza, impegni e risultati da parte dei Governi regionale e nazionale”.

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Incendiata l’auto di un avvocato. Caccia al malvivente ripreso dalle telecamere

«Sono devastato da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e ho paura che gesti simili si ripetano», ha detto Domenico Lioi

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MESORACA (KR) – L’auto di avvocato civilista del foro di Crotone, Domenico Lioi, è stata incendiata nella notte a Mesoraca, in provincia di Crotone. La vettura, una Bmw, era parcheggiata all’esterno di un’autofficina, nei pressi del campo sportivo del paese, dove il professionista l’aveva lasciata ieri per una riparazione. I vigili del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme, hanno trovato nei pressi dell’auto un contenitore con all’interno del liquido infiammabile. I carabinieri che hanno avviato le indagini sono alla ricerca di una persona che – come si vede nelle immagini di una telecamera di videosorveglianza della zona – rompe il lunotto della Bmw e, dopo avervi versato liquido infiammabile, appicca il fuoco. Le immagini non consentono però di riconoscere l’autore del danneggiamento.

Sono devastato – ha dichiarato Lioi – da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e c’è il timore che simili gesti possano ripetersi. Non faccio politica e posso solo supporre che questo sia il gesto di qualche controparte di un processo civile”. L’Ordine degli avvocati di Crotone e l’Associazione toghe Alto Marchesato di cui Lioi è uno dei fondatori, hanno espresso solidarietà al collega auspicando che “il colpevole sia prontamente individuato e perseguito dalla giustizia”.

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Giornata della Memoria, Princi «fare tesoro degli insegnamenti del passato»

Un messaggio rivolto a tutti i calabresi e in particolare alle scuole quello della vicepresidente della Giunta regionale della Calabria in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria

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CATANZARO – “Un appello particolare lo rivolgo alle Scuole, certa della rilevanza che daranno all’educazione su temi cruciali nella formazione degli studenti, come la memoria storica della vergogna dell’Olocausto, la difesa della libertà ed il rispetto della vita”. Inizia così il messaggio della vicepresidente della Regione, Giusi Princi che ha anche la delega all’Istruzione. “Non si tratta di una ricorrenza come le altre: la lettura, l’approfondimento e l’analisi dei percorsi didattici che possono essere realizzati in questa occasione sul drammatico sterminio degli ebrei hanno un impatto sociale fortissimo, sono finestre sul mondo che ci permettono di capire il passato e di evitare che gli errori si ripetano nel futuro”.

“Nel corso di questi mesi difficili, nostro malgrado, abbiamo tutti acquisito piena consapevolezza di quanto sia delicato l’equilibrio della pace; la guerra in Ucraina è un esempio di come la mancanza di comprensione e di dialogo possa portare a conflitti e sofferenze evitabili, forse addirittura inutili. È importante che la Scuola si impegni a trasmettere una memoria storica critica, che permetta agli studenti di comprendere gli eventi trascorsi e di riflettere su come occorra indirizzare le scelte politiche e sociali”.

“La scuola deve diventare un luogo di formazione e di educazione per la pace, dove gli studenti possono imparare a rispettare le diversità culturali e a promuovere il dialogo e la concertazione. In questa giornata particolare, vorrei esortare ogni docente a dedicare un momento di riflessione e di approfondimento sulla storia della guerra in Ucraina e sull’importanza di fare tesoro degli insegnamenti del passato”.

“La scuola ha un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione e nella formazione dei giovani, e siamo certi che Voi tutti – scrive il Vicepresidente rivolgendo il suo messaggio alla società civile, agli educatori e non ultimo ai giovani – saprete approfittare di questa occasione per scuotere le coscienze e promuovere la cooperazione, il rispetto, la tolleranza, la difesa della libertà e della democrazia, senza mai dare nulla per scontato. Questo messaggio vorrei fosse letto anche come un appello accorato ad ogni calabrese – scrive in conclusione Princi – Facciamo tesoro di cose è accaduto in passato, perché oggi come non mai, si avverte il grave pericolo di una società civile incapace di ascoltare e di indignarsi sui tanti episodi di intolleranza e discriminazione. Occorre tenere vivo il ricordo di ciò che è avvenuto nella prima metà del secolo scorso, per mantenere la capacità e l’umanità di guardare sempre all’altro con interesse e senso di inclusione”.

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