Oliverio: “come si può dire che Callipo è il nuovo? Graziano non cancellerà la mia storia”

L’affondo di Oliverio “ho chiesto al partito in atto politico e la risposta è stata la candidatura di Pippo Callipo. Non so dove, come e quando sia stata pensata questa proposta. Poi l’attacco a Graziano: “sono un dirigente del Pd e non sarà il commissario a cancellare o a ledere la mia identità, la mia storia, la mia riconoscibilità”

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LAMEZIA TERME (CZ) – È un fiume in piena Mario Oliverio che torna a parlare di candidature e di tutto quello che da mesi sta accadendo al Partito Democratico. A margine dell’inaugurazione della sede regionale del suo Comitato elettorale a Lamezia Terme, il governatore ha commentato con i giornalisti la decisione del Pd di sostenere la candidatura di Pippo Callipo alle Regionali e dello strappo con la direzione nazionale, che Oliverio ha tentato di ricucire nel suo incontro romano con il segretario Zingaretti. “Ci potrebbe essere la ricostruzione di un percorso unitario, anche su altri nomi – ha detto Oliverio – e naturalmente io chiedo che mi sia dato l’onore e la mia dignità e chiedo che la coalizione di centrosinistra possa essere il punto di ripartenza perché un altro nome, perché un progetto politico possa essere messo in campo”. Il presidente della regione dunque ipotizza quella che potrebbe essere una terza via per superare i contrasti interni al Pd tra chi lo vorrebbe ricandidato, e la direzione nazionale che sostiene Pippo Callipo. “Non ho mai posto Oliverio prima dell’interesse collettivo – ha aggiunto – mai. Nemmeno lo pongo questa sera. Sono altri che stanno utilizzando strumentalmente ed evidentemente stanno fuorviando lo stesso Zingaretti per motivi reconditi che posso anche immaginare ma che naturalmente non sono oggi l’oggetto della discussione. Per me ho solo chiesto, al mio partito, un atto politico concreto di riconoscimento del mio onore e della mia dignità politica. Per queste ragioni ho chiesto atti ufficiali e non parole e chiacchiere”.

Zingaretti non è mai venuto finora in Calabria

“Vedo – ha proseguito Oliverio – che la risposta è stata la candidatura di Pippo Callipo. Non so dove, come e quando sia stata pensata questa proposta. Provo solo a immaginare cosa sarebbe successo, intendo dire politicamente, se del sottoscritto avessero parlato alcuni pentiti di mafia. Né voglio immaginare cosa sarebbe successo se invece di trovarci di fronte a pronunciamenti e decisioni inequivocabili da parte di un giudice terzo o di fronte alla sentenza della Cassazione che attesta ‘un chiaro pregiudizio accusatorio’ nei miei confronti, se ci fosse stato un processo a mio carico per omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. In Calabria solo negli ultimi tre anni, dal 2017 ad oggi, abbiamo registrato ben 80 vittime sul lavoro”. Affermazioni che si riferiscono a due circostanze riguardanti Callipo. Il suo nome fu fatto da un pentito Andrea Mantella che, interrogato dai pm nel maggio del 2016 parlò di una intimidazione a Callipo – spararono contro il muro del suo stabilimento – sostenendo che in precedenza, negli anni ’90, l’imprenditore era vicino ad uno dei boss della cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). Il secondo riferimento è al rinvio a giudizio di Callipo per omicidio colposo per la morte di un dipendente dell’azienda in un incidente sul lavoro. “Non so chi consiglia il segretario. Francamente – ha detto ancora Oliverio – rimango a dir poco stupito che Zingaretti, che non è mai venuto finora in Calabria, venga venerdì prossimo a mettere la faccia su un candidato di così forte esposizione. E poi, ed a parte tutto, come si fa a dire che Callipo è il rinnovamento. Ci vuole davvero tanto coraggio: ecco perché dico che si sta continuando su una linea incredibile e suicida portata avanti senza alcuna comprensibile ragione e giustificazione. Vedo che il Commissario è giunto persino a scomodare la figura di un grande imprenditore come Olivetti. Consiglio di abbassare toni euforici. Si abbia almeno rispetto della memoria di Olivetti”.

Non sarà Graziano a cancellare la mia storia

“Io sono un dirigente del Pd e non sarà Graziano a cancellare o a ledere la mia identità, la mia storia, la mia riconoscibilità”. Mario Oliverio parla anche sul rischio di espulsione dal Pd qualora si candidi alle regionali in contrapposizione con Pippo Callipo, candidato sostenuto dal partito rilanciato dal commissario del Pd calabrese Stefano Graziano. “Graziano – ha aggiunto – dovrebbe rimuovere dalla sua memoria e, quindi, dalla sua indole, fasi della storia che sono ormai archiviate: lo stalinismo, una concezione dittatoriale della vita politica. La vita politica è fatta di pluralismo e di democrazia. Si guardi intorno e veda che qui c’e’ il Pd. Si rifletta sulle iniziative che ci sono state in questi mesi. Si vada a rivedere attraverso i video la composizione e la forza ed anche la qualità di quelle presenze e ci si renderà conto che il Pd è lì, insieme alla società che ha accompagnato in questi mesi questa fase. Se cinquemila iscritti sottoscrivono un documento ci sarà pure una ragione.

Sindaci e circoli sono con me, ci sarà un motivo

Se 270 sindaci sottoscrivono una proposta di candidatura e tra questi tutti i sindaci del Pd, nessuno escluso, ci sarà pure una ragione. Ed allora di che cosa parla Graziano? Di quale partito parla? Io mi auguro, e ancora oggi insisto rivolgendo un appello in tal senso a Zingaretti, che il segretario assuma personalmente la direzione di questa vicenda. Che, a parte i consigliori, ascolti sindaci, iscritti, ascolti anche le forze della società civile e gli imprenditori, e si faccia dare valutazioni. Chieda chi è Graziano, con tutto il rispetto per la persona, chieda anche a chi vive negli angoli più sperduti di questa regione e gli diranno: ah Oliverio, il comunista, il dirigente del Pd”. “Mi auguro – ha concluso Oliverio – che Zingaretti possa riprendere le fila di questa situazione con grande serenità, senza condizionamenti, e riprendere le fila di un cammino che mi auguro possa consentire una ricomposizione. Lo dico per la Calabria e per il Pd. Una proposta va confrontata prima di essere sostenuta. In quali sedi e’ stata definita questa proposta? Con quali forze del Pd calabrese? In quale istanza ed in quale luogo del Pd calabrese si è venuti a dire ‘noi pensiamo che possa essere Callipo’? Ma vi pare questa una forzatura di Oliverio o, invece, una forzatura di chi pensa da Roma di decidere sulla testa di tutto e di tutti”.

 

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