Rimborsopoli, archiviazione per sette consiglieri regionali

Sono sette le posizioni di altrettanti consiglieri regionali archiviate per le “spese pazze”. Per la procura di Reggio Calabria i consiglieri avrebbero utilizzato soldi pubblici per scopi e utilità personali come viaggi e cene di lusso

 

REGGIO CALABRIA – Il gip di Reggio Calabria ha accolto la richiesta della Procura a seguito degli approfondimenti investigativi e delle tesi sostenute dalla difesa ed ha archiviato sette posizioni; quelle di Pietro Aiello, Giovanni Bilardi, Gianluca Gallo, Giuseppe Giordano, Salvatore Magarò, Claudio Parente e Mimmo Talarico. I consiglieri regionali erano accusati di peculato e falso nell’ambito dell’inchiesta “Rimborsopoli”. L’accusa ipotizzava che i consiglieri avessero utilizzato per fini personali. Per alcuni degli indagati, Aiello, Bilardi, Giordano e Magarò, il Gip ha sottolineato l’assenza di elementi per ritenere integrata la dimensione oggettiva del reato. Per quanto concerne, invece, Parente e Talarico, è risultata deficitaria la dimensione soggettiva. Il tutto ha portato il gip ad optare per l’archiviazione.

Tra i primi a commentare l’archiviazione il consigliere regionale Gianluca Gallo: “Nel 2014 la Procura di Reggio Calabria mi indago’ nell’inchiesta Rimborsopoli. Ero certo della mia innocenza, e per questo non ho mai smesso di avere fiducia nella giustizia. Cinque anni dopo, la stessa Procura ha chiesto l’archiviazione e il Gip l’ha concessa. Insomma, non c’è nemmeno bisogno di andare a processo. E pazienza se in tutto questo tempo più di uno si è divertito a ripescare e riproporre quella storia. Pensavano di farmi del male, e di male me ne hanno fatto. Però, mi hanno aiutato a diventare più forte”.