Ex Lsu per la pulizia degli edifici scolastici, almeno 600 posti a rischio nelle scuole calabresi

Rischiano il licenziamento gli addetti alla pulizia negli istituti scolastici. Il consigliere regionale Gallo: «Urgente un confronto in sede nazionale col Governo»

 

REGGIO CALABRIA – Rischiano di rimanere disoccupati centinaia di lavoratori, un tempo rientranti nel bacino dei lavoratori socialmente utili, da anni impegnati nella pulizia degli edifici scolastici. «In Calabria – denuncia il consigliere regionale Gianluca Gallo – sono circa 1.200 le unità coinvolte: dopo anni di precarietà, sembrava ormai imminente la loro stabilizzazione, con internalizzazione degli stessi e cessazione del ricorso agli appalti esterni, sulla base delle norme di cui al Decreto interministeriale per l’internalizzazione degli appalti delle scuole. Nei giorni scorsi, però, nelle Commissioni VII e XI della Camera dei Deputati, è stato tuttavia approvato un emendamento che modifica il Decreto Scuola, rimodellando attraverso questo anche il predetto Decreto Interministeriale».

«In particolare, l’emendamento sposta al primo Marzo 2020 il termine per l’immissione in ruolo dei lavoratori selezionati – spiega Gallo – individuando il livello provinciale per la graduatoria. Inoltre, nei limiti delle risorse disponibili, si prevede l’assunzione part time per i lavoratori che, in possesso dei requisiti, dovessero risultare in soprannumero nella provincia di appartenenza, mentre è stabilito che i rapporti di lavoro part time non potranno essere trasformati in rapporti a tempo pieno se non in presenza di risorse aggiuntive e stabili».

«L’emendamento prevede ancora, in coincidenza con l’anno scolastico 2020/2021, la mobilità volontaria dei lavoratori in possesso dei requisiti che non siano stati immessi in ruolo per mancanza di posti accantonati, nelle province e regioni ove fossero invece eventualmente disponibili. Inoltre, si stabilisce che – spiega ancora Gallo – entro il primo Marzo 2021 il Miur possa dar corso, a partire dal Settembre 2020, ad una procedura selettiva destinata alla platea rimasta esclusa dalla prima procedura e che abbia un’anzianità di almeno 5 anni, ribadendo che nel frattempo i posti vacanti per mancanza di lavoratori degli appalti con i requisiti saranno occupati dal personale. Ultimo, ma certo non ultimo, viene confermato un taglio di 170 milioni alle risorse disponibili». Una situazione che, sottolinea Gallo, «oltre a traslare in avanti i termini per l’avvio del processo di stabilizzazione ed a prospettare una situazione in cui ben difficilmente i neoassunti potranno tutti contare su rapporti di lavoro a tempo pieno, rischia di garantire l’assunzione solo di 11.236 lavoratori, con il taglio dunque di almeno altri 5.000 posti, che in Calabria si tradurrebbero nel mancato impiego di circa 600 unità».

Proprio a fronte di una situazione fitta di incertezze legislative, le aziende affidatarie dei servizi hanno intanto avviato le procedure di licenziamento collettivo. «E’ il segno chiaro – sottolinea Gallo – che le modifiche all’orizzonte rischiano di aggravare i problemi di tutela dell’occupazione e del reddito dei lavoratori interessati, provocando anche divisioni e contrapposizioni tra gli stessi. Il Decreto Scuola è in questi giorni al vaglio del Parlamento, che può dunque ancora intervenire per apportarvi modifiche ed aggiustamenti». Da qui l’invito alla giunta regionale «a sollecitare il Governo a riservare la giusta e dovuta attenzione alla questione, sostenendo l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con il coinvolgimento della presidenza del Consiglio con l’attivazione di una cabina di regia che coinvolga i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia».