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Prostituzione, aumento vertiginoso delle ‘lucciole’ in strada

REGGIO CALABRIA (RC) – Boom di prostituzione nella città della Stretto.

Segnala, formalmente, il fenomeno della prostituzione a Reggio Calabria il presidente della Commissione Speciale di Vigilanza del Consiglio regionale Aurelio Chizzoniti. Lo fa, è scritto in una nota, inviando una missiva al Questore, al Comandante provinciale dei carabinieri, al Comandante provinciale della Guardia di Finanza, al comandante della Polizia provinciale, al Comandante della Polizia municipale di Reggio, a Gaetano Chiusolo, commissario straordinario al Comune e, per conoscenza, al procuratore Federico Cafiero De Raho ed al Prefetto. “Sicuro interprete dell’unanime quanto preoccupato orientamento della collettività reggina – scrive Chizzoniti – la città di Reggio era, fino a qualche anno addietro, l’unica città al mondo con un porto di mare senza prostitute. Una visione lassista e permissivista fu la fonte genetica della cruda realtà attuale, ex ante irresponsabilmente agevolata ed oggi pervenuta quale hereditas damnosa che non può e non deve essere governata con gli stessi parametri di tolleranza diffusi nelle grandi città italiane. Cento prostitute a Milano, Roma, Napoli producono un impatto minimale che non cinque nelle città piccole e segnatamente Reggio Calabria. Tra l’altro vi è qualcuna ‘governativa’, visto che preferisce sedurre proprio sotto la Prefettura ed altre che invece bivaccano incredibilmente anche nelle ore diurne nei pressi di Piazza Garibaldi, della Questura, via Marina, viale Genoese Zerbi.

 

Vero è che la normativa vigente non punisce l’adescamento ma l’induzione e lo sfruttamento, ma questo non basta per affrontare il sempre più dilagante problema attraverso schedature o saltuarie azioni di disturbo che restano iniziative di superficie che eludono l’essenza del problema che non si risolve contabilizzando la presenza delle signore sui marciapiedi cittadini. Le stesse, fra l’altro, pare si avvicendino settimanalmente, ragion per cui l’archivio che le riguarda é fine a se stesso e costantemente inattuale”. “A mio modesto, sommesso e rispettoso avviso – prosegue Chizzoniti – bisognerebbe cominciare a chiedersi le ragioni per le quali una ragazza africana, sudamericana o Centroamericana, un bel giorno, guardandosi allo specchio, decida improvvisamente di trasferirsi altrove, optando proprio per Reggio Calabria, magari scegliendo una cicogna quale mezzo di locomozione. Evidentemente esiste a monte una ben lubrificata organizzazione, stabilmente operante nel territorio, che si occupa del reclutamento, trasporto, alloggi e quant’altro necessario a perseguire gli obiettivi pianificati da una efficiente societas sceleris. Se ciò è, se queste ragazze sfidano chicchessia, da qualche mese esercitando anche di giorno, evidentemente sanno di poterlo fare. In questo contesto, non sorprende più di tanto l’assoluto dominio criminale di Piazza Garibaldi, la cui area prospiciente un noto fast food di notte è totalmente al buio perché tutti i lampioni installati sotto gli alberi da sempre non sono in funzione e nessuno si preoccupa di ripristinarne la luminosità che, evidentemente, è di ostacolo per chi ivi imperversa ormai da troppo tempo. Guasto occasionale o funzionale sabotaggio? Un fatto è certo: in questa città, già gravata da tenebrose cappe politiche di certo non c’è bisogno dell’oscurità prefabbricata con la raffinata probabile complicità di chi non avverte il dovere di occuparsi della manutenzione.

 

Cooperazione colposa o dolosa? In politica, quando non si vuole fare qualcosa si sostiene che ‘non è una priorità’. Ed io infatti capisco, sul versante esplorativo di una notitia criminis, che un’operazione contro una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione non aiuta alcuna crescita professionale, di contro garantita da quelle condotte nei confronti di esponenti mafiosi cittadini e provinciali. Ma, per quel che mi riguarda non è condivisibile la selezione in chiave utilitaristica degli obiettivi investigativi, anche perché bisognerebbe domandarsi se la mafia possa veramente rimanere estranea a un business importante quale è quello dello sfruttamento della prostituzione. Oppure qualcuno ritiene che a Reggio si possano assumere simili lucrose iniziative fra l’indifferenza della criminalità organizzata?”. “Rebus sic stanti bus – conclude Chizzoniti – nel dare atto alle forze dell’ordine ed alla magistratura, per l’impegno profuso ultra vires volto ad affermare il primato della legge in una realtà ambientale a dir poco difficilissima, sono certo che lo spettacolo osceno, notturno ed ormai anche diurno, fin qui, in assoluta buona fede pericolosamente minimizzato, sarà tempestivamente affrontato in un’ottica compatibile con la gravità dello stesso. Viceversa, nessuno dovrà scandalizzarsi se talune famiglie si riuniscono in Comitati, com’è già avvenuto al rione Ferrovieri, per surrogare la colpevole inerzia di uno Stato paradossalmente disattento e distratto. Il brocardo secondo cui ‘De minimis non curat praetor’ mi appare di scolastica inconciliabilità con una situazione oggettivamente illegale e palesemente inconfutabile”.