Latitante della locride in un casolare: “Ero qui per puro caso”

ARDORE (RC) – Sebastiano Nirta, imprenditore edile 56enne ricercato da circa dieci giorni.

L’uomo indagato nell’ambito dell’operazione ‘Italia che lavora’ è stato rintracciato ad Ardore in un casolare di campagna. A seguito del suo arresto dodici persone, tra cui quattro donne sono state denunciate a vario titolo per favoreggiamento. Catturato giovedì sera in un casolare di contrada Pietrazomita di Ardore, l’imprenditore al momento dell’arresto si trovava in compagnia di altre dieci persone. Nirta pare non abbia opposto resistenza alla vista dei militari che lo avrebbero sorpreso mentre era intento a discutere con altre tre persone sedute attorno ad un tavolo. Mentre i carabinieri lo arrestavano l’uomo non ha smesso di ripetere che si trovava lì per caso. Le persone in sua compagnia interrogate nella locale stazione dei carabinieri del gruppo di Locri hanno ammesso di non conoscere la posizione di latitante di Nirta. Dopo una serie di appostamenti ed intercettazioni i carabinieri sono riusciti ad espugnare il casolare roccaforte ubicato su un promontorio difficilmente accessibile senza essere notati. Nel corso della perquisizione non sono state rinvenute nè droghe, nè armi. I militari hanno però sequestrato pc e materiale informatico che saranno vagliati dalle autorità.

 

Tra le persone trovate in compagnia del latitante un giornalista, Ferdinando Piccolo, direttore di un quotidiano locale. Il giovane cronista ha raccontato ai militari di essere lì proprio perchè a conoscenza del fatto che Nirta si sarebbe a breve consegnato alle autorità. Piccolo pare infatti aver testimoniato di avere avuto richiesta di raccogliere le confessioni del latitante di San Luca in un memoriale pubblicato in parte sul quotidiano in cui Nirta si difende dalle accuse mossegli dall’antimafia si Reggio Calabria. Tra le dichiarazioni rese al giornalista l’imprenditore parla degli appalti in cui ha lavorato nella locride in particolare a San Luca narrando le difficoltà incontrate nell’operare con le amministrazioni comunali ed i soprusi subito. Intanto ciò che il giovane giornalista aveva pubblicato del memoriale sul suo sito dal pomeriggio di ieri non è più accessibile.