Reddito di cittadinanza 2020: obbligatorio rinnovare l’ISEE o si perde il sussidio

L’erogazione del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza e di altri sussidi rimane invariata solo se si aggiorna l’Isee alla scadenza del periodo con il nuovo DSU. Lo prevede il decreto 4/2019, poi convertito in legge 26/2019.

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COSENZA – A partire dal 1° gennaio del prossimo anno sarà necessario richiedere la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata e precompilata dall’Inps, che dovrebbe rendere più semplice la richiesta online del modello Isee e per evitare la sospensione del pagamento da parte dell’INPS del reddito e della pensione di cittadinanza. Tutti coloro che hanno fatto domanda e che percepiscono il reddito di cittadinanza, infatti, hanno l’obbligo di richiedere il nuovo modello ISEE 2020, al fine di consentire all’INPS di verificare la permanenza dei requisiti per l’erogazione del sussidio. Lo prevede il decreto 4/2019, poi convertito in legge 26/2019. Secondo l’articolo 5 “I requisiti economici di accesso al reddito si considerano posseduti per la durata dell’attestazione ISEE in vigore al momento della presentazione della domanda, ferma restando la necessità di aggiornare l’ISEE alla scadenza del periodo di validità dell’indicatore“.

La regola riguarda  tutti i percettori di sussidi economici che devono rispettare determinati requisiti economici. Quindo, non solo chi percepisce il reddito di cittadinanza ma, ad esempio, anche le famiglie che hanno avuto accesso al bonus bebè. Ne avranno accesso le famiglie che nel triennio 2016-2018 hanno presentato una Dsu ai fini Isee. Una volta aggiornato l’ISEE e accertato il mantenimento dei requisiti economici previsti dalla legge, si potrà godere del reddito di cittadinanza fino alla scadenza naturale senza dover fare una nuova domanda. L’ISEE va aggiornato anche quando c’è una variazione del numero di componenti del nucleo familiare nel periodo di fruizione del beneficio e nel caso di cambio di residenza di uno dei componenti del nucleo familiare. In quest’ultimo caso bisogna presentare la DSU aggiornata entro due mesi dalla variazione per poi presentare una nuova domanda per il reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza. In caso di nascita o morte di un componente non va ripresentata.

 

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