“Dinasty-Affari di famiglia”, 21 anni per Domenico Mancuso per 23 capi d’imputazione

L’operazione nell’ottobre del 2003 colpì duramente il clan Mancuso di Limbadi fra i più potenti della ‘ndrangheta calabrese.

 

VIBO VALENTIA – E’ stato condannato a 21 anni e 6 mesi di reclusione, inflitti dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Domenico Mancuso, 44 anni, di Limbadi, ritenuto colpevole di 23 capi d’imputazione che andavano dall’associazione mafiosa all’estorsione, sino alla detenzione illegale di armi, all’usura ed al favoreggiamento, tutti reati aggravati dalle finalità e modalità mafiose. La sentenza arriva a 16 anni di distanza dall’operazione “Dinasty-Affari di famiglia” che nell’ottobre del 2003 ha duramente colpito il clan Mancuso di Limbadi.

La posizione di Domenico Mancuso era stata stralciata da quella degli altri imputati – già condannati da tempo con sentenza definitiva – poiché alcune perizie davano l’imputato incapace di intendere e volere e quindi non processabile. L’ultima perizia disposta dal Tribunale ha però accertato la capacità processuale dell’imputato che è stato così oggi condannato a 21 anni e 6 mesi di carcere. Domenico Mancuso è figlio del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Mancuso che sta scontando 30 anni di reclusione per diversi fatti di sangue.