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Sanità, il Veneto “balia” della Calabria. Oliverio: “non siamo colonia di nessuno”

Siglata convenzione tra il Ministero della Salute e la Regione Veneto, in materia di affiancamento delle attività chirurgiche in Calabria

 

CATANZARO – Siglato un Accordo di Programma secondo il quale la sanità della Regione Veneto è stata scelta dal Ministero della Salute per collaborare alla riorganizzazione dell’attività chirurgica per setting assistenziali e complessità di cura del sistema sanitario della Regione Calabria, in piano di rientro. L’Azienda Ospedaliera di Padova sarà il soggetto attuatore e riceverà esclusivamente un rimborso spese documentate fino a un massimo di 200 mila euro. Il lavoro avrà una durata di 18 mesi, prorogabili di altri 6. L’AO di Padova si impegna a svolgere attività di pianificazione e gestione, a mettere a disposizione materiali, competenze e professionalità per sperimentare il modello organizzativo per le attività di chirurgia per setting assistenziali e intensità di cura già attuato in veneto, in altre Aziende sanitarie calabresi, in particolare riferimento alle Aziende Hub e al coordinamento dei Centri Spoke. Inoltre, a svolgere formazione e supporto in loco al personale locale con incontri e seminari.

 

La reazione del presidente della Regione Calabria

 

“È assai singolare che il più accanito assertore delle autonomie, qual è il collega Zaia, utilizzi accordi centralistici che mortificano i territori.” Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in relazione alla convenzione sottoscritta tra il Ministero della Salute e la Regione Veneto in materia di affiancamento delle attività chirurgiche in Calabria. “Sia chiaro, per quanto ci riguarda – prosegue Oliverio – non abbiamo mai teorizzato, né tantomeno ideologizzato, la condivisione di buone prassi ovunque si affermino. L’aiuto e la collaborazione si costruiscono in reciprocità, senza mortificazioni e senza essere calati dall’alto. Mi si dice che è da oltre un anno che si discute di queste cose tra il Ministero e la Regione Veneto, mentre la Calabria non sa nulla e lo apprende solo ora per notizie di stampa. Si dirà che la Regione Calabria, in quanto commissariata, è esautorata nelle sue funzioni, relativamente al governo della sanità. Questo è vero, ma esistono sempre relazioni istituzionali che vanno oltre i confini di un decreto tenacemente voluto e di cui oggi si vorrebbe negare la paternità. I parlamentari calabresi del Movimento 5 stelle portano, per intera, tutta la responsabilità di questo disastro. Nella sanità calabrese, che vive da anni in una condizione di grave criticità, operano tanti professionisti di grandi capacità e abnegazione spesso costretti ad operare in condizioni molto più svantaggiate rispetto a colleghi di altre aree del Paese”. “Non consentirò a nessuno – conclude il Governatore – di mortificare e umiliare i nostri professionisti. Nonostante il Decreto Calabria, noi non siamo una colonia di nessuno“.