Omicidio Pezzulli: disposta una nuova super perizia

COSENZA – Dodici anni per una verità che non arriva. Il processo per l’omicidio di Carmine Pezzulli, doveva concludersi con la sentenza. Ma il gup, davanti al quale i due imputati eccellenti, Francesco Chirillo e  Domenico Cicero, sono comparsi per la sentenza in abbreviato, ha rinviato la decisione,

disponendo un suppemento investigativo. I magistrati della Dda di Catanzaro e gli inquirenti hanno edificato il loro castello accusatorio contro i due “pezzi da novanta” della mala cosentina, basandosi sulle intercettazioni ambientali. Negli atti d’indagini, inserite come prove a carico dei due, è stata inserita una “chiaccherata” tra Francesco e Carmine Chirillo, videoregistrata durante un colloquio. Durante la converazione i due germani, parlaronmo di Pezzulli, all’epoca “contabile” della malavita cosentina. In quel nastro è registrata la voce di Francesco Chirillo dire che Pezzulli ha fatto il furbo, prelevando ottocento milioni di lire dalla bacinella del clan. A far concentrare le attenzione degli inquirenti e dei magistrati del pool antimafia è una frase:  ancora un paio di settimane, Micuzzo è d’accordo e una motocicletta, una macchina e un paio di ferri. In quele parole, secondo l’antimafia catanzarese, ci sono le coordinate della spedizione punitiva. Una sentenza di morte, inapellabile, scritta dal tribunale della n’drangheta che “punisce” gli sgarri con la vita. C’è anche dell’altro. Sempre visionando quella chiacchierata videoregistrata, Francesco Chirillo mimerebbe con una mano un a pistola pronta afar fuoco. Se per la Dda queli filmati sono la prova regina di quell’omicidio, per gli avvocati Marcello Manna e Luigi Gullo, difensori di fiducia dei Chirillo, c’è qualcosa che non quadra. Un dubbio che i due penalisti hanno rivolto al gup che ha accolto l’istanza dei due legali, disponendo una nuova super perizia su quei filmati.