Bracconaggio, a caccia in un’area protetta. Carabinieri denunciano 6 persone

I sei cacciatori sorpresi dai militari della forestale a cacciare nella zona a protezione speciale “Marchesato e Fiume Neto”. Un altro cacciatore è stato denunciato dai carabinieri della Stazione Parco di Crotonei
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CROTONE  – I Carabinieri Forestali del Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali di Roma, congiuntamente ai militari del Nucleo operativo Cites di Reggio Calabria, nel corso di un servizio antibracconaggio all’interno della zona di protezione speciale “Marchesato e Fiume Neto”, nel Crotonese, hanno sorpreso e denunciato 6 cacciatori per il reato di attività venatoria in area di protezione speciale. Giunti sul posto, in contrada Vigne del comune di Verzino, i militari dell’Arma, guidati dal rumore di numerosi spari di arma da fuoco, hanno individuato i 6 cacciatori intenti a svolgere una battuta di caccia con l’ausilio di numerosi cani. I cacciatori sono stati deferiti all’autorità giudiziaria con l’aggravante, per due di essi, anche dell’uso di mezzi vietati, in quanto utilizzavano armi prive del previsto riduttore del numero dei colpi. I carabinieri hanno sequestrato, inoltre, 6 fucili con il relativo munizionamento.

Un altro cacciatore denunciato anche a Cotronei

Un cacciatore di Petilia Policastro è stato denunciato dai militari della Stazione Parco di Crotonei perché sorpreso all’interno dell’area protetta silana mentre esercitava attività venatoria. I Carabinieri Forestale, insospettiti dalla presenza di un fuoristrada, hanno effettuato un controllo in località “Timpone della Monaca” nel Comune di Cotronei, area questa ricadente in “zona 2” del Parco Nazionale della Sila nel quale vi è assoluto divieto di caccia. L’uomo è stato individuato e fermato in questa zona mentre esercitava attività venatoria con l’ausilio anche di cinque cani. Una volta fermato e identificato, si è provveduto al sequestro del fucile e del munizionamento in suo possesso. Per il cacciatore è subito scattata la denuncia per attività venatoria non consentita e introduzioni di armi all’interno dell’area protetta.