TV pirata, il “pezzotto” in Calabria. Gli utenti rischiano ora arresto e multe salatissime

L’operazione Black IPTV, la più grande contro la pirateria televisiva mai effettuata ha portato alla chiusura della piattaforma Xtream Codes alla quale erano collegati 700.000 utenti. Base logistica scoperta anche in Calabria. Il comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica “troveremo gli utenti e verranno perseguiti”

 

COSENZA – Non solo chi diffonde il segnale in modo fraudolento, ma anche chi lo utilizza per vedere a “scrocco” partite di calcio, eventi sportivi, film e serie TV, inizia adesso a tremare dopo la più grande operazione contro la pirateria televisiva a pagamento effettuata questa mattina dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli svolta in collaborazione con Eurojust a carico di 25 soggetti, tra cui due greci, ideatori della piattaforma Xtream Codes, il famigerato “pezzotto”. La base dell’organizzazione era in Italia a Napoli, ma i collegamenti avvenivano con 9 città italiane, una anche in Calabria che, come in tutte le altre regioni italiane, aveva migliaia di utenti che utilizzavano il servizio pirata.  Ed ora, rischiano di essere iscritti sul registro degli indagati tutti quelli che hanno acquistato illegalmente i pacchetti di Pay Tv pirata che andranno in contro non solo una multa da un minimo di 2.500 fino a 25mila euro ma anche la reclusione da sei mesi a 3 anni. Secondo i militari, inoltre, sarebbero circa 600 mila le persone che hanno perso il posto di lavoro in seguito alle crisi aziendali indotte dal sistema criminale smantellato questa mattina. Il dato è emerso nel corso della conferenza stampa della Guardia di Finanza al comando Generale.

Con 12 euro migliaia di canali TV

Al momento dello “spegnimento” della piattaforma Xtream Codes erano 700mila utenti collegati ed un potenziale di 5 milioni di totali. Con un abbonamento da 10/12 euro al mese riuscivano a guardare i programmi trasmessi dalla principali Pay tv e dalla piattaforme a pagamento italiane (Sky, DAZN, Mediaset, Netflix, Infinity, Eleven Sport) e tantissime straniere. Nell’ordinanza di sequestro preventivo di Risorse web, conti correnti e carte di debito, a carico degli indagati, il gip di Napoli sottolinea che è stato rinvenuto “un sofisticato sistema organizzato di frode finalizzato alla captazione e diffusione di prodotti destinati alla Tv a pagamento, con notevole danno ai titolari dei diritti ed evidente frustrazione del libero mercato“.

Troveremo gli utenti e saranno perseguiti

Agli accertamenti hanno collaborato i tecnici del reparto antifrode di Sky, una delle Pay Tv maggiormente piratate. E questa volta le forze dell’ordine hanno intenzione di usare il pugno duro anche con le migliaia di italiani che hanno sfruttato il servizio in modo fraudolento. Eloquenti, in tal senso, le dichiarazioni del colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica “Individueremo gli utenti italiani e verranno perseguiti“. Nel sequestro di 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente ci sono tutti i dati degli utenti che hanno sottoscritto gli abbonamenti al “pezzotto”.

 

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