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Mondiali di basket, la preparazione è una delle fasi più importanti

Chi non vorrebbe giocare almeno una volta nella sua vita un Mondiale di Basket? Diciamo la verità, tutti coloro che amano la palla a spicchi, sanno che si tratta di uno di quegli appuntamenti a cui non si può davvero mancare.

 

E farebbero di tutti pur di fare scambio per una volta con i propri beniamini e scendere in campo in prima persona in determinate arene. Certe, non tutti siamo portati per affrontare determinate sfide: già, dal momento che non si tratta solamente di saper giocare a pallacanestro, ma anche del fatto che i giocatori professionisti sono in grado di affrontare tante altre problematiche legate non solo al match, ma anche ad un torneo così importante e visto in tutto il mondo.

Lo stress è senz’altro uno degli aspetti più difficili per chi deve rimanere costantemente sotto i riflettori e avere il fardello della pressione di vincere addosso. Quindi, come fanno i giocatori di basket per liberarsi da uno stress che un torneo simile inevitabilmente e naturalmente genera? Secondo le parole di Matteo Soragna ne l’Insider, si può notare come lo stress in ambito sportivo corrisponde più che altro a due declinazioni specifiche, ovvero la pressione e l’emozione.

Pressione e adrenalina possono giocare brutti scherzi

È chiaro che quando si scende in campo per affrontare determinate partite, la pressione sia a mille, ma è altrettanto vero che l’adrenalina di giocare un simile match può giocare brutti scherzi. Insomma, un giocatore professionista e di qualità deve essere necessariamente in grado di saper controllare le proprie emozioni. In modo particolare quando il carico di aspettative è molto alto, ecco che commettere un errore o una sciocchezza diventa estremamente facile, molto di più di quanto si creda dall’esterno. Un altro buon motivo per curare molto l’aspetto mentale della preparazione a un impegno duro e probante come i Mondiali di Basket.

La gestione della pressione e delle proprie emozioni, come ha sottolineato più di una volta Matteo Soragna nell’intervista, è necessariamente legata ad un aspetto personale. Insomma, ognuno deve riuscire a trovare nelle proprie abitudini un modo per alleviare lo stress. È chiaro che un gruppo di giocatori unito e molto compatto può fare sicuramente la differenza, ma poi alla fine dei conti ciascun giocatore ha un modo di concentrarsi diverso. Soragna ricorda come nel suo caso, il sistema migliore per combattere lo stress delle partite era quello di leggere, mentre altri suoi compagni preferivano trovare la concentrazione ascoltando la musica. Insomma, non ci sono delle regole scritte da seguire, quanto piuttosto un sistema che possa dare un’effettiva mano a concentrarsi e che non produca l’effetto contrario.

L’importanza di seguire una corretta alimentazione

Nel corso dell’ultimo ventennio, ha messo in evidenza l’ex giocatore di Treviso e di Biella, il modo di prepararsi fisicamente (e anche dal punto di vista dell’alimentazione) ad un impegno del genere è cambiato tantissimo. L’evoluzione è stata impressionante, soprattutto perché tanti aspetti che si credevano poco performanti decenni or sono, adesso sono ritenuti fondamentali. Esistono dei principi base che si devono chiaramente seguire e che permettono di raggiungere il punto più alto, dal punto di vista delle prestazioni, per ciascun giocatore. Sotto il profilo dell’alimentazione, l’aspetto che ha subito la maggiore evoluzione è certamente rappresentato dall’integrazione, dal momento che eseguirla nel migliore dei modi favorisce il fatto di avere maggiori energie in campo, ma in modo particolare consente di recuperare più in fretta dagli sforzi.

E a proposito di alimentazione, quando ci si trova in un Paese con abitudini e luoghi completamente diversi dalla propria cultura, la gestione di questo aspetto diventa fondamentale. È vero che, al giorno d’oggi, lo staff che compone la Nazionale è decisamente ampio e ciascuna squadra può contare su un proprio dietista di fiducia, che stabilisce un menu predefinito per tutti gli atleti. Una scelta che prevede di consumare i medesimi piatti, che vengono ritenuti quelli più adatti per poter raggiungere il picco prestazionale fisico durante allenamenti e gare. Nella maggior parte dei casi, poi, il lavoro di un’organizzazione che si occupa di una squadra Nazionale implica anche il fatto di cercare un hotel per il soggiorno che possa vantare una cucina internazionale di una certa qualità. Non solo, dato che la cura dell’alimentazione è talmente maniacale per alcune squadre che, in qualche caso, capita di vedere addirittura che si portino il cibo da casa. Spesso capita con la pasta integrale: ad ogni modo, si cercare di fare quanto più e possibile per rendere il soggiorno degli atleti perfetto sotto ogni aspetto.

In fin dei conti, però, è pur sempre vero che il tema dell’alimentazione deve essere “caro” prima di tutto all’atleta stesso, visto che la gestione dei suoi pasti extra è di sua competenza, ma può incidere in maniera impressionante sull’apporto che si dà poi una volta scesi in campo. Come ha detto bene Soragna, il problema non è sgarrare, che è assolutamente possibile, quanto piuttosto esagerare. Chi segue una cattiva alimentazione fuori dall’orario dei pasti, esagerando con le caramelle piuttosto che con le patatine si dà la zappa sui piedi da solo, dal momento che poi, una volta in campo, sarà molto meno performante dal punto di vista fisico.