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Incendio e veleni dal campo rom, Salvini: “sgomberi e ripristino della legalità”

Lamezia Terme avvelenata dai rifiuti bruciati nel campo rom di Scordovillo. Una situazione, l’ennesima, che ieri ha creato forti disagi

 

LAMEZIA TERME – Il fumo tossico, l’aria irrespirabile, il cielo nero. Questo lo scenario ieri causato dall’ennesimo incendio appiccato nel più grande campo rom del Mezzogiorno, quello a Lamezia Terme che si trova vicino all’ospedale ma anche al commissariato di Polizia e al Comune. Al campo rom di Scordovillo la situazione è così da anni: nell’accampamento vengono spesso dati alle fiamme pneumatici e rifiuti, alcuni anche pericolosi, rendendo l’aria della città irrespirabile. E nessuno negli anni è riuscito a trovare una soluzione costringendo di fatto i cittadini, a respirare quell’aria tossica nonostante un’ordinanza di sgombero firmata dalla Procura nel 2011. Il nuovo incendio ieri, ha provocato anche dei disagi alla circolazione dal momento che per oltre un’ora il traffico ferroviario è rimasto praticamente bloccato nella tratta Sant’Eufemia-Nicastro.

Salvini: “Scriverò ai prefetti per avere un quadro aggiornato”

A seguito del rogo, doloso, definito dal ministro dell’Interno “l’ennesimo episodio di violenza che si è verificato ieri con un incendio doloso in zona ospedale a Lamezia Terme”, Salvini ha annunciato che lunedì scriverà a tutti i prefetti per avere “un quadro dettagliato e aggiornato in tempo reale delle presenze rom nei campi abusivi o teoricamente ‘regolari’ per procedere, come da programma, a chiusure, sgomberi, allontanamento e ripristino della legalità”.