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Maria Chindamo, le telecamere manomesse e le dichiarazioni di Mancuso

Proprio le manomissioni al sistema di videosorveglianza sarebbero state fondamentali per arrivare all’arresto di Salvatore Ascone che insieme all’operaio romeno, avrebbero manipolato il sistema

 

VIBO VALENTIA – Le analisi svolte dai Carabinieri sulla ‘scatola nera‘ ovvero sui file del sistema di videosorveglianza hanno ha messo in luce tutte le manovre effettuate dagli indagati e i dati emersi sono ritenuti inoppugnabili perchè documentano proprio le manomissioni effettuate esattamente la sera prima della scomparsa dell’imprenditrice 44enne. Secondo gli investigatori tale manomissione è inequivocabilmente propedeutica al delitto che era stato pianificato per la mattinata successiva ad opera degli esecutori materiali. Gli assassini di Maria Chindamo sapevano così, che avrebbero potuto procedere indisturbati nel loro disegno criminale e non essere ripresi

Ma la Procura di Vibo Valentia ha pochi dubbi: Maria Chindamo è stata brutalmente assassinata e l’omicidio sarebbe stato compiuto da persone al momento non identificate intorno alle 7.00 di quel 6 maggio 2016. Gli assassini l’avrebbero attesa davanti all’azienda dove poi uno dei suoi dipendenti trovò l’auto con il motore acceso, l’impianto stereo a tutto volume e tracce di sangue sulla carrozzeria della sua Dacia e al suo interno tutti gli effetti personali, compresa la borsa contenente oltre mille euro in contanti.

Un puzzle fatto di dati tecnici, dichiarazioni degli indagati e perlustrazione e osservazione dell’area, che ha portato i carabinieri alla prima e importante svolta: l’individuazione di quelli che per l’accusa sarebbero “due dei correi” dell’efferato delitto.

Maria Chindamo, secondo i militari, è stata aggredita appena scesa dall’auto e poi caricata con la forza, da uno o più persone, su un altro mezzo con cui gli autori si sarebbero allontanati. Le tracce ematiche dimostrano la colluttazione avvenuta in più fasi. Una scena ch sarebbe stata immortalata dall’impianto di videosorveglianza se non fosse stato manomesso. Per questo motivo Salvatore Ascone e Gheorghe Laurentiu Nicolae sono indagati perché, secondo l’accusa. A compiere questa azione infatti, sarebbero stati proprio loro. Avrebbero manipolato il sistema di videosorveglianza “tramite un’interruzione di alimentazione dell’hard disk interno, cagionata da un intervento manuale diretto ad inibire in tal modo la funzione di registrazione”.

L’interrogatorio nel 2017 dell’arrestato

Agli investigatori che nel maggio del 2017 lo interrogarono, Ascone dichiarò testualmente: “Le chiavi della casa dove sta custodito l’Hard disk ce lo ho solo io oppure mia moglie. Sicuramente nessuno può aver avuto accesso all’abitazione perché c’è anche un impianto di allarme ed arriva la segnalazione sul telefonino mio, di mia moglie e dell’operaio che si chiama Nicolai”.

Ma ad aggravare la posizione di Ascone ci sono le dichiarazioni fornite dal neo collaboratore di giustizia Mancuso che rafforzano l’ipotesi accusatoria di una manomissione temporanea volontaria del sistema di videosorveglianza. Il figlio di Panteleone Mancuso, alias “l’ingegnere”, aveva una frequentazione quasi giornaliera con gli Ascone e conosceva le abitudini della famiglia.

“Ho sempre notato – ha detto agli investigatori – che era solito monitorare con sistemi di videosorveglianza tutti i luoghi di sua proprietà, sia l’abitazione, sia la casa in campagna, nonché i capannoni e i luoghi in cui aveva beni e animali… omissis … Era particolarmente attento al funzionamento di questo sistema al punto che quando c’erano dei guasti subito chiamava il tecnico affinché se ne occupasse”. Proprio il mancato funzionamento delle telecamere il giorno dell’omicidio della donna fu oggetto di un colloquio tra Emanuele Mancuso e gli Ascone dopo la scomparsa della donna. “Salvatore Ascone mi disse – spiega agli inquirenti il collaboratore di giustizia – che le telecamere erano spente proprio quel giorno”. La rivelazione fece agitare la moglie che si affrettò a precisare che si trattava di un malfunzionamento.