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Terremoto: oltre 2mila interventi dei vigili del fuoco

MORMANNO – Un “ballo” senza fine. La terra nel distretto del Pollino continua a tremare, con insistenza e altrettanta intensità. Le popolazioni, al confine tra i terriori della Calabria e della Lucania, sono ormai stremate dalle “vomitate” di energia prodotte dalle viscere della terra. Mormanno, una delle

zone più colpite dal sisma, continua a chiedere aiuto. Lo fa il sindaco, lo implorano i cittadini, molti dei quali costretti ad abbandonare le proprie case, per trasferirsi in rifugi di fortuna o trovare ospitalità presso amici e parenti. Anche chi non ha visto la solidità dei propri edifici, rimanere feriti dai segni del sisma, invoca sicurezza, chiedendo sopralluoghi ai vigili del fuoco, constantemente impegnati nel controllo di ogni singola struttura, sia essa pubblica che privata. Hanno superato quota 2 mila gli interventi effettuati dai vigili del fuoco in seguito al terremoto che il 26 ottobre ha colpito l’area del Pollino: 1.715 nel territorio cosentino, 352 in provincia di Potenza. Continuano le attività di soccorso, di assistenza alla popolazione e di verifica della stabilità degli edifici. Nelle operazioni sono impegnati oltre 100 vigili del fuoco nella provincia di Cosenza e circa 50 in quella di Potenza. Resta attivo il presidio dei vigili del fuoco nel comune di Mormanno. A Rotonda vanno avanti le operazioni di messa in sicurezza, da parte degli specialisti speleo alpino fluviali (Saf), del campanile della chiesa di S. Antonio.Ma insieme a Mormanno, il terremoto ha modificato anche le abitudini dei cittadini di Laino Borgo, Laino Castello, Lungro e gli altri territori del cuore del Pollino. Nonostate la grave emergenza e la pericolosità del sisma, il Governo centrle non ha voluto riconoscere alla Calabria lo stato di calamità naturale. Una scelta poco felice, considerato che il terremoto non ha classificazioni di categoria. Non esistono, infatti, o meglio non dovebbero esistere popolazioni di serie A e di serie B. Proprio sul mancato riconoscemento dello stato di calamità naturale, il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha fatto sentire la sua voce. «Il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il suo esecutivo, se dovesse succedere qualche tragedia, saranno denunciati alla magistratura, per la mancata dichiarazione, da parte del Governo, dello stato di emergenza in Calabria per il terremoto e il continuo sciame sismico che nel Pollino va avanti ininterrottamente da oltre due anni. La mancata dichiarazione dello stato di emergenza – aggiunge – è un fatto grave e inaccettabile. E’ non solo una offesa, una discriminazione ma un crimine contro la popolazione del Pollino, contro una intera regione e tutta la sua comunità. Per dichiarare lo stato di emergenza e di calamità si aspetta solo che Mormanno e gli altri paesi del Pollino interessati da questi continui terremoti vengano sepolti da un terremoto devastante! Tutto ciò non è solo profondamente ingiusto e inaccettabile ma è un atteggiamento irresponsabile e criminale, un crimine contro la popolazione del Pollino perché viola i principi elementari di giustizia e di umanità. Il Governo guarda e tratta la Calabria in modo discriminatorio e sprezzante. Perché – continua il leader del movimento “Diritti Civili” – se una calamità si verifica in altre regioni, del Centro e del Nord, il Governo giustamente interviene prontamente con la concessione di tutti gli aiuti e i benefici di legge previsti, se invece l’evento sismico si verifica in Calabria i diritti vengono di fatto sospesi, negati e cancellati. La Calabria viene trattata da questo Governo, dei tecnici e dei poteri forti, così come del resto anche dagli Esecutivi precedenti, in modo assolutamente discriminatorio».