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Pappaterra direttore generale di Arpacal, Codacons: “nessuna procedura ad evidenza pubblica”

La nomina di direttore generale è stata effettuata nel corso della riunione della Giunta Regionale, presieduta da Mario Oliverio. Oltre alla nomina di Maria Francesca Gatto come dirigente generale al Dipartimento turismo e di Domenico Pappaterra quale direttore generale all’Arpacal

 

CATANZARO – Si è detto sorpreso Domenico Pappaterra alla notizia della sua nomina a direttore generale dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Calabria: “Devo dire che la notizia mi ha colto di sorpresa mentre sto ricevendo una delegazione del Kosovo insieme ad alcuni sindaci della comunitĂ  italo-albanese”. Il presidente del Parco del Pollino ha parlato di “una bella notizia che, ovviamente, mi carica di tanta responsabilitĂ . Voglio ringraziare il presidente Oliverio e l’intera Giunta regionale per avermi accordato questa fiducia. Insieme al Governo regionale ed all’Assessore regionale nelle prossime ore stabiliremo le modalitĂ  operative di questa nuova funzione e di questo nuovo incarico. Spero, come ho fatto in tutte le altre situazioni, di poter dare una mano per la crescita delle istituzioni alle quali sono stato chiamato e per le quali ho sempre dato il massimo della mia esperienza e della mia responsabilitĂ ”.

Codacons: “nessuna trasparente procedura ad evidenza pubblica”

In merito alla nomina di Pappaterra all’Arpacal, interviene Francesco Di Lieto, del Codacons: “L’on. Domenico Pappaterra è un “politico” nominato in barba ai principi, sanciti dalla legge, di terzietĂ  ed indipendenza dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale. Continua, senza sosta – prosegue Di Lieto – una soffocante attivitĂ  di occupazione di tutti gli spazi nella nostra regione. Con una occupazione “manu militari”, il governo regionale continua a mettere in discussione il fondamentale ruolo di garanzia per il cittadino degli organi di controllo. Questa nuova nomina s’inserisce nel solco di un assoggettamento alla politica di chi dovrebbe esercitare una fondamentale funzione di controllo in un settore estremamente delicato come quello delle verifiche sull’ambiente. Sarebbe stato quantomeno “opportuno” che la nomina del Direttore Generale di un Ente tecnico – conclude Di Lieto – fosse preceduta da una trasparente procedura ad evidenza pubblica, tale da scongiurare ogni sospetto. Invece…”.