Sacerdoti indagati, il vescovo fa un passo indietro: “fiducia nella Magistratura”

Dopo le dichiarazioni del procuratore Gratteri che ha fatto chiarezza sulle indagini a carico dei due preti, il vescovo della Diocesi di Mileto ora puntualizza e confida “sulla trasparenza dei magistrati”

 

VIBO VALENTIA – Dopo le dichiarazioni su don Maccarone e don De Luca, del vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo che aveva parlato di “conversazioni telefoniche”, il cui contenuto sarebbe stato “artatamente alterato e artificiosamente interpretato fino ad accusarlo di messaggi a sfondo sessuale con la figlia, con minaccia di rendere pubblici quei messaggi”, era intervenuto duramente il procuratore Gratteri spiegando che le “prove sono concrete”. Minacce esplicite da parte dei prelati per farsi restituire il denaro. E Gratteri aveva anche spiegato che nessuno dei due sacerdoti avrebbe chiesto di essere sentito dai magistrati. Graziano Maccarone, secondo l’accusa, si sarebbe attivato per recuperare la somma di denaro data in prestito alla vittima, “percorrendo quella che lo stesso prelato definisce come la cosiddetta strada parallela”.

E si registra il passo indietro di mons. Renzo che ha difeso fin dall’inizio i due sacerdoti vibonesi, don Nicola De Luca, reggente della chiesa del Santissimo Rosario di Tropea e don Graziano Maccarone, suo segretario particolare. La Curia, che si era schierata in difesa dei sacerdoti indagati nell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro, a seguito alle precisazioni del procuratore Gratteri, ha indietreggiato ed espresso l’intenzione di collaborare con gli inquirenti.

“In merito all’inchiesta penale che vede coinvolti due suoi sacerdoti la Diocesi di Mileto- Nicotera-Tropea ed il suo Vescovo, nel rinnovare tutta la stima alla Procura della Repubblica ed alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, dichiara di avere sempre nutrito, e di continuare a nutrire, la più piena fiducia nell’operato della Magistratura, con cui intende collaborare, confidando serenamente nell’accertamento della verità dei fatti e di eventuali responsabilità personali nelle sedi a ciò deputate”. È quanto reso noto in un comunicato dalla cancelleria vescovile.

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