Lande desolate, i legali di Oliverio “restituita l’immagine di politico probo e onesto”

Con una nota gli avvocati Armando Veneto e Vincenzo Belvedere commentano le motivazioni della Cassazione “l’onestà del governatore non poteva essere messa in dubbio da indagini che hanno alla base un distorto e parzialissimo ascolto di intercettazioni telefoniche, malamente interpretate”
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CATANZARO  – “La Cassazione ha restituito al Presidente della Regione, Gerardo Mario Oliverio, il tratto di politico probo ed onesto da tutti conosciuto e che non poteva esser messo in dubbio da indagini che hanno alla base un distorto e parzialissimo ascolto di intercettazioni telefoniche, malamente interpretate”. E’ quanto sostengono, in una nota, gli avvocati del governatore della Calabria, Armando Veneto e Vincenzo Belvedere nel commentare le motivazioni scritte dai giudici della Corte di Cassazione.

“La Suprema Corte di Cassazione – scrivono i legali – nella vicenda “Lande desolate”, che ha visto applicata una misura gravemente ingiusta nei confronti del Presidente della Regione Calabria, On. Gerardo Mario Oliverio, inizia il suo articolato provvedimento con termini tranchant: Il ricorso è fondato sia con riferimento alle censure che attengono alla gravità indiziaria e sia con riguardo a quelle che investono la valutazione delle esigenze cautelari! A pagina 7 dà il preclaro segnale di aver capito cosa sia stato, nella tristissima vicenda che occupa, il “Chiaro pregiudizio accusatorio”. Magistrati che hanno gli anni di esperienza massimi e l’autorevolezza che viene loro da un ruolo al quale accedono soltanto i preparati ed i migliori, stigmatizzano – si sottolinea – con parole forti ed eloquenti, i pesanti errori dell’impostazione accusatoria“.

Oliverio ignaro delle vicende sul gruppo Barbieri

Raramente – continua la nota- si è letto in un provvedimento di Cassazione di “Chiaro pregiudizio accusatorio”, che discende da una analisi approfondita delle intercettazioni telefoniche tra altri soggetti, la quale patentemente dimostra come il presidente fosse ignaro di vicende che a qualsivoglia titolo riguardassero il Gruppo Barbieri. L’autorevole provvedimento ha stracciato il lacerto indiziario, stigmatizzando “L’acritica unilateralità della lettura di tale vicenda”! Occupandosi funditus della gravità indiziaria, ha tarpato le ali anche al cambio in corsa di rotta dell’impostazione accusatoria, che, resasi conto della bocciatura solenne da parte della Suprema Corte, senza aspettarne doverosamente le motivazioni, per apprendere quell’alto e ben diverso punto di vista, ha notificato un improbabilissimo avviso di conclusione delle indagini preliminari“.

Per i due legali, infine, “la battaglia di legalità condotta ha, per altro verso, dimostrato quanto siano ingiusti e devastanti gli interventi sulla politica, quando sono condotti con “pregiudizio” ed “acriticità”.