Benzina aumenti

In Calabria la benzina più cara d’Italia. Le 10 regole per risparmiare

Previsti rincari in tutti i settori dell’economia calabrese. I consigli per combattere il caro benzina dai fari spenti all’acquisto di prodotti a chilometro zero

 

COSENZA – La Calabria è sul podio. Siamo preceduti soltanto dalla Liguria e dal Trentino. “Un triste primato, ovvero quello tra le regioni dove la benzina costa di più. Ben trenta centesimi al litro sopra la media nazionale. Se siamo costretti a spendere di più per fare il pieno, bisognerà ridurre le spese su altro, ma questa impennata del costo dell’oro nero, produrrà inevitabilmente un effetto a catena sui prezzi al dettaglio, determinando rincari in tutti i settori, a partire da quello alimentare.

 

 

Infatti questa inarrestabile corsa del prezzo dei carburanti – si legge in una nota diffusa dal Codacons – si farà sentire sul bilancio delle famiglie calabresi, visto che porterà ad un rincaro generalizzato dei prezzi al dettaglio e, per quanto attiene i generi alimentari produrrà un aumento dei prezzi pari al 3%. Praticamente un aumento annuo di 70 euro per ogni nucleo familiare. Sul prezzo dei beni, infatti, andranno a pesare le maggiori spese per il trasporto dai luoghi di produzione a quelli di vendita. I costi della logistica, infatti, incidono fino ad un terzo, ad esempio, per quanto riguarda i prodotto ortofrutticoli. Ma anche la carne, i latticini, i surgelati e tutti quei prodotti che ogni giorno viaggiano su strada per raggiungere le nostre tavole. E a rischio sono, ovviamente, anche i listini praticati in bar e ristoranti.

 

Le inutili accise

A fronte di questa vera e propria emergenza, il Codacons invita il governo ad eliminare le accise, ovvero quelle tasse che hanno come unico scopo di utilizzare gli automobilisti come un bancomat. A tal proposito ricordiamo che tra le imposte indirette sul carburante figura ancora il finanziamento per la guerra di Etiopia del 1935, e più in generale tra tutte le accise paghiamo ben 73 centesimi di euro per ogni litro di benzina e 62 centesimi per il gasolio a cui va aggiunta l’Iva del 22%. In totale quasi 1 euro a litro per la verde e 0,75 per il diesel. Una follia.

 

Mangia calabrese

In attesa della riduzione delle accise, il Codacons invita i calabresi a scegliere prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole. Consumare i prodotti della nostra terra e di stagione – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – senza subire i condizionamenti della grande distribuzione nonché preferire la spesa direttamente dal produttore, può aiutarci non solo valorizzare la ricchezza culturale e favorire le micro-economie locali, ma anche a far quadrare il bilancio familiare. Infatti se scegliamo i prodotti a “chilometro zero” possiamo sperare di portare sulle nostre tavole prodotti più freschi ed abbattere i costi di trasporto.

 

DECALOGO PER RISPARMIARE BENZINA

Ovviamente per cercare di far quadrare i bilanci familiari s’impone la necessità di autoridurre i consumi di carburante. Per cui, fermo restando il consiglio di non utilizzare la vettura tutte le volte che è possibile e ricordando che tale “rinuncia” comporta benefici sia alla salute che all’ambiente, il Codacons ha stilato un decalogo per evitare di mandare in “fumo” i nostri soldi”.

 

1. Piede (o mano) pesante ? No, grazie

Andare a tutto gas non conviene. Oltre al pericolo di incidenti e multe, si consuma più benzina, specie in città. Se siamo nervosi o in ritardo, facciamo un respiro profondo e pensiamo ai soldi risparmiati.

 

2. Guida morbida

Ossia, non tirare le marce, accelerare senza strappi, non superare mai i 3mila-3500 giri del motore, cercare di viaggiare a velocità costante, non frenare bruscamente e rallentare scalando le marce (ad esempio prima di affrontare una curva). E’ evidente che se acceleriamo per poi frenare bruscamente subito dopo, abbiamo solo sprecato benzina.

 

3. Luci

Accendere i fari fa consumare più benzina. L’allora ministro Lunardi, infatti, ci costrinse a farlo. Spegniamoli, però, nelle strade urbane. Anche l’uso inutile del condizionatore richiede consistenti quote di potenza. Spegnendolo si può risparmiare fino al 10%.

 

4. Benzinai

Non entriamo nel primo distributore. Anche se le differenze tra una compagnia e l’altra sembrano minime, in realtà se prendiamo l’abitudine di andare sempre dove si risparmia, alla fine dell’anno la cifra accantonata sarà considerevole. Ricordiamo, inoltre che nei distributori che non appartengono al circuito dei grandi marchi, cioè le cosiddette “pompe bianche”, è possibile risparmiare 10 centesimi al litro ed anche di più.

 

5. Pressione delle gomme

Gonfiamo le gomme in modo corretto. Non è solo per la sicurezza. Ogni 0,2 bar di differenza rispetto alla giusta pressione, i consumi aumentano dell’1-2 %.

6. Efficienza del veicolo

Manteniamo il veicolo in perfetta efficienza, curando in particolare la pulizia e la taratura del carburatore, la pulizia del filtro d’aria e delle candele.

 

7. Usiamo l’auto solo se necessario

Siamo abituati a prendere l’auto anche per fare soltanto un chilometro, salvo poi impiegare 20 minuti per trovare un posteggio. Ne vale la pena?

 

8. No al bagagliaio

Alcuni tengono il bagagliaio durante tutta la vacanza per evitare di doverlo rimontare. In questo modo peggiora l’aerodinamica del veicolo. Non carichiamo l’auto, poi, con pesi inutili. Spesso il portabagagli diventa una cantina e, tanto più l’auto è pesante tanto più consuma.

 

9. Marce alte

L’inserimento del rapporto superiore consente, mediamente, di risparmiare il 10 per cento del carburante.

 

10. Semafori e soste brevi

In città si può risparmiare fino al 30% del carburante se, quando si è fermi al semaforo, si spegne il motore. In più riduce l’inquinamento.

 

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