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La Calabria nell’era della Digital Revolution

Si fa un gran parlare in questi ultimi anni di rivoluzione digitale.Una trasformazione copernicana che ha messo al centro del nostro spazio quotidiano un intero mondo fatto di bit e schermi touch da cui accedere a spazi e contenuti fino a poco tempo impensabili.

 

Un cambio di paradigma enorme di cui spesso facciamo fatica a comprendere la reale portata.

Se non altro, rispetto alle applicazioni pratiche, che possono dare nuovo slancio alle economia locali e al tessuto sociale, migliorare la fruizione dei contenuti culturali può renderci più facile la vita.

La provincia di Cosenza si è dimostrata ricettiva e pronta ad affrontare le nuove sfide dell’epoca digitale. L’Università della Calabria ha creato dal 2010 il Technest, incubatore per startup innovative che fornisce assistenza, spazi di coworking, finanziamenti e supporto per progetti e neonate imprese che vogliano realizzare e sviluppare le loro idee. Lo scorso gennaio, ad esempio, negli spazi dell’ateneo ha preso vita una competizione tra otto team di aspiranti imprenditori in seno al progetto Unicalab. Vale la pena ricordare che il campus calabrese si colloca nella top ten delle università italiane. Un polo d’eccellenza dunque. All’interno dell’università troviamo infatti il Talent Garden con ambienti di coworking in cui convergono idee e persone che lavorano nel settore del digitale e delle nuove tecnologie. Una vera e propria community che lo scorso anno ha organizzato, in collaborazione con Università della Calabria e Computer Science, la Global Game Jam. L’idea è semplice: ai partecipanti viene proposto un tema ed entro 48 ore bisogna sviluppare un videogame affine. Perché l’innovazione passa anche da iniziative di questo tipo, convention capaci di attrarre migliaia di visitatori.

Gli esempi di innovazione li troviamo anche al di fuori dei luoghi deputati alla formazione che, per quanto fondamentali, per creare un know-how di massimo livello, rappresentano solo una parte della rivoluzione digitale calabrese. In piazza Bilotti, il Museo Multimediale rappresenta una realtà ormai consolidata, che ha saputo rinnovare la fruizione dei beni culturali grazie a un apparato tecnologico avanzatissimo. La recente mostra dedicata a Van Gogh e quella tutt’ora in corso, la “Da Vinci Experience”  ridefiniscono in maniera significativa i meccanismi della fruizione culturale. L’accesso ai contenuti diventa esperienza viva all’interno della quale il visitatore si immerge seguendo un suggestivo percorso tra immagini 3D e riproduzioni realistiche delle macchine leonardesche. Un accesso ai contenuti culturali impensabile fino a pochi anni fa.

 

Questi esempi ci fanno comprendere quanto il mondo digitale sia complesso e affascinante, in cui convergono applicazioni diverse, che vanno dalla cultura all’intrattenimento, dal turismo al mondo del gaming.

 

Il digitale è infatti stato in grado di ridefinire il viaggio secondo una modalità esperienziale, compiuta grazie all’ausilio di app per mobile innovative e coinvolgenti. È il caso ad esempio dell’app calabrese Sensappzionale che, grazie a un sistema di geolocalizzazione, suggerisce agli utenti gli itinerari più vicini a loro. Vista, olfatto, udito e così via entrano in gioco come risorse per la nostra ricerca sul territorio. Un panorama da ammirare, un piatto da assaggiare, un concerto da ascoltare. L’app prevede anche l’aiuto di una community di local che possono suggerire esperienze o accompagnare i visitatori alla scoperta di luoghi caratteristici al di fuori dei classici itinerari turistici.

 

Il concetto di esperienza e di coinvolgimento dell’utente trova applicazioni innovative anche nel campo del gioco, là dove il mondo del gaming è sempre più declinato secondo una modalità digitale. Piattaforme come Unibet Italia si sono affermate su un mercato estremamente competitivo come quello ludico, proprio grazie a proposte innovative capaci di coinvolgere gli utenti con l’ausilio di tecnologie estremamente avanzate. Le proposte di gioco dal vivo come il casinò live di Unibet ad esempio, così come un’offerta ricca di contenuti videoludici e l’accessibilità da smartphone e tablet, hanno reso l’esperienza digitale molto più soddisfacente, appagante e rapida.

 

Risorse come queste possono fare la differenza tra il fallimento o il successo di un’idea. Se poi dietro a quest’idea c’è un team come quello della calabrese GIPStech, allora un’app può diventare un successo capace di attirare l’interesse di una multinazionale della tecnologia come NTT Data,

il cui fatturato nel 2017 ha superato i 16miliardi di dollari. Il sistema di geolocalizzazione realizzato dalla GIPStech consente infatti di orientarsi all’interno di luoghi chiusi come stazioni o aeroporti; l’azienda due anni fa ha ottenuto un premio per la miglior tecnologia di posizionamento indoor.

La Calabria digitale tiene il passo e in molti casi sembra anticipare le più innovative applicazioni della Digital Revolution.