Sanità in Calabria, il CDM approva all’unanimità il decreto speciale. Durerà 18 mesi

Via libera al DL speciale sulla sanità calabrese. Grillo “In Calabria situazione unica in Italia. Dopo 12 mesi la regione potrà nominare nuovi manager”. E Conte annuncia lo sblocco di 100-120 milioni di euro per il porto di Gioia Tauro

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REGGIO CALABRIA – Il Consiglio dei Ministri straordinario che si sta tenendo a Reggio Calabria ha approvato all’unanimità il Decreto Legge speciale sulla sanità calabrese che sarà illustrato dal Ministro della salute Giulia Grillo che sul DL ha commentato “Ringrazio tutti i colleghi di governo per aver accolto con favore questa
iniziativa, che ha portato all’approvazione di questo fondamentale decreto-legge che contiene misure straordinarie, ancorché limitate nel tempo, per dare finalmente una svolta alla sanità calabreseSiamo nell’alveo della decretazione d’urgenza per rispondere a una situazione oggettivamente emergenziale determinata da due parametri fondamentali che riguardano la sanità calabrese: il disavanzo di gestione, arrivato a 168 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2018, e il punteggio Lea del 2017, fermo a 136, molto al di sotto del limite minimo di 160 per soddisfare i Livelli Essenziali di Assistenza“.

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Grillo “decreto unico nel suo genere, durerà 18 mesi”

In conferenza stampa la Grillo ha sottolineando come “il decreto sulla sanità calabrese avrà una durata limitata di 18 mesi e solo dopo il dodicesimo mese la Regione potrà iniziare ad avviare le procedure di nomina di nuovi manager. E un decreto unico nel suo genere, è un decreto speciale che risponde a una situazione emergenziale quindi siamo proprio nell’alveo della decretazione d’urgenza e lo dico per spegnere quelle voci che parlavano della possibilità di attuare questa modalità in altre regioni. Quindi una situazione eccezionale per entrambi questi parametri che arriva dopo 10 anni di commissariamento, piano di rientro prima e commissariamento poi, che dura dal 2009 quindi evidentemente tale per cui gli strumenti normativi ordinari non sono sufficienti per rimuovere le cause e gli ostacoli che non consentono alla sanità calabrese di riemergere.

La mano della criminalità

“Non solo disavanzo e indice Lea, ma anche la criminalità all’interno della sanità. Questi due dati – ha spiegato Grillo – si uniscono a un terzo elemento emergenziale, anche se cronicizzato in parte, relativo alla infiltrazione della criminalità organizzata in quelle strutture sanitarie della Calabria, di cui non ultima l’episodio relativo(Asp di Reggio Calabria) che ha portato a un nuovo commissariamento della stessa. Questi tre fattori insieme mi hanno indotto nella decisione di incidere sulla situazione attuale attraverso la decretazione d’urgenza che sostanzialmente dà ai commissari governativi già nominati, il commissario generale Cotticelli e il subcommissario Schael , di lavorare con qualche arma in più per aiutare la sanità calabrese. Voglio inoltre ringraziare – ha conclusola Grillo – i medici, gli infermieri, tutti gli operatori sanitari e sociosanitari e il personale amministrativo che quotidianamente si impegnano in modo encomiabile nonostante le difficoltà. La
Calabria non è solo dei calabresi, ma di tutti gli italiani. Non c’è salute senza legalità”

 

Deficit e ‘ndrangheta schiacciano la sanità calabrese

E’ la ‘ndrangheta il convitato di pietra della sanità calabrese, schiacciata dal deficit. E l’azienda sanitaria di Reggio Calabria rappresenta il punto più dolente del malessere del settore. Dal 7 marzo scorso l’Asp reggina è commissariata, per la seconda volta nella sua storia, per infiltrazioni mafiose. Cinque volte il governo ha deciso il commissariamento di un’azienda sanitaria calabrese per infiltrazioni mafiose. Due volte l’onta della gestione straordinaria ha macchiato l’ormai disciolta Asl di Locri, altrettante l’Asp di Reggio Calabria ed una volta quella di Vibo Valentia. Era il 1989 quando l’allora Asl 9 di Locri subì per la prima volta lo scioglimento degli organismi di gestione, per essere nuovamente commissariata nell’aprile 2006, pochi mesi dopo l’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, medico in servizio proprio nell’ospedale della cittadina calabrese.  Il primo commissariamento per infiltrazioni mafiose della neonata Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria è del 2008.

L’azienda era ancora monca perché l’Asl di Locri, già commissariata, non era stata interessata dall’accorpamento deciso dal Consiglio regionale nel maggio 2007, che riguardò le sole aziende sanitarie del capoluogo e di Palmi. Il Consiglio dei ministri, in base alla relazione dell’allora ministro dell’Interno, Giuliano Amato, sciolse gli organismi di gestione dell’Asp reggina per “accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”.  Il secondo commissariamento è invece cronaca recente: “all’esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata nell’amministrazione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria”, si legge nel decreto del presidente della Repubblica dell’11 marzo scorso. Ma non è questa l’ultima tegola abbattutasi sull’ente. C’è una nuova inchiesta giudiziaria e coinvolge anche l’ex commissario della sanità calabrese, Massimo Scura. La notizia (si fa per dire) è del 10 aprile scorso. L’ex commissario deve rispondere con altre 18 persone di abuso d’ufficio. Le contestazioni della procura di Locri riguardano l’affidamento dei servizi di lavanderia dei presidi dell’ex azienda sanitaria 9 di Locri e dell’ex Aias di Stignano, prorogati, secondo il sostituto procuratore Ezio Arcadi, titolare dell’inchiesta, illegittimamente.

 

Sblocco di fondi per il porto di Gioia Tauro

Il Premier Conte ha poi annunciato di aver sbloccato i fondi da destinare al porto di Gioia Tauro “siamo riusciti a sbloccare 100-120 milioni per il Porto di Gioia Tauro cosa che avrà ricadute positive a livello economico per tutta la Regione. Siamo qui in territorio aihmè sovente dimenticato per testimoniare la vicinanza del Governo. E’ un CDM che non ha solo un valore simbolico ma anche concreto, con delle misure che aiuteranno a trovare delle soluzioni per questo territorio. I problemi della Calabria sono tanti, come ho potuto constatare anche con i cittadini e i manifestanti. Siamo qui per dare delle risposte a cominciare dalla sanità e dal decreto voluto dal ministro Grillo che ringrazio“. Via libera del CDM anche al decreto legge sblocca cantieri.