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Reddito di cittadinanza

Reddito di Cittadinanza, 4 province calabresi nella top ten. A Cosenza 28.000 richieste

Dal 27 aprile il via alle prime erogazioni. In Calabria presentate oltre 149mile domande. Guida la provincia di Crotone con oltre 42.000 richieste, seguita da Cosenza con poco più di 28.000. Ma sono 4 le province calabresi nella top ten

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COSENZA – Ci siamo: il 27 aprile verranno recapitate e ricaricate le prime 480mila carte ai beneficiari del reddito di cittadinanza che sono state accettate e pronte al pagamento. E’ il presidente designato dell’Inps, Pasquale Tridico, a fare il punto della situazione sulla misura al sostentamento economico introdotto dal Governo “Al 12 aprile scorso – ha spiegato Tridico – le domande presentate per il Reddito di cittadinanza sono state 806.878, delle quali 640 mila lavorate dall’Istituto di previdenza sociale. Per quanto riguarda l’’importo mediofinora si stima una media di 520 euro per famiglia, con un massimo di 1.380 euro mensili. Per ciò che concerne le domande presentate, circa il 75% (ovvero tre domande su quattro), hanno ricevuto l’ok superando tutti i requisiti richiesti. Ma almeno altre 200.000 domande saranno esaminate nei prossimi giorni”.  L’Inps, però, non fornisce la distinzione tra domande di reddito e quelle per la pensione di cittadinanza.

5 province calabresi nelle prime 10 d’Italia

Nella top-ten delle province italiane dove sono state presentate più domande troviamo ben 4 calabresi. Nella nostra regione al momento sono state presentate 149.195 domande. Al primo posto troviamo la provincia di Crotone con 42.043 domande presentate ogni mille abitanti. Al secondo posto c’è quella di Cosenza dove sono state presentate 28.059 domande. Catanzaro si piazza al quarto posto con 28.014 domande, mentre Reggio Calabria è quinta con 27.041 domande. A Vibo Valentia, infine, sono state presentate 24.038 domande.

 

Reddito di cittadinanza

Ancora in alto mare invece la figura del navigator, la figura che dovrà accompagnare il percettore del Reddito alla ricerca di nuova occupazione. Questo perché ancora una volta è saltato l’accordo tra il governo e le regioni. I ritardi sono dovuti principalmente alle “incomprensioni” circa i compiti ed il ruolo dei 3.000 tutor. L’approvazione era attesa nella Conferenza Stato-Regioni dello scorso 10 aprile, rimandata probabilmente alla fine di questa settimana per il via libera definitivo del documento.