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Ambiente, turismo e tecnologia: il progetto di Occhiuto per la nuova Calabria

Dal rispetto per l’ambiente alle energie alternative, passando per il Turismo, i centri storici e l’utilizzo dei fondi comunitari. E’ il progetto di Mario Occhiuto per la Calabria presentato oggi a Lamezia Terme. 

 

LAMEZIA TERME – Sono nove le liste a sostegno della candidatura Forza Italia, Udc, Nuovo Cdu, Mario Occhiuto Presidente, Officine del Sud, Calabria Creativa, Rinasci Calabria, Con Senso Civico, Lista Civica prof. Nisticò. Tutti a supporto dei progetti e degli intendimenti del candidato alle regionali per il centrodestra e sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che nel suo intervento di oggi a Lamezia Terme, davanti a centinaia di persone, ha sottolineato i punti cardine del suo programma.

Si parte dalle buone pratiche locali e rispetto per le risorse ambientali, ciclo delle acque ed energie rinnovabili, dissesto idrogeologico e patrimonio forestale:  “La “svolta buona” non può non essere che una svolta etica che privilegi le risorse ambientali di questa regione. “Se penso ad una svolta ecologica è chiaro che penso ad una svolta positiva”. E’ necessaria secondo Occhiuto una rigenerazione sociale nelle città che “devono diventare laboratori di rigenerazione sociale. La questione urbana è ormai diventata un insidioso sistema di modernità post-ideologica dove è in gioco il futuro della sfida della sostenibilità. Il livello della sfida è cresciuto. La città genera clima sociale, genera fiducia o sfiducia, percezione di sicurezza o di insicurezza”.

“È su questo software urbano che dobbiamo costruire la rigenerazione attraverso la condivisione di buone pratiche, attraverso investimenti sulla reputation, divenire destinazione, essere riconosciuti da una domanda nazionale ed internazionale come meta possibile, come attrattori di vivibilità e qualità della vita. È una sensibilità, questa che vi offro, che trova origine nell’esperienza dell’azione di governo come sindaco di Cosenza dove, pur lavorando fra mille difficoltà, abbiamo dimostrato che i Comuni svolgono un ruolo essenziale per promuovere il cambiamento.  Non esistono Comuni brutti o belli, città brutte o belle. Esistono territori che possono migliorare con progetti. Basta governare il territorio”.

“Strade e piazze si trasformano in luoghi d’incontro e di relazioni fra tutte le generazioni, si realizzano centri pedonali e parchi urbani, sistemi di mobilità sostenibile, musei con opere d’arte diffuse e godibili da tutti, e la città diventa una realtà urbana non più semplicemente attraversata ma vissuta, a cominciare dai bambini e dalle persone più anziane. Nelle città sempre più disgregate a causa dell’incontrollata crescita degli ultimi decenni, la riqualificazione e la rigenerazione delle aree urbane, a cominciare dalle periferie, deve essere un obiettivo fondamentale per dare una svolta ad una situazione di degrado edilizio ed ambientale per l’assenza di spazi pubblici di qualità, il consumo del suolo arrivato al livello di guardia, il costo energetico non più in grado di sopportare gli attuali enormi consumi e sprechi”.

“Occorre sostenere – ha dichiarato Occhiuto – e diffondere le buone pratiche presenti in tante amministrazioni locali e valorizzare tutto ciò che di positivo si riesce a costruire nei comuni, perché la loro attività ed i risultati che si riescono a raggiungere sono decisivi per cambiare il volto dell’intera Calabria a cominciare dal rispetto delle nostre risorse naturali”.

“Il mare, la principale risorsa turistica della Calabria”

“Una risorsa che viene gestita male – prosegue Occhiuto – non riuscendo ad evitare un inquinamento che ogni anno si ripresenta puntualmente. La principale fonte di inquinamento dei mari è costituita dai corsi d’acqua, che vi convogliano di tutto: acque fognarie non depurate, o mal depurate, e rifiuti di ogni genere. Inoltre c’è il problema degli scarichi fognari fuori legge, lungo le coste. Il problema si risolve agendo su due fronti:

– l’efficientamento ed il potenziamento degli impianti di depurazione;
– un’attività di monitoraggio sistematica dello scarico dei depuratori, dello sbocco in mare dei corsi d’acqua, degli scarichi fognari di edifici situati lungo le coste, delle spiagge.

“Per queste attività la Regione, coadiuvata dall’Arpacal e dal gestore del Sistema idrico integrato, deve supportare i Comuni nelle funzioni di loro competenza, e deve essere la prima a vigilare e a mettere in campo contromisure adeguate con sufficiente anticipo sull’inizio della stagione turistica”.

 Il Ciclo delle acque

Analogo ragionamento vale per il ciclo delle acque, ha detto Occhiuto: “Alla Regione spetta la pianificazione e la gestione dell’intero ciclo integrato delle acque, dall’attingimento alle sorgenti fino alla depurazione dei reflui e al controllo dei corpi idrici. Una gestione razionale e sostenibile della risorsa idrica è il presupposto indispensabile per garantire al nostro territorio una buona qualità della vita. Ma ciò richiede il superamento dell’attuale frammentazione di competenze e il raggiungimento della sostenibilità economica della gestione”.

Le energie alternative

Sfruttare le risorse che in Calabria abbiamo è uno degli obiettivi di Occhiuto: “oltre al sole, altre due forme di energia rinnovabile che sono l’energia idroelettrica e l’energia da biomasse legnose. L’energia da biomasse, se gestita razionalmente in base ad una seria pianificazione regionale, rappresenta un’importante risorsa per la Calabria. Utilizzando biomasse da boschi, da residui agricoli, da potature, da coltivazioni dedicate si possono recuperare risorse attualmente disperse e mettere in produzione terreni attualmente inutilizzati o poco utilizzati. E questo creando posti di lavoro e utilizzando materie prime locali”.

Poi passa a snocciolare numeri: “la Calabria ha esportato circa 800 milioni di euro (quasi un miliardo) di energia. Purtroppo di questo fatturato alla Calabria non resta nulla perché gli impianti sono di proprietà di società extraregionali. Emblematico il caso di A2A controllata dai Comuni di Milano, Brescia e Como e che detiene le concessioni su quasi la totalità del parco idroelettrico calabrese . Vogliamo porci il problema di iniziare a pensare ad una società di produzione calabrese magari diversificando anche sul geotermico? Sono questi i temi che dobbiamo porre nel dibattito politico”.

Il dissesto ed il rischio  idrogeologico: la Regione deve dare l’esempio

“Una notevole parte del territorio calabrese è soggetto a rischi di tipo idrogeologico – sottolinea Occhiuto – ed il motore di ogni fenomeno franoso o alluvionale è sempre la pioggia, e più precisamente il suo deflusso disordinato e malamente gestito. A cominciare dai fossi e dai canali di scolo, che in larga parte sono stati eliminati o non vengono sottoposti a manutenzione periodica. E’ necessario istituire e tenere aggiornato un Catasto dei fossi di scolo, sulla base dei dati catastali esistenti identificando proprietà e responsabilità. A valle della prima rete di raccolta ci sono i corsi d’acqua, la cui manutenzione è troppo spesso trascurata, anche a causa di rimpalli di competenze tra enti. La Regione deve dare l’esempio sui corsi d’acqua di propria competenza e vigilare, con le proprie strutture dedicate, affinché i Comuni facciano la loro parte, come previsto dalla legge.

Il patrimonio forestale della Calabria, tra i più importanti d’Europa

“Per ampiezza e varietà di specie, il patrimonio forestale della regione costituisce un’immensa ricchezza per l’ambiente, per l’economia e per l’equilibrio del territorio. Tuttavia – continua Occhiuto – ogni anno assistiamo all’incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovuto a cause dolose, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi. Nella lotta contro il fuoco, riveste grande importanza l’attività di previsione e prevenzione della Regione.

Le risorse turistiche: partiamo dai centri storici

Dopo aver focalizzato l’attenzione sull’ambiente il candidato Occhiuto passa ad uno dei temi che affligge la Calabria, ovvero quello dei centri storici “spesso in condizioni di spopolamento e di degrado, che rappresentano un patrimonio di inestimabile valore. Occorre perciò varare norme che favoriscano, magari incentivandolo, l’intervento privato di manutenzione e di restauro e, laddove necessario, dell’intervento pubblico sostitutivo”.

“Connessa ai Centri Storici è il varo di una nuova normativa urbanistica regionale, leggera nella forma, ma pesante nella sostanza, che assegni al Comune le competenze di pianificazione urbanistica e di soggetto primario titolare delle funzioni di governo del territorio. Con l’istituzione delle commissioni locali per il paesaggio è possibile prevedere una nuova delega ai Comuni in materia di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, nel rispetto delle prerogative attribuite alle Soprintendenza.  Assegnando in parallelo alla Provincia il ruolo di l’Autorità Competente per la VAS per consentire un più rapido, efficace ed organico esame degli strumenti urbanistici e territoriali dei Comuni”.

La gestione del ciclo rifiuti e la valorizzazione della differenziata

“Un vero ed efficace sistema integrato di gestione dei rifiuti solidi urbani nella Regione Calabria – ha spiegato Occhiuto – può trasformare il problema in opportunità, realizzando un ambiente più sano e pulito, con minori costi per i cittadini ed i Comuni ed anche con la possibilità di realizzare imprese nel settore. Nessun piano regionale è stato mai approvato e realizzato. Siamo in una situazione di estrema precarietà per la quasi totale assenza di impianti di trattamento e valorizzazione dei rifiuti differenziati”.

LE RISORSE FINANZIARIE