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Sanità in Calabria, ecco la bozza del decreto voluto dalla Grillo: i provvedimenti

I contenuti della bozza di decreto su ‘Disposizioni speciali per il rafforzamento della gestione commissariale del Servizio sanitario della Regione Calabria’ annunciato dal ministro della Salute Giulia Grillo:  “Il cambiamento vero, si misura anche tramite azioni inedite”

 

ROMA – “Lo Stato prende in mano la situazione con poteri straordinari, ma limitati nel tempo, perchè ciò porti davvero ad una soluzione per i cittadini calabresi. Il cambiamento vero si misura anche tramite azioni inedite“. Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, commenta la bozza di decreto denominata ‘Disposizioni speciali per il rafforzamento della gestione commissariale del Servizio sanitario della Regione Calabria’, che l’Ansa ha potuto visionare mentre proprio ieri l’ultimo botta e risposta tra il ministro e il governatore Oliverio sulla gestione della sanità calabrese.

Siamo stati i primi a prendere un provvedimento, la situazione è di emergenza. Lo abbiamo promesso qualche giorno fa ed il presidente del Consiglio Conte – ha dichiarato il ministro – ha anche proposto un Consiglio dei ministri in Calabria”. Il provvedimento, sarà all’esame del Consiglio dei ministri che si terrà in Calabria, probabilmente la prossima settimana.

I DETTAGLI DEL DECRETO

Emergono i primi dettagli sulla bozza del decreto deciso dal ministro Giulia Grillo per tentare di arginare la situazione di emergenza della sanità regionale rilevata nella sua ultima visita in Calabria a marzo. Il primo punto è quello della verifica straordinaria sui Direttori Generali degli enti del Servizio sanitario regionale ogni sei mesi da parte del commissario ad acta con la possibilità, in caso di esito negativo, di dichiarare “l’immediata decadenza, nonché la risoluzione del contratto, del direttore generale valutato negativamente”.

Nella Regione Calabria, si legge nella bozza, si applicano le speciali disposizioni “per diciotto mesi dalla data della sua entrata in vigore”. L’articolo 2 stabilisce che il commissario ad acta, ogni sei mesi, “è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie”.

IL RUOLO DEL COMMISSARIO

Il Commissario ad acta, “previa contestazione, provvede motivatamente entro 15 giorni dall’avvio del procedimento, a dichiarare l’immediata decadenza, nonché la risoluzione del contratto del direttore generale valutato negativamente“. In caso di verifica negativa del direttore generale, il Commissario ad acta “nomina un Commissario straordinario, scelto fra soggetti di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale. I Commissari straordinari restano in carica fino alla nomina dei direttori generali individuati”.

L’articolo 5 ‘Dissesto finanziario degli enti del Servizio sanitario regionale‘ stabilisce inoltre che entro 60  giorni dall’insediamento del Commissario straordinario, questi, “anche avvalendosi del supporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nonché del Corpo della Guardia di finanza, effettua una verifica generale sulla gestione dell’ente. Laddove emergano gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci, ovvero una manifesta e reiterata incapacità nella gestione del contenzioso o comprovate disfunzioni nell’erogazione dei servizi sanitari, il Commissario straordinario propone al Commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell’ente”.

E’ data inoltre facoltà al Commissario ad acta di nominare un unico Commissario straordinario per uno o più enti del servizio sanitario regionale. Il decreto stabilisce inoltre i compensi previsti per i commissari straordinari che non dovranno essere “superiori alla somma di euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione, che si aggiunge alla retribuzione spettante stabilita dalla normativa regionale per i direttori generali dei rispettivi Enti del Servizio Sanitario della regione Calabria”. In ogni caso, “entro sei mesi dalla nomina di ciascun Commissario straordinario, il Commissario ad acta provvede alla verifica delle attività poste in essere” e “in caso di esito negativo della verifica – si stabilisce nel provvedimento – il Commissario ad acta dispone la decadenza immediata dall’incarico e provvede alla nomina di altro Commissario straordinario in possesso dei requisiti”.

GLI APPALTI INSIEME ALL’ANAC

Una regolamentazione stretta e con il coinvolgimento anche dell‘Autorità nazionale anticorruzione (Anac) riguarda anche appalti, servizi e forniture per gli Enti del Servizio sanitario della Regione Calabria. Gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria, si legge all’articolo 6,si avvalgono esclusivamente di Consip S.p.A. o, previa convenzione, di centrali di committenza di altre Regioni per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, strumentali all’esercizio delle proprie funzioni”.

PIANO STRAORDINARIO DI EDILIZIA SANITARIA

Inoltre, “al fine di assicurare la coerenza e la fattibilità degli interventi individuati dagli atti di programmazione previsti dalla legislazione vigente, il Commissario ad acta predispone un Piano straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della regione Calabria, con valenza triennale. Il Piano è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze, della salute, delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro e delle Politiche sociali”. L’articolo 9 della bozza di decreto prevede inoltre ‘ulteriori disposizioni in tema di collaborazione e supporto delle Forze dell’ordine’ e stabilisce che “il contingente di Carabinieri per la tutela della salute attualmente presente in Calabria è incrementato di 40 unità, di cui 32 del ruolo ispettori, 4 del ruolo sovrintendenti e 4 del ruolo appuntati e carabinieri”.

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AZIENDE SANITARIE SCIOLTE PER MAFIA

La bozza di decreto contempla anche la situazione relativa alle Aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni mafiose in base. E’ il caso più recente riguarda l’Asp di Reggio Calabria. In tali casi – si legge nel testo – la Commissione straordinaria per la gestione dell’ente, fermi restando i compiti e le prerogative ad essa assegnati dalla legislazione vigente, concorre all’attuazione degli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario, nonché a quelli dei piani di riqualificazione dei servizi sanitari. A tal fine, assicura la coerenza della propria gestione ai relativi programmi operativi. La Commissione straordinaria si avvale, in via temporanea, di personale amministrativo o tecnico di amministrazioni o enti pubblici, acquisito, anche in deroga alle disposizioni vigenti, in posizione di comando o di distacco, e scelto dal Commissario ad acta, d’intesa con il prefetto competente per territorio.

NUOVI ATTI AZIENDALI DAI COMMISSARI

Entro nove mesi dalla nomina il commissario straordinario, anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge, adotta un nuovo atto aziendale, di cui all’articolo 3, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, anche al fine di ridefinire le procedure di controllo interno”. Per il conferimento dei nuovi incarichi – si legge testo del decreto – il commissario straordinario nomina una commissione composta da tre membri, scelti fra direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell’incarico da conferire. In via continuativa e, in sede di prima applicazione in ogni caso, entro sei mesi dalla nomina di ciascun Commissario straordinario, il commissario ad acta provvede alla verifica delle attività da quello poste in essere in relazione alla coerenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi di attuazione del piano di rientro”.