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San Ferdinando, 4 morti in un anno e tragedie senza fine. Salvini “sono addolorato”

Baraccopoli di San Ferdinando smantellata, ma si continua a morire bruciati. E’ successo nuovamente stanotte nella tendopoli gestita dalla Caritas. Salvini “se fosse successo nella baraccopoli abusiva il bilancio poteva essere ben più pesante”

 

SAN FERDINANDO (RC) – Con la morte di Sylla Nuomo, 32enne di origine senegalesi, ritrovato carbonizzato questa notte nella nuova tendopoli allestita a San Ferdinando, e gestita dalla Caritas, salgono a 4 i morti registrati in poco più di un anno, tra gli extracomunitari, in gran parte braccianti, insediati a San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro (RC). Il 27 gennaio 2018 era morta Becky Moses, vittima di un incendio doloso appiccato da un’altra donna nella vecchia baraccopoli, da poco smantellata. Il 2 dicembre dello stesso anno è toccato al diciottenne Suruwa Jaiteh, anch’egli deceduto per un incendio fra le baracche. Il 15 febbraio scorso, ancora in un rogo avvenuto nella baraccopoli, è morto il senegalese Ba Moussa. Le baracche sono state smantellate lo scorso 8 marzo. Molti degli occupanti hanno lasciato la Calabria, altri sono stati sistemati nella vicina tendopoli allestita dalla Regione Calabria, dove ora il fuoco ha mietuto la quarta vittima, che alloggiava in una tenda del nuovo accampamento.

Salvini “addolorato, bilancio poteva essere più grave”

Sul nuovo rogo avvenuto questa notte è intervenuto anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvinisiamo addolorati per la morte di una persona a San Ferdinando. Se fosse successo nella baraccopoli abusiva il bilancio poteva essere ben più pesante. Teniamo alta l’attenzione: al Comune di San Ferdinando abbiamo appena riconosciuto 350mila euro per gestire la situazione post-sgombero. L’auspicio è incrementare sempre di più controlli, legalità e assistenza per evitare sfruttamento, degrado e tragedie“.

Tendopoli attrezzata e vigilata con presidio sanitario

In un comunicato il Viminale fa rilevare che la baraccopoli abusiva e demolita nei giorni scorsi aveva ospitato fino a 3mila immigrati: contestualmente allo sgombero del 7 marzo tutti gli stranieri con permesso di soggiorno hanno avuto una sistemazione alternativa e controllata. Il rogo di questa notte si è innescato in una tenda di questa area. L’area è attrezzata con servizi igienici, presidio sanitario e vigilanza e si accede solo se minuti di badge: il rapido intervento dei soccorsi ha evitato una tragedia di dimensioni maggiori. Al 5 marzo, la presenza stimata di immigrati nella baraccopoli era di 1.592 persone. Di queste, 200 sono state trasferite negli ex Sprar e Cas, circa 460 si sono spostate volontariamente e 900 hanno trovato sistemazione nella tendopoli vigilata e attrezzata.

Sindaco Tripodi: “le tende sono ignifughe, inspiegabile”

Andrea Tripodi, sindaco di San Ferdinando, ha parlato di un’ennesima tragedia e posto un quesito “le tende erano ignifughe, non avrebbero dovuto prendere fuoco. Le forze dell’ordine e la scientifica sono al lavoro per capire cosa è successo anche se le causa non sono ancora chiare. Questa è una tendopoli gestita dalla Caritas controllata e sorvegliata per questo non mi spiego come possa essere successo un nuovo rogo su una tenda ignifuga. Speravamo di non dover più raccontare episodi come questi ma purtroppo è accaduto ancora quello che invece non doveva succedere“.