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Evasione tributi, a Reggio scoperti 1.261 evasori totali. Un buco da 5 milioni di euro

A Reggio sono emerse tasse non pagate per 5 milioni di euro. Il primo cittadino parla di un problema culturale e di assenza, negli anni, di controlli

 

REGGIO CALABRIA – Un piano per gestire i processi di accertamento e riscossione delle tasse e dei tributi comunali affidato alla “Hermes”, società in house incaricata, ha portato a scoprire come a Reggio Calabria vi siano soggetti, persone fisiche e non, che da anni non corrispondono i tributi comunali. E’ quanto é emerso durante una conferenza stampa del sindaco Giuseppe Falcomatà insieme all’ad della società “Hermes“, Giulio Tescione.

“Si tratta di un’opera – ha detto Falcomatà – che ha consentito di individuare 1.261 evasori totali, soggetti non censiti nell’anagrafe tributaria comunale. Di questi 1.146 sono persone fisiche, 114 sono persone giuridiche, per un totale di evasione pari a 4 milioni e 983 mila euro”.

“E’ la svolta di San Giuseppe, che avvia un percorso storico e unico per la nostra città. Come San Giuseppe abbiamo avuto l’approccio del buon padre di famiglia, che si assume anche la responsabilità di fare scelte impopolari. Se magari, in passato, qualcuno avesse avuto questo stesso atteggiamento, probabilmente le sacche di spreco e di evasione che stanno emergendo, sarebbero state molte di meno e questa città avrebbe avuto un numero di soggetti che pagano i tributi sicuramente superiore e sicuramente capace di garantire maggiore efficienza rispetto all’erogazione del servizio”.

“Il contrasto all’evasione – ha aggiunto Falcomatà – consente non solo di migliorare il servizio e aumentando la platea dei contribuenti, si aumentano le ‘spalle’ sulle quali distribuire il peso tributario che c’è nella nostra città. In questa città, molto spesso, i tributi non si pagano non solo per le condizioni di difficoltà economica delle persone. Non si pagano per un problema culturale. Non si pagano perché, purtroppo, storicamente, spesso, in questa città, a causa dell’assenza di controlli, a causa dell’assenza di un vero piano di contrasto all’evasione, chi non pagava era il furbo e chi pagava era fesso. È un concetto che dobbiamo ribaltare: il nostro piano all’evasione tributaria va a tutelare le persone perbene di questa città. Quelle persone che i tributi li pagano”.