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Sanità calabrese, sciolta l’ASP di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose

Nella seduta del Consiglio dei Ministri dello scorso 7 marzo deliberato il commissariamento dell’Azienda Sanitaria per sospette infiltrazioni mafiose nella gestione dell’ente affidato ora ad una commissione straordinaria

 

ROMA – Il Ministro della Salute Giulia Grillo, nella sua visita in Calabria agli ospedali di Locri e Polistena, era stata chiara: valuteremo l‘eventuale scioglimento delle Asp a rischio infiltrazioni. Nella giornata di oggi arriva il primo effetto con la chiusura dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni della ‘ndrangheta. La decisione, deliberata dal Consiglio dei ministri durante la seduta del 7 marzo, che ne ha affidato la gestione ad una Commissione straordinaria presa a seguito della proposta del prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, in base all’esito dell’accesso antimafia eseguito nei mesi scorsi.

Nel comunicato della Prefettura reggina si legge “Nelle more del perfezionamento della procedura di scioglimento, con la firma del Presidente della Repubblica, il Prefetto Michele di Bari, con proprio provvedimento, ha disposto la sospensione dell’organo di Direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale, ai sensi dell’art. 143, comma 12 del decreto legislativo 18 agosto 267, ed ha incaricato della gestione provvisoria dell’ente la Commissione straordinaria composta dal prefetto Giovanni Meloni  e dai dirigenti del ministero dell’Interno Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano