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Incendio a San Ferdinando, Salvini: “sgombereremo la baraccopoli”

E dopo il quarto rogo e la terza morte nella baraccopoli di San Ferdinando, torna alla carica il ministro Salvini: “lo avevamo promesso e lo faremo”

 

SAN FERDINANDO (RC) – Puntuale a seguito della notizia dell’incendio il commento del ministro degli Interni Matteo Salvini: “Sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando. L’avevamo promesso e lo faremo, illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa (un incendio con una vittima). Per gli extracomunitari di San Ferdinando con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto, tutti del Mali. E anche gli altri immigrati, che pure potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità”.

Oliverio: “Sono profondamente addolorato”

Così il governatore calabrese che rivolgendosi al Governo sottolinea come sia “urgente e indispensabile che assuma con determinazione un progetto di smantellamento della tendopoli e di trasferimento degli immigrati in luoghi più idonei e sicuri, nell’ambito dei programmi di integrazione sociale”.

“Come abbiamo avuto modo di sostenere in più occasioni pubbliche e negli incontri in Prefettura di Reggio Calabria – prosegue Oliverio – non è più tempo di interventi rabberciati, ma di soluzioni chiare e risolutive. Pur essendo la problematica dell’immigrazione di competenza dello Stato, la Regione Calabria non si è mai tirata indietro, ma ha investito uomini e risorse per rendere più igieniche e umane le condizioni di vita dei migranti, anche attraverso la realizzazione di una nuova tendopoli. E, tuttavia, questo non è servito al necessario processo di smantellamento, sia pure graduale, dell’inumana aggregazione di migranti all’interno dell’area industriale della Piana di Gioia Tauro. Ancora negli ultimi recenti incontri presso la Prefettura di Reggio, la Giunta regionale ha avanzato proposte concrete mettendo a disposizione risorse per incentivare soluzioni abitative civili attraverso forme di garanzia per i privati, la utilizzazione di immobili confiscati, il sostegno alle aziende agricole per la realizzazione di strutture mobili per i migranti regolari impegnati nel lavoro stagionale, per l’attuazione dei servizi di trasporto e gestione dei servizi essenziali. Ma tutto questo si può realizzare solo con un efficace coordinamento del Governo che veda la piena collaborazione dei territori, delle strutture dello stato e delle parti sociali. Non è più accettabile continuare in questa situazione. Il Governo e il Ministero degli Interni devono assumere una iniziativa concreta per mettere in atto un progetto che consenta di trovare una soluzione degna di un paese civile, ai migranti regolari di San Ferdinando. Oggi una delegazione con l’assessore Angela Robbe si recherà a San Ferdinando”.

Cgil annuncia mobilitazione ed esposto alla magistratura

“Ancora una morte annunciata a San Ferdinando. Siamo stati attaccati per mesi perché denunciavamo la violazione dei diritti umani e perché chiedevamo una sistemazione provvisoria sicura per mettere i lavoratori al riparo dalla morte”.

Sono le parole del segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato dopo la morte, la terza in un anno, avvenuta la notte scorsa nella baraccopoli di San Ferdinando a causa di in incendio. “Sul posto questa notte, come sempre – prosegue Sposato – era presente la Flai-Cgil. Questa morte, come le altre, ha precise responsabilità, politiche e istituzionali. Lunedì pomeriggio, Cgil e Flai nazionali, regionali e territoriali terranno una conferenza stampa a Gioia Tauro. In quella sede, la Cgil annuncerà una mobilitazione e la presentazione sui fatti di San Ferdinando di un esposto alla magistratura”.