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‘Ndrangheta al Nord Italia, violenze su imprenditori per ‘trasformarli’ in truffatori

Nel mirino dell’Antimafia una famiglia emigrata dalla Calabria da oltre trenta anni

 

 

VENEZIA – ‘Ndrangheta al Nord Italia. Un’operazione del Ros Carabinieri contro la ‘ndrangheta ha portato, oggi, all’esecuzione di 7 ordini di custodia cautelare e 20 perquisizioni tra le province di Verona, Venezia, Vicenza, Treviso, Ancona, Genova e Crotone. Documentata dall’Arma, per la prima volta in Veneto, l’ operatività di un gruppo criminale a connotazione mafiosa in raccordo con imprenditori locali. Il blitz, in cui è stata disarticolata la famiglia “Multari”, è l’epilogo dell’inchiesta iniziata nel 2017 dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, che ha permesso di ricostruire diversificate attività criminali, condotte con modalità mafiose da un nucleo familiare, trasferitosi nel veronese da oltre 30 anni. Le ipotesi di accusa sono estorsione, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, trasferimento fraudolento di valori, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, minaccia, tentata frode processuale, commessi con modalità mafiose. In manette è finito anche un imprenditore nautico veneziano.

 

 

“Gli arresti di oggi sono la dimostrazione che la mano della ‘ndrangheta non allenta la presa sul Veneto”. Così Francesca Rispoli, ufficio presidenza di Libera, ha commentato l’operazione odierna del Ros Carabinieri contro la ‘ndrangheta. “L’esistenza di soggetti ‘ndranghetisti – scrive Libera – era già stata evidenziata nel recente passato, con gli arresti avvenuti in Veneto nell’ambito dell’operazione ‘Aemilia’, diretta dalla Dda di Bologna. Una presenza che sta inquinando e soffocando area del Nord Est, considerato è uno dei principali motori di sviluppo del Paese. Prenderne subito coscienza significa agire in tempo”. Per Rispoli è necessario “attivare immediatamente quegli anticorpi sociali e culturali di cui questa terra è certamente capace”. Seconda la recente ricerca di Libera in Veneto su un campione di 939 questionari “per quasi la metà dei rispondenti veneti (45,3%) la presenza della mafia nella propria zona è marginale. E per questo motivo Libera ha scelto Padova come piazza principale del prossimo 21 marzo la XXIV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Libera ha scelto Padova – conclude – per stare vicino a chi, nel Nordest, non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere, ma per valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate in quella terra difficile ma generosa per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone”.