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Pensioni “Quota 100”, già 1.000 le domande dalla Calabria. Ecco i dati delle Province

In poco più di una settimana presentate all’INPS oltre 27.000 richieste di pensione anticipata. In Calabria già 1.000 le richieste inoltrate, con in testa la provincia di Cosenza 

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COSENZA – Una vera e propria pioggia di domande per accedere alla pensione anticipata utilizzando la cosiddetta “Quota 100”, la misura sperimentale (attualmente all’esame del Senato) introdotta dal Governo gialloverde e cavallo di battaglia della Lega che mira ad una riforma della vecchia Fornero offrendo la possibilità di un’uscita anticipata dal lavoro a chi abbia compiuto 62 anni di età e maturato 38 anni di contributi e che comunque impone come requisito contributivo per conseguire il diritto alla pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, nel periodo 2019-2026.

1.000 domande dalla Calabria. Guida la provincia di Cosenza

Dal 29 gennaio, giorno nel quale si è dato il via libera alla richiesta per la pensione, attraverso i Caf, direttamente all’Inps o per via telematica, sono state inoltrate 27.400 domande da tutta Italia. Da questi primi dati emerge che il 40% di domande arriva dal Sud. Per ora in Calabria sono state presentate esattamente 999 domande. Spulciando i dati emerge che la provincia con più richieste è quella di Cosenza con 384 richieste che si piazza come dato al decimo posto nazionale. Segue Catanzaro con 250, Reggio Calabria con 238, Crotone con 68 e Vibo Valentia con 59. Il 70% dei richiedenti sono uomini, molti dei quali percettori di NaspI e disoccupati e solo un terzo del totale arriva da dipendenti del pubblico impiego. Seguono poi commercianti e artigiani. L’Inps dovrebbe inviare a marzo 1 milione di buste arancioni ai potenziali interessati  alla pensione con ‘quota 100’ per incoraggiare ad acquisire l’identità digitale ed utilizzare interattivamente il programma “La mia pensione futura”.

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Boeri critico: “riforma graverà su nuove generazioni”

Critico sulla nuova riforma il Presidente dell’Inps Boeri che parlando ieri in audizione alla Commissione Lavoro del Senato ha dichiarato che il grosso di quota 100 graverà sulle generazioni future e che il debito implicito del sistema pensionistico è destinato ad aumentare sia per effetto del nuovo canale di uscita anticipata che del congelamento degli adeguamenti della speranza di vita per le pensioni anticipate. “Molte delle domande presentate – aggiunge Boeri – provengono dalle regioni meridionali: quattro su dieci da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Questa numero così elevato dalle regioni meridionali si spiega anche con il fatto che abbiamo spesso a che fare con persone non occupate, pronte a fare domanda di pensionamento”. Una circostanza che dovrebbe far riflettere circa l’idea che il pensionamento liberi nuovi posti di lavoro per i giovani“. Sempre Boeri,  nella giornata di ieri si è mostrato perplesso su Reddito di Cittadinanza, dichiarando: “Noi non abbiamo gli strumenti di verifica sopratutto quelli relativi all’accertamento del patrimonio mobiliare di chi accede al beneficio: quindi a posteriori potremmo trovarci a fare un’azione di recupero nei confronti di famiglie che non se la passano bene, più di 100mila nuclei familiari a cui potremo richiedere indietro anche 10mila euro“