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Omicidio Indrieri: i killer restano in carcere

COSENZA – I kiler dagli occhi di ghiaccio, restano in carcere. E’ questo il verdetto dei giudici del Tribunale della Libertà, nei confronti di Domenico Scarola e Francesco Salvatore Scorza. Per i magistrati del Riesame, i due sono i “sicari” di Rossellina e Barbara Indrieri, condannate a morte nella loro

abitazione di San Lorenzo del Vallo, nel febbraio dello scorso anno. A nullasono valsi i tentativi degli avvocati Carlo e Lucio Esbardo, penalisti del foro di Cosenza e legali di fiducia dei due, a levare dal carcere i loro assistiti. Il teorema accusatorio della Dda di Catanzaro, ma, soprattutto, la credibilità di Silas De Marco, figlio di Rossellina e sorelladi Barbara, risparmiato dai kille, in quella fredda e tragica sera di febbraio, ha retto sia davanti il gip distrettuale, sia davanti ai magistrati del Tdl. Fu proprio Silas, graziato, forseper fretta, forseper errore, dai sicari a mettere gli inquirenti sulla pista giusta. Nonostante i sicari, fecero irruzione nell’appartemnto, con il volto nascosto da un passamontagna, Silas De Marco, riconobbe nello sguardo di uno dei due killer, qualcosa che aveva già visto che mnemonicamente ricordava. Scarola Scorza, come si ricorderà, furono catturati e sottoposti a decreto di fermo giudiziario, nello scorso mese di settembre,durante un’operazione congiunta tra carabinieri del comando provinciale di Cosenza e detective della squadra Mobile della Questura bruzia. Il fermo, poi, non venne convalidato dalgipdel tribunale di Castrovillari, competente territorialmente, che però emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due malviventi, riconoscendo la gravità delle accuse mosse a loro carico dal sostituto procuratore dell’antimafia catanzarese, Vincenzo Luberto, titolare dell’inchiesta giudiziaria.