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Mustafa diventa un eroe. Cita il Corano: “Se vuoi bene, Dio ti vuole bene”

Parla il dialetto crotonese, Mustafa Al Aoudi, che ogni mattina si piazza con la sua piccola bancarella davanti all’ospedale di Crotone e che da ieri è un eroe.

 

CROTONE – Il venditore ambulante marocchino è diventato un esempio di coraggio a Crotone e stamattina erano in molti a ringraziarlo per aver salvato la dottoressa Maria Carmela Calindro di 56 anni strappandola dalle mani del suo aggressore, Luigi Amoruso, di 50 anni, che voleva far pagare al medico la morte di sua madre.

“Ero tranquillo, ero seduto quando ad un tratto ho sentito gridare “aiutatemi… aiutatemi”, e anche altre persone chiedevano di aiutare la signora che in un primo momento non avevo visto perchè c’era una macchina davanti. Lui l’aveva afferrata e in un primo momento ho pensato che la stesse colpendo a pugni – racconta Mustafa – invece ha girato la mano e ho visto che aveva un cacciavite e la pugnalava. E’ in quel momento che mi sono buttato addosso a lui per salvarla e l’ho salvata davvero perchè altrimenti chissà come sarebbe finita”.

Mustafa si è avvicinato e lo ha buttato a terra, ma Amoruso si è rialzato ed ha tentato di fuggire: “L’ho inseguito e l’ho fatto cadere facendogli lo sgambetto, e l’ho bloccato aspettando che arrivasse la polizia mentre lui tentava di scappare. Aveva una sciarpa che gli copriva il viso e il cappellino. Ho fatto quello che si deve fare, quello che il mio cuore mi ha detto di fare. Non potevo farla morire quella signora”.

“E’ un gesto grande lo so – ha raccontato Mustafa – ma sono contento di aver fatto questo, e che le persone mi rispettino. La pace ed il volere bene al prossimo sono nel Corano, mentre spesso si parla dell’Islam nella maniera sbagliata. Chi compie atti terroristici o altro, è solo un fanatico e io odio chi fa questo. Io ho amato e amo le persone, di qualsiasi regione o nazione. Se vuoi bene, Dio ti vuole bene. Io cerco di amare il prossimo e di voler bene”.

Mustafa ieri è riuscito ad incontrare la dottoressa: “mi ha chiesto di salire e dopo essere stato in questura dove sono stato sentito, sono andato a trovarla. Si è messa a piangere e mi ha detto “mi hai salvato la vita” e ho pianto anche io. Ci siamo abbracciati ed è stata un’emozione veramente bella”.