Medico aggredito, Mustafa: “Gli ho fatto lo sgambetto ed è caduto”

Aggredita al collo da un uomo originario di Crotone, armato di cacciavite, il medico è stata salvata da un extracomunitario che ha fermato l’aggressore fino all’arrivo della polizia

 

CROTONE – É stata ricoverata con una prognosi di trenta giorni la dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone aggredita da un uomo che é stato bloccato dalla polizia. La professionista ha subito ferite al collo, alla testa e all’addome. La dottoressa é stata sentita dal sostituto procuratore di Crotone Alfredo Manca, che conduce l’inchiesta avviata sull’aggressione. Col magistrato c’era il dirigente della Digos della Questura di Crotone, Francesco Meduri.

L’uomo che ha aggredito la dottoressa in servizio nell’ospedale di Crotone, un crotonese di 50 anni che è stato portato in Questura, avrebbe agito con il volto coperto da una sciarpa e un copricapo. Quando, dopo aver colpito la dottoressa al collo con un cacciavite, stava per sferrare un secondo fendente, è intervenuto un ambulante di nazionalità marocchina, Mustafa El Aoudi, che è riuscito a bloccare l’uomo. “Ho fatto quello che avrebbero fatto tutti”, ha detto Mustafa. “Ho sentito gridare la dottoressa e allora mi sono avvicinato. Ho visto che la colpiva con un cacciavite allo stomaco, la voleva ammazzare. Mi sono avvicinato e l’ho buttato giù, poi è scappato e l’ho inseguito fino al bidone della spazzatura, gli ho fatto lo sgambetto ed è caduto. A quel punto l’ho tenuto fermo fino a quando non è arrivata la polizia“. L’ambulante che ha 40 anni, vive a Isola Capo Rizzuto e da vent’anni, con la sua bancarella, fa il venditore ambulante davanti all’ospedale San Giovanni di Dio. Racconta di conoscere la dottoressa aggredita. “Passa sempre da qui – dice – e mi saluta. Posso dire che la conosco”

Quella di oggi è la seconda grave aggressione compiuta a medici in servizio nell’ospedale civile di Crotone nell’arco di quattro mesi. Nella notte tra il 3 ed il 4 agosto scorsi, infatti, un medico anestesista venne picchiato selvaggiamente con calci, pugni dai congiunti di un ragazzo di Rosarno ricoverato nel reparto di rianimazione. Il medico avrebbe voluto soltanto che i familiari potessero dare l’ultimo saluto ad un ragazzo malato che stava morendo. Una cortesia ed un’attenzione che vennero però “ricambiate” con un’aggressione ai danni del medico.